Premio IQU 2011. Realizzazione Piazza Don Bruno Falloni

Sezione – Opere già realizzate. Piazza Don Bruno Falloni

 

L’idea del progetto di recupero di questo brano di città è semplicissima: ridisegnare lo spazio rendendolo unitario e pedonale, realizzando, così, un luogo di sosta congruente con la memoria del sito.

 

Il linguaggio scelto per ri-conformare questo spazio si muove saggiamente fra tradizione e innovazione, realizzando uno spazio contemporaneo in continuità con la storia del luogo. Uno spazio capace di captare e trasmettere l’atmosfera, le emozioni, i colori, della piazza nel suo contesto.

 

La scelta matico-estetica è quasi obbligata: pietra calcarea di Trani. Bianca e bellissima, sofisticata solo come il carbonato di calcio puro riesce ad essere, e armoniosa, nei pallidi colori dell’edificato pugliese, e, ancora, quasi riflettente i blu e gli azzurri.

 

Data l’esiguità dello spazio si è optato per un disegno calibrato della texture della pavimentazione. L’idea è stata quella di evocare i corsi in pietra dei monumenti del celebre barocco leccese, le geometrie dell’architettura vernacolare della città vecchia di Taranto affacciata sul “mare piccolo” (il piccolo golfo interno in cui trovano riparo le barche da pesca). Di enfatizzare il luogo. Pochi segni ancora. Un “tappeto” centrale, da delimitare con una piccola aiuola verde in cui fare crescere un albero-simbolo, un pino marittimo, l’albero delle coste mediterranee italiane e non solo (croate, in dalmazia, francesi, spagnole, ma anche di quelle greche). E una seduta, una panca, a richiamare il “sedile”; così era chiamato l’edificio municipale storico, dove la gente si incontrava, sedeva, per strada, a discutere, di politica e di tutto ciò che caratterizzava la vita nelle piccole comunità pre-televisive. E, infine, l’introduzione della ceramica, l’artigianato locale, il materiale prodotto in loco, piccole tessere di ceramica verde (degli smeraldi), a impreziosire il “tappeto” centrale della piazza.

 

Un’illuminazione minimalista – mirata a sottolineare i cromatismi e il volume del vuoto o, meglio, dei vuoti (la piazza, il porticato, lo spazio urbano) – completa il progetto.

 

Un progetto poetico, che insegna come anche attraverso piccoli gesti, dal lessico familiare, sia possibile migliorare significativamente i luoghi quotidiani della nostra esistenza.

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