Premio IQU 2016 – Cohousing SANGIORGIO

Sezione: Architettura Realizzazioni

Progettista: Ing. Fausto Centonze, P.I. Francesco Facchini

A Ferrara, efficienza energetica e progettazione partecipata coesistono per la creazione di un ambiente collaborativo e sostenibile. Un edificio esemplare che contribuisce alla lotta contro i cambiamenti climatici.
La scelta del lotto in cui realizzare il COHOUSING SANGIORGIO è stata effettuata dopo un’attenta valutazione dei servizi, delle aree verdi, della rete viaria, delle piste ciclabili e dei sistemi di trasporto presenti ed è ricaduta su un lotto di circa 3500 mq che si trova a circa 2 km dal Castello Estense, localizzato nel centro storico di Ferrara. Il Comune ha già previsto la realizzazione di una pista ciclabile che connetterà direttamente il Cohousing al centro della città. Nel terreno localizzato lungo il Po di Primaro, erano presenti una serra ed alcuni edifici in cattivo stato di conservazione per i quali è stata prevista la demolizione.
All’interno dell’ampio lotto che si è reso disponibile in seguito alla demolizione dei fabbricati, è prevista la realizzazione di un altro edificio oltre al Cohousing SANGIORGIO che verrà realizzato in una fase successiva. Il posizionamento dei due edifici, che andranno ad accogliere complessivamente circa quattordici famiglie, è stato definito grazie ad un’attenta analisi del sito di progetto; il masterplan reinterpreta infatti il modello tradizionale della corte rurale con l’obiettivo di creare dei “cortili aperti” dove le relazioni tra vicini possano acquistare un ruolo fondamentale.
Il Cohousing SANGIORGIO ospita persone di diverse fasce di età e backgrounds, single e famiglie con bambini. L’obiettivo è promuovere nuove forme di vicinato solidale nell’ambito della sostenibilità ambientale e della solidarietà tra generazioni. Il progetto è stato pensato in modo da rispondere in pieno alle esigenze individuali e collettive ed oltre alle unità immobiliari verranno realizzati numerosi spazi di condivisione: una cucina, un salotto, una lavanderia, una sala in cui potranno giocare i bambini ed in cui organizzare eventi, oltre al giardino e agli orti condivisi.
In particolare, viene proposta la realizzazione di edifici in linea con le prestazioni previste dalla Direttiva Europea 31/2010 “nearly zero energy” sul Rendimento Energetico degli Edifici. In base alla nuova Direttiva Europea (con regolamento successivo 244/2012), entro il 2021 tutte le nuove abitazioni dovranno seguire il modello della casa passiva per perseguire l’ottica di un’abitazione completamente autosufficiente energeticamente e che permetta di risparmiare sul riscaldamento, l’illuminazione e la climatizzazione con una sensibile riduzione dell’impatto ambientale e diventando un edificio a consumo zero. Per questa ragione, è necessario ampliare il concetto di “sostenibilità” a quello più specifico di “sensibilità” verso il contesto ambientale e urbano.

La progettazione dell’edificio ha tenuto in considerazione l’orientamento del lotto e la collocazione di quest’ultimo rispetto al contesto paesaggistico prevedendo la disposizione parallela rispetto al corso del Po di Primaro.
La realizzazione dell’edificio avviene in linea con i principi progettuali delle strutture in legno “nearly zero energy”. Gli aspetti compositivi principali definiscono un volume di tre piani con un fronte aperto verso il lato sud-ovest con la presenza di sporti e logge che consentono un ombreggiamento naturale delle bucature durante i mesi estivi; mentre la necessità di installare le strutture per i pannelli fotovoltaici verso sud, ha condizionato il disegno di una “Falda Solare” di superficie maggiore rispetto a quella orientata a nord.
Il fabbricato è composto da 7 unità abitative e dei relativi spazi comuni, sviluppati su tre piani fuori terra, si dispone parallelamente rispetto alla linea del confine di proprietà verso il fiume e perpendicolarmente rispetto al confine di proprietà verso nord. L’edificio è stato realizzato con tecnologia costruttiva a pannelli portanti di legno tecnologia crosslam (X-LAM), di spessore variabile dai 10 ai 14 cm, coibentati verso l’esterno da cappotto termico in fibra di legno spessore 20 cm. Anche i solai interpiano e quello di copertura sono stati realizzati in pannelli portanti di legno di spessore 20 cm; la copertura presenta una coibentazione di 24 cm in pannelli di fibra di legno a densità variabile e manto di copertura in lamiera.

