Premio IQU 2016 – “Centro Polifunzionale del Bambino” della Fondazione O.A.S.I.

Sezione: Architettura Realizzazioni

Progettista: Arch. Maria De Rossi, Ing. Alberto Olivieri, Arch. Stefano Lucchini

“Il Centro Polifunzionale del Bambino O.A.S.I.” di San Bonifacio rappresenta un significativo esempio nell’applicazione di metodologie di progettazione e realizzazione volte ad offrire un risultato di alta qualità architettonica e sostenibilità nei Centri Storici.

L’area interessata dal progetto si trova nel Centro Storico di San Bonifacio. Dal punto di vista urbanistico tale ambito è classificato come zona “F/2” e zona “A” – Centro Storico. Nell’arco di due anni e mezzo si è voluto riqualificare il Centro Polifunzionale del Bambino della Fondazione O.A.S.I attraverso la progettazione e costruzione dell’Asilo Nido “S.M.B. Boscardin” per 60 bambini e della Scuola dell’Infanzia “P.Crosara” per 180 bambini utilizzando la tecnologia della prefabbricazione in legno. L’Asilo Nido è stato costituito ex novo, mentre la Scuola dell’Infanzia era già esistente e risaliva al 1886: dopo attente valutazioni sia di tipo tecnico che economico, si è deciso di sostituire questo manufatto con un nuovo edificio efficiente dal punto di vista energetico e sismicamente sicuro; il nuovo intervento ha posto tra gli obiettivi prioritari il recupero della forma originaria del manufatto al fine di ridare leggibilità alla storica connotazione architettonica che nel corso degli anni era stata “nascosta” da nuovi volumi aggiunti: si sono ricostruite in muratura le facciate timpanate agganciandole alla struttura prefabbricata in legno.Il risultato è stato quello di una “restituzione” al tessuto urbano di San Bonifacio di un elemento connotante uno dei due corsi principali mantenendo quel vincolo affettivo con gli abitanti attraverso la riproposizione dell’assetto originario.

FINALITA’ E OBIETTIVI:1) realizzare un esempio in grado di assumere il ruolo di modello, di modus operandi attraverso l’applicazione di metodologie di progettazione e realizzazione volte ad offrire un risultato di alta qualità e sostenibilità attraverso l’innovazione architettonica, tecnologica ma anche di gestione e uso; definire un laboratorio formativo per le nuove generazioni finalizzato alla conoscenza di un costruire responsabile ed ecocompatibile;2) indicare una possibile nuova linea di approccio alla questione sicurezza degli edifici scolastici decidendo, dopo approfondite valutazioni la sostituzione della Scuola dell’Infanzia con un nuovo edificio antisismico (già prima degli eventi dell’Emilia);3) creare non solo un contenitore per una moderna didattica ma anche un luogo di riferimento per l’intera Comunità attraverso la promozione di azioni volte alla crescita culturale e sociale.

Gli spazi si sono definiti attorno ad un grande giardino centrale sul quale si affacciano direttamente tutte le sezioni rievocando le Corti storiche che hanno connotato il tessuto urbano e il territorio sambonifacese.La complessità funzionale è stata risolta attraverso forme e identità definite da relazioni: lo spazio si qualifica nel favorire l’incontro, lo scambio, l’empatia, la reciprocità e, in particolare, nuovi legami.Il sistema diviene un luogo dove l’interazione di varie attività sociali diventa un’ occasione di qualificazione di tutto il contesto urbano in cui la struttura in progetto si inserisce.Nella definizione degli spazi si è sviluppata la progettazione delle “soft qualities”: luce, colori, materiali, acustica, odori, microclima.Gli obiettivi ambientali raggiunti possono essere tradotti in nove “parole chiave” (Reggio Children): complessità morbida, relazione, osmosi, polisensorialità, epigenesi, comunità, costruttività, narrazione, normalità ricca.

Importante è stato anche il controllo dell’inquinamento “indoor” evitando i campi elettromagnetici eccessivi, l’uso di materiali che presentano radioattività o rilasciano sostanze tossiche e attraverso gli impianti di trattamento e ricircolo dell’aria.Ogni sezione si apre direttamente verso il giardino interno: infatti una particolare attenzione si è data nel definire gli spazi verdi sia dal punto di vista microclimatico (uso dell’arredo vegetale per abbattere l’effetto termico dell’irraggiamento nei mesi estivi o per ridurre l’inquinamento acustico esterno) che da quello relazionale (luogo di incontro e scambio), didattico (osservazione, sperimentazione, acquisizione, modificazione, azione) ed infine cromatico (i paesaggi cromatici creati con piante, fiori e legni possono cambiare al variare dell’ora del giorno e delle stagioni). Le aree a verde sono differenziate per fasce d’età e attrezzate collocandovi vari elementi naturali.E’ presente un orto laboratorio e un Atelier/serra solare.imentazione per i piccoli. E’ presente anche anche una serra solare.

Quale testimonianza dell’alto livello di qualità di progettazione e costruzione con ridotto impatto sull’ambiente la Scuola dell’Infanzia “Paolo Crosara” ha ottenuto, per prima in Italia, il più elevato livello di certificazione secondo il protocollo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), ovvero il “PLATINUM”. E’ inoltre risultato Vincitore del Premio Sostenibilità 2015 per la Categoria “Edilizia non residenziale” indetto dall’AESS di Modena.
Asilo Nido:
Dati planivolumetrici:
– Superficie Coperta mq 689,65
– Superficie utile mq 566,19
– Volume mc 2779,19
Scuola dell’Infanzia:
Dati planivolumetrici:
– Superficie Coperta mq 908,24
– Superficie utile mq 1495,75
– Volume mc 5.049,84
La superficie dello spazio a verde a disposizione delle scuole costituito dalla corte interna è di mq 1511.

Scarica tutta la scheda del progetto.

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