Premio IQU 10, Terni: Rigenerazione di piazza San Giovanni Decollato

Architettura – progettazioni, per la categoria Architettura e Città opere progettate
Progettista: Arch. Michele Manigrasso
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La riqualificazione si affida all’ iconografia storica e ad un kit di montaggio adattabile: il drago. Thyrus si fa luogo e scenografia sintetizzati in una installazione urbana, da realizzare attraverso la partecipazione delle scuole d’arte locali.

 

Piazza San Giovanni Decollato a Terni è un piccolo spazio di circa 700 mq, secondario per dimensioni, funzioni e storia, rispetto a tanti altri luoghi pubblici della città. Al momento non contiene particolari significati che possano rappresentare motivo di sosta e fruizione da parte dei cittadini, e per questo, necessita di un intervento che le conferisca nuova identità funzionale e spaziale; la capacità di farsi sorpresa, evento, di essere unica. Questi gli obiettivi prioritari che hanno spinto alla formulazione del concept progettuale, unitamente alla volontà di trasformare in maniera creativa e contemporanea un pezzo di città, rintracciando nell’iconografia storica uno strumento di racconto ed espressione, sovrapponendo un nuovo linguaggio al tessuto esistente, costruendo un “oggetto” all’interno di una stanza (urbana) segreta.

 

Immaginando di essere in piazza della Repubblica, una delle più importanti della città, e di volgere lo sguardo verso via del Plebiscito, un variegato disegno a terra incuriosirà l’osservatore, e lo introdurrà a piazza San Giovanni Decollato. E’ qui la sorpresa, l’evento inaspettato e sorprendente: un “tappeto” di vernice rossa a ridisegnare la superficie, prenderà le sembianze di Thyrus, leggendaria figura iconica dello stemma della città. Secondo il mito, in tempi lontani, provocava paura e apprensione tra la cittadinanza e neanche i più coraggiosi, chiamati dal Consiglio degli Anziani, osavano avventurarsi in quei territori per sfidarlo. Quando il Consiglio fu sul punto di rinunciare alla battaglia, si fece avanti un giovane ternano di nobile famiglia: il coraggioso sorprese il mostro addormentato ma mentre stava per colpirlo con la sua lancia, il drago si alzò e gli balzò contro. Da qui ne seguì una spaventosa battaglia, durante la quale la bestia sembrò quasi avere la meglio ma il bagliore di un raggio di sole riflesso nell’armatura del giovane guerriero accecò il drago e creò l’occasione giusta di vittoria: il giovane scagliò la sua lancia e trafisse a morte il mostro.

 

Il progetto vuole scattare un’istantanea nell’attimo immediatamente successivo alla caduta della bestia. Il drago, colpito a morte dalla lancia, qui rappresentata da un palo stradale, giace disteso sulla superficie pavimentale prendendo forma tridimensionale grazie ad una pensilina che rappresenta il suo costato trafitto. Quando il colore incontra elementi preesistenti della piazza, li integra e li rende parte della composizione: il vano ascensore, alcuni pali dell’illuminazione e la balaustra del parcheggio interrato diventano propaggini del drago.

 

Per chi percorre via del Plebiscito e accede alla piazza, un complesso di graficismi legati al linguaggio stradale, si incrociano, si giustappongono e si sovrappongono, ricostruendo la figura di Thyrus, sintesi figurativo-concettuale del patrimonio iconografico della storia della città. Dal suo corpo trafitto, si innalzeranno le “costole” rosse d’acciaio ad avvolgere uno spazio, aperto e permeabile, per la sosta, la connettività, il gioco, la lettura, gli incontri, le esposizioni temporanee ed il riparo. Un’attrezzatura al servizio delle attività presenti in loco ma disponibile ad ospitare eventi eterogenei ed occasionali. Spazio, luogo, opera e scenografia sintetizzati in una installazione urbana, pronta ad ospitare cultura nelle più variegate manifestazioni. Tutti potranno conoscere Thyrus, ed inizieranno a farlo addirittura da google map!

 

Perché uno spazio pubblico venga positivamente recepito dalla cittadinanza (evitando così vandalismo e danneggiamenti), deve instaurarsi tra esso e gli utenti una relazione molto profonda di transfert: le persone che lo utilizzeranno dovranno sentitamente identificarsi in quel luogo. Facendo un parallelo in campo cinematografico, quando si guarda un film, la maggior parte delle volte il film viene gradito dai più perché il pubblico si identifica nel protagonista del film, si sente coinvolto in prima persona all’interno della storia. Ecco, allo stesso modo bisogna creare questo legame tra gli utenti e lo spazio che utilizzeranno; ed ancora più importante è farlo se questo spazio è pubblico; ed è questo il primo obiettivo del progetto in tutte le sue parti, dal concept, alla realizzazione, all’uso che se ne farà. È stato scelto un tema fortemente legato alla città di Terni, è stato concepito un progetto costruito con materiali fortemente legati all’industria e all’identità locale, ed alla fine, è stato scelto di far collaborare gli abitanti, i cittadini, alla realizzazione della parte più importante del progetto: la grafica del drago rosso sulla pavimentazione.

 

In particolare, l’attenzione è rivolta ai ragazzi delle scuole d’arte presenti sul territorio. Le tecniche potrebbero essere diverse, ma quello che interessa specificare in questa sede, è la capacità e la voglia del progetto di coinvolgere questi ragazzi nella costruzione di un’opera d’arte urbana di grande valenza paesaggistica. I giovani sarebbero artefici del loro pezzo di città, piccolo, ma significativo e fortemente rappresentativo.

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