Premio IQU 2016, allestimento mostra su due case di Le Corbusier

Sezione: Architettura Realizzazioni
Progettista: Archh. Alessandra Gramiccia, Alessandro Masi, Enrico Martini, Cristina Renzoni, Andra-Iona Pirau

Una mostra temporanea su due case di Le Corbusier, che conclude l’esperienza didattica di un laboratorio di progettazione, è l’occasione per metterne a confronto l’allestimento con gli spazi di un significativo edificio monumentale.

I disegni di progetto della piccola mostra temporanea su due case di Le Corbusier, solo schizzate eppure presenti in uno dei volumi della sua Oeuvre complète, non sono veramente tali: essi costituiscono semmai il rilievo di una esposizione realizzata direttamente, sul posto e in meno di un paio di giorni, a partire da pochi appunti e dal materiale predisposto, adattandovi perfino delle basi esistenti e altrimenti utilizzate.

A questi disegni, eseguiti dunque a posteriori, è stato assegnato il duplice compito di chiarire il senso dell’allestimento e di verificarlo come esperienza didattica: la mostra costituisce infatti il momento ultimo di un percorso condotto in un laboratorio universitario di Composizione architettonica, concluso con la donazione dei plastici esposti, da parte dell’Ateneo interessato, alla Fondation Le Corbusier (che li ha eccezionalmente accettati, dopo quelli di una analoga esperienza condotta da Tadao Ando nel 2011).

Per quanto riguarda più propriamente l’allestimento, esso ha riguardato la sala delle mostre temporanee dell’Accademia Nazionale di San Luca, accessibile dalla galleria espositiva dello storico Palazzo Carpegna a Roma che ne è la sede, racchiusa tra l’eccezionale rampa elicoidale collegata al portico di ingresso del piano terra, entrambi di Borromini, e la scala adattata alle nuove funzioni da Giovannoni e Foschini nei primi anni ’30 del secolo scorso. Le ridotte dimensioni della sala (larga circa 7 metri per 7 e mezzo di profondità) sono state ritenute idonee ad ospitare i cinque plastici relativi alle due case studiate, altrettanti pannelli esplicativi e nove copie cianografiche tratte da lucidi originali di Le Corbusier sul tema del rapporto tra casa e città; un apparecchio fisso per proiezioni a tutta parete, posto a destra dell’ingresso, ha reso inoltre possibile lo sfoglio virtuale del corrispondente capitolo dell’Oeuvre complète, vincolando la disposizione di tutti gli oggetti.

Il primo problema affrontato, ed è la ragione per la quale la rappresentazione in pianta dell’esposizione comprende gli spazi della galleria ed i suoi importanti accessi, è stato quello di caratterizzare il passaggio dalla visione della collezione permanente, con sculture lungo le pareti, ad un ambiente che doveva apparire idealmente più vicino alle tematiche affrontate; la scelta è stata quella di isolare in gruppi diagonalmente opposti, relativi alle due case, le principali basi parallelepipede dei plastici, per potervi girare intorno ma anche per affermare con la loro rotazione l’autonomia spaziale della sala. La diversa angolazione di queste basi, giocata sulla corrispondenza di alcuni dei loro spigoli con la proiezione della sovrastante vela dei lucernari, rafforzata dalle differenze di altezza e di colore (prevale il bianco, con una sola eccezione), ha tenuto conto della necessità di assecondare percettivamente il senso antiorario della visita; al fine di stabilizzare l’immagine d’insieme, parallelepipedi di minore dimensione sono stati tuttavia posizionati in modo più regolare, uno al centro della sala per individuare il punto di interazione con la proiezione, e tre, di cui solo uno serve da base, appoggiati ad altrettante pareti.

La pianta della sala svela alla fine più chiaramente quali legami congiungono gli elementi descritti, quali ne riconducono a unità l’apparenza; le sezioni rendono inoltre intelligibile il modo con cui sono stati disposti a parete i disegni di Le Corbusier ed i pannelli: questi ultimi, introduzione a parte ma tutti ordinati secondo spaziature modulari, sono stati separati in relazione ai due gruppi di plastici. I disegni, di varie misure, seguono invece la loro successione temporale e sono allineati in altezza, con la base del primo a sua volta in linea con la mezzeria degli stessi pannelli; disposti sulla parete di fronte all’ingresso, questi disegni di Le Corbusier fanno da fondale a tutta la mostra, con il compito di indicare ai visitatori l’importanza della qualità grafica quale espressione del pensiero architettonico.

Scarica la scheda di tutto il progetto

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