Premio IQU 10, San Salvo: Rigenerazione parcheggio multipiano

Architettura – progettazioni, per la categoria Architettura e Città opere progettate
Progettista: Arch. Michele Manigrasso
Scarica la scheda 


Il progetto propone un primo atto nella rigenerazione dell’area artigianale di San Salvo, aumentandone il senso di identità. La preesistenza si fa luogo di incontro, infrastruttura flessibile, ecologicamente attiva e nuova porta d’ingresso alla città.

 

Obiettivi di adattamento e di flessibilità hanno caratterizzato la proposta progettuale per la riqualificazione del parcheggio di Via Montegrappa a San Salvo (CH). Infrastruttura abbandonata, risalente agli anni ‘70, e che sembra aver concluso il suo primo ciclo di vita. E’ un edificio dismesso, interessante per differenti motivi, soprattutto per la complessa morfologia del suolo sul quale insiste, (che ha contribuito alla sua struttura a livelli sfalsati, degradanti verso la strada principale), e per la posizione strategica tra l’area artigianale-industriale e la città storica. È un vero e proprio relitto urbano, al tempo, una grande occasione per il rilancio delle attività terziarie della città. Da qui la necessità di recuperarlo come parcheggio, ma soprattutto per una nuova mixité di attività urbane e terziarie, al servizio del telaio della mobilità, del quartiere produttivo e, più in generale, della città.

 

Il progetto propone dunque un primo atto nella rigenerazione dell’area artigianale di San Salvo, e ne aumenta il senso di identità. Allo stato attuale, la criticità più forte presente nell’area e che dà strane sensazioni di incompiutezza dello spazio vissuto, è