Premio IQU 2011. Progetto ‘Schiaccianoci’: nuovo centro per la musica e la danza a Gorla Minore

Sezione Nuovi utilizzi e progettazioni. Nuovo centro per la musica e la danza a Gorla Minore (Va), ristrutturazione dei locali di un’ex tripperia per la realizzazione di un centro polifunzionale comunale.

 

Strani i destini degli edifici! In questo caso da un ex macello, una “tripperia” per la precisione, si deve tirar fuori, come il coniglio dal cilindro, un edificio di valore pubblico e ludico, una piccola fabbrica dei sogni o per lo meno del buon umore. Intanto lo scopo principale del progetto è ridonare ai cittadini di Gorla Minore uno spazio pubblico, oggi ridotto a un residuo industriale sottoutilizzato e in condizioni molto compromesse e col solito amianto da smaltire. In realtà l’edificio è collocato a diretto contatto con alcune delle più importanti funzioni civiche gorlesi come il municipio, le scuole, il parco pubblico, e gode, per una serie fortuita di avvenimenti, di una interessante posizione panoramica sulla vicina valle del fiume Olona.

 

La ristrutturazione dello stabile di origine industriale potrà così significare una sorta di complemento al campus civico cittadino. In esso si ospiteranno una gamma di eventi pubblici legati alla danza, alla musica, ai momenti assembleari e alle esposizioni temporanee, ma soprattutto sarà la sede delle sale prova dei gruppi artistici cittadini. Si può parlare, quindi, di un nuovo centro civico, ovvero un laboratorio creativo per le arti e l’intrattenimento, un padiglione pubblico che si integra nel verde del parco della villa comunale e del vicino plesso scolastico, senza dimenticare il suo rapporto diretto col prospiciente paesaggio rappresentato dalla valle dell’Olona.

 

La bonifica dei materiali costruttivi inadeguati e l’uso di tecnologie energetiche sostenibili che sfruttano, tra l’altro, risorse preesistenti come i due pozzi d’acqua per il riscaldamento ed il raffrescamento dell’edificio, recupereranno e trasformeranno l’attuale anonimo fabbricato in uno spazio qualificante, capace di tesaurizzare il contesto ambientale ed urbano in cui si inserisce, interpretando l’edificio non in senso autoreferenziale, ma piuttosto in relazione alle potenzialità, alle qualità e alle risorse esistenti nell’area di intervento.

 

L’edificio, frutto di inevitabili compromessi materiali e funzionali, si propone alla vista come una scatola di fiammiferi posta su un terrapieno, un guscio di listelli in legno disposti secondo una ritmica sincronizzata sulle poche, grandi bucature delle finestre e degli accessi. A questa sequenza fa da contrappunto un fondu noir di foamglass, un’isolante in vetro cellulare nero antracite. Sullo spazio in fregio alla strada di accesso, anch’esso oggetto di una ridefinizione materiale, si affaccia un volume scavato, l’ingresso principale al centro, una sorta di campana in ottone o di strumento a fiato che “imbocca” l’afflusso dei visitatori del centro. All’esterno un grande terrazzo pavimentato in legno naturale si aprirà nella bella stagione alle attività a cielo aperto come un grande dehors pubblico.

 

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