Premio IQU 2016 – Concorso di idee per la Rifunzionalizzazione del sistema del centro urbano e del cinema Ambrà, Martinsicuro (TE)

Sezione: Architettura progettazioni

Progettista: Emmanuele Pedicone, Sara Cipolletti, Dania Di Pietro, Angelo Figliola

Oggetto del concorso di idee è la rifunzionalizzazione del sistema del Centro urbano di Martinsicuro e in particolare dell’edificio ex Cinema Ambra; l’intervento si fonda su di una lettura dei caratteri dei luoghi che divengono strumento di costruzione del processo progettuale.

LETTURE DEI LUOGHI, PROGETTO URBANO E RIQUALIFICAZIONE DEI PERCORSI

Il progetto di rifunzionalizzazione del sistema del Centro urbano di Martinsicuro (TE) e in particolare dell’edificio ex Cinema Ambra, inizia ad essere concepito attraverso un’analisi attitudinale d’insieme del territorio a cui corrispondono le prime suggestioni progettuali.

La descrizione attraverso i segni e le tracce che nella città si sono impressi nel tempo e che si riferiscono sia alla conformazione fisica che geografica, sia al modo in cui i processi e l’uomo hanno organizzato e praticato il territorio, ha lo scopo di sostenere e verificare la strategia urbana complessiva. La strategia in questa direzione si ancora al senso dei luoghi ridisegnando il sistema degli spazi aperti e degli spazi pubblici e sarà capace di restituire quell’ identità collettiva richiesta nel bando.

Il progetto si pone i seguenti obiettivi generali:

– Ristabilire una relazione trasversale della città, che nell’andamento est-ovest faccia rileggere il rapporto tra l’entroterra e il mare.

– Stabilire un sistema di mobilità locale, pedonale e ciclabile (es. bike sharing), che riduca la necessità di veicoli e colleghi in modo efficiente l’intero tessuto abitato con i principali luoghi pubblici e collettivi.

– Riscoprire l’acqua, come traccia storica antecedente il processo di lottizzazione. L’elemento dell’acqua è un dispositivo per ridestare un carattere geografico distintivo adriatico, esso si ritrova lungo i percorsi, negli spazi pubblici principali ed è elemento narrativo del paesaggio di Martinsicuro. Inoltre metaforicamente rimanda al gesto di scoprire cosa c’è sotto la crosta cementificata più dura della città.

Concentrandosi sulla riscoperta di vecchie tracce e segni d’acqua il progetto mira a rendere questi elementi nuova strutturazione della città.  Le strategie di pianificazione e di progettazione sono:

– Il Collettore urbano rafforza la trasversalità dalla S.S. 16 fino al mare, lungo via Cristoforo Colombo e poi via Aldo Moro. Segno che riscrivendo e ridisegnando l’urbano, si carica di nuovi significati e funzioni per la città di Martinsicuro.

– I Percorsi pedonali e ciclabili, catturano gli spazi pubblici e collettivi della città, oggi disarticolati e non connessi tra loro. Essi si appoggiano su vecchi tracciati, usati spesso in maniera spontanea confluiscono nella sezione trasversale individuata e ancora una volta utilizzano l’elemento dell’acqua.

– I nodi, attestandosi lungo il collettore, sono sia dei segnalatori dei luoghi speciali della città, come nel caso dell’edificio ex Cinema Ambra, sia dei collegamenti a tutti gli spazi pubblici più periferici attraverso i percorsi, che da essi dipartono. I nodi inoltre sono interventi di piccole coperture, nuove funzioni e riuso di edifici esistenti.

PROGETTO ARCHITETTONICO DELL’ EDFICIO EX_CINEMA AMBRA

Rispetto alla strategia progettuale urbana, l’edificio ex Cinema Ambra è uno dei nodi che si attestano sul collettore, da cui diparte un percorso di mobilità alternativa su una vecchia traccia, usata già spontaneamente come pista ciclabile e pedonale.

Perseguendo l’idea concettuale di riscoprire ciò che c’è sotto lo strato più duro della città, il progetto stacca idealmente da terra il vecchio edificio del cinema, come se fosse un inerte sospeso. La nuova volumetria staccata da terra, insiste sulla vecchia impronta del Cinema Ambra, lasciando il piano zero più libero e fruibile possibile, aperto ai flussi che lo attraverseranno e che in sezione lo articolano.

La scelta di collocare quindi la funzione principale richiesta dal bando degli spazi espositivi e della sala conferenza nel primo e nel secondo piano, permette un utilizzo pubblico del piano terra, il quale diviene uno spazio di nuove relazioni urbane e luogo di integrazione sociale.

Un taglio d’acqua e un percorso ciclo-pedonale, segnano la relazione tra piazza Cavour e l’asse collettore di via Cristoforo Colombo e via Aldo Moro. Il percorso ciclo-pedonale, rompe il lotto rettangolare dell’edificio, in una direzione diagonale, secondo l’andamento delle vecchie tracce, è uno spazio aperto per l’intero arco della giornata.

L’edificio della sala conferenze e della sala espositiva viene concepito in modo compatto e continuo. Il tema della riscoperta di quello che c’è sotto la crosta cementificata, viene sperimentato nel trattamento del prospetto in cui come una geografia impressa, si leggono le tracce e i segni d’acqua, tratti dalle planimetrie storiche, citate nelle analisi iniziali. I segni divengono incisioni di luce sia naturale che artificiale.

La copertura e l’interrato, sono dei piani tecnologici, per la raccolta delle acque reflue, per le energie alternative e di servizio come deposito e magazzino.

Scarica la scheda del progetto

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