 

Il volume compatto del fabbricato consente di avere un buon rapporto S/V, mentre le soluzioni progettuali ed impiantistiche adottate consentono di calcolare un indice di prestazione globale
Eptot (riscaldamento+acqua calda sanitaria)= 2,2 KWh/mqa, collocando la costruzione in classe CLASSE A+ regionale.
Nella copertura è stato installato un impianto fotovoltaico composto da 61 pannelli (165x100cm) da 250W che producono complessivamente 15,25 kW di energia elettrica direttamente collegata, tramite inverter, alla pompa di calore dell’impianto di riscaldamento, raffrescamento e Ventilazione Meccanica Controllata.
Il progetto impiantistico prevede sia il riscaldamento che il raffrescamento a pavimento e per tale ragione la VMC è associata alla Deumidificazione con l’installazione di un unico sistema integrato. Nelle costruzioni in Classe A+, come nel caso del COHOUSING SANGIORGIO, dotate di impianto radiante anche per il raffrescamento estivo, il sistema integrato di ventilazione climatica garantisce l’ottimizzazione dell’impianto, in quanto riduce l’umidità nell’aria interna, abbassando il punto di rugiada ed eliminando il rischio di formazioni di muffe. Prendendo in considerazione la norma UNI EN 15251:2008 per la progettazione di impianti di VMC, il numero di ricambi d’aria, nella media delle 24 h, garantisce un valore medio di 0,3 vol/h in ogni ambiente di ogni unità immobiliare. Il volume e la qualità dell’aria all’interno dei locali viene pertanto cambiato in modo naturale (presa di aria esterna, trattamento, emissione interna) circa 8 volte al giorno, a ciclo continuo e senza interruzioni.

L’edificio COHOUSING SANGIORGIO è stato realizzato con materiali naturali e riciclabili, e la struttura è prevista in legno con tecnologia XLAM. Il Cohousing è un edificio off-grid: non ha la connessione alla rete del gas, il sistema di smaltimento delle acque reflue viene effettuato in sito senza collegamento alla rete fognaria pubblica ed è stata installata una vasca di raccolta dell’acqua piovana che consente l’irrigazione del giardino e dell’orto. Buona parte dell’energia elettrica viene prodotta dai pannelli fotovoltaici della falda solare orientata a sud.
Il lotto oggetto di progettazione fa parte del paesaggio fluviale legato al Po di Primaro, si è cercato di evitare di impermeabilizzare eccessivamente il terreno sia conservando ampi spazi verdi per il giardino condiviso che attraverso la scelta di realizzare superfici pavimentate drenanti. Inoltre il volume atto a contenere le autorimesse e collocato in prossimità dell’accesso carrabile all’area, avrà una copertura piana e tetto verde intensivo con vegetazione stabile tipo sedum.

In seguito ad una ricognizione sul luogo appare evidente la presenza di alberi di olmo (ulmus minor) di cui si propone il più possibile la conservazione e la piantumazione di nuovi esemplari. Nell’area sud è invece prevista la creazione di un orto condiviso. Lungo il lato ovest, sono state realizzate operazioni di pulizia e di manutenzione della vegetazione ripariale presente ed il ripristino dell’antica via alzaia, usata per trainare con cavalli o muli le barche cariche di prodotti agricoli dalla campagna verso la città.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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