Premio IQU 10, Venezia: Green tree strategy

Recupero – progetti, per la categoria Rigenerazione e recupero urbano opere progettate
LAND Landscape Architecture Nature Development
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La Green Tree Strategy per Porto Marghera mira a portare “nuova linfa” in aree oggi dismesse o sottoutilizzate, incentivando la rigenerazione della città a partire dal ripensamento del “vuoto” dello spazio pubblico al fine di introdurre nuove funzioni e modi di vivere il paesaggio urbano.

Il sistema territoriale veneziano vede la coesistenza di uno dei più importanti e delicati patrimoni ambientali, artistici e culturali mondiali con una delle più vaste aree industriali europee, ad oggi dismesse e in cerca di una propria via di riconversione sia fisica che economica. Nasce la necessità di ragionare intorno ad un nuovo paradigma in grado di fornire la prospettiva di sviluppo e crescita economica per Venezia in un’ottica metropolitana. Oggi, nel “dopo-moderno”, insieme alle grandi produzioni industriali, sembra anche essere finito il tempo delle grandi trasformazioni territoriali. Alle politiche di conservazione e di trasformazione dei luoghi si contrappone oggi la logica della “riscoperta”, soprattutto per quanto riguarda gli spazi aperti, ed il rapporto con il proprio paesaggio di appartenenza.  Tale logica vale anche per le preesistenze industriali che devono dialogare con lo spazio circostante, in un sistema unitario che riconnette i vuoti urbani e le aree sottoutilizzate per assegnare loro una nuova funzione di tipo ecologico-ambientale, aumentando così la permeabilità urbana e, connettendo la città consolidata con il territorio circostante e incrementando la possibilità di fruizione dello spazio pubblico da parte di tutti.

La metafora che sta alla base e a cui si ispira il progetto di trasformazione urbanistico-ambientale, è quella di immaginare il territorio come un albero che affonda le sue radici nella città di Venezia e nella sua storia, ma che sviluppa la sua chioma in terraferma nei luoghi della produzione, dell’innovazione e della scienza.  Da qui la “Green Tree Strategy” per Porto Marghera, una nuova immagine per Venezia metropolitana che ambisce a valorizzare il territorio di terraferma, creando nuove polarità, moltiplicando i luoghi generatori di relazioni. Il paesaggio assume il ruolo di catalizzatore della trasformazione, attraverso l’attivazione di un processo culturale articolato e in continuo divenire, occasione anche per ripensare il rapporto tra la città storica, la città consolidata e la città della trasformazione.  Il nuovo approccio consiste in un radicale cambio di paradigma secondo il quale la rinascita della città non avviene tramite una ristrutturazione urbanistica tout court, ma nasce da una rigenerazione ambientale che crei il terreno fertile adatto per accogliere nuove funzioni. Questo rinascimento urbano parte innanzitutto dal ripensamento dello spazio non costruito, del “vuoto”, dello spazio pubblico, e Venezia ed il suo waterfront costituiscono un campo di applicazione straordinario legato all’attuale riconversione delle aree produttive di Porto Marghera che vede al centro del processo di rigenerazione il Parco Scientifico e Tecnologico VEGA.  Legandosi alla cultura del cambiamento sviluppata in altri laboratori urbani, in cui la riqualificazione dei waterfront ha portato alla trasformazione di vecchie aree portuali o industriali in luoghi vivi e centrali della città (es. Amburgo, Toronto, Barcellona), Venezia trova in Porto Marghera il suo nuovo polo di rinascita. In quest’ottica la vera infrastruttura diventa il paesaggio, un approccio in linea con la recente strategia della Commissione europea sulle Green Infrastructure. Le infrastrutture verdi, infatti, forniscono un’ opportunità di collegamento tra le aree urbane e spazi in cui è piacevole lavorare e vivere Da Porto Marghera prende avvio un processo di trasformazione in grado di coinvolgere l’intera area veneziana, con l’obiettivo di creare un sistema urbano in grado di valorizzare luoghi che gravitano intorno al polo attrattore di Venezia e di ricercare una nuova qualità del vivere ed una nuova urbanità.  La strategia per la rigenerazione in chiave urbanistico – ambientale punta all’evoluzione della struttura urbana attraverso la rottura progressiva dell’assetto industriale esistente tramite la creazione di connessioni verdi in grado di ridefinire sia fisicamente che funzionalmente la natura stessa di Porto Marghera.  Prima cellula sperimentale del nuovo paradigma sarà la creazione nelle aree del Parco VEGA, in concomitanza con EXPO 2015, di una nuova connessione fisica che evidenzi la trasformazione in atto e valorizzi i nuovi usi dello spazio.  La connessione fisica tra il Vega e il nuovo Polo Espositivo EXPO GATE diventa l’occasione per valorizzare luoghi e funzioni attraverso un by-pass verde. Il progetto “Primo Ramo”, un vero e proprio padiglione a cielo aperto per installazioni espositive ed eventi al fine di accompagnare ed intrattenere i visitatori diretti al Padiglione Acquae, ha la volontà di essere un progetto di riqualificazione dello spazio pubblico attraverso un percorso tematico – esperienziale. “Primo Ramo” vuole essere, quindi, il primo tassello della strategia complessiva che comporterà la rigenerazione di un “pezzo” di città attraverso la costruzione di una nuova polarità urbana improntata sullo sviluppo del sistema dei servizi e del tempo libero.

 

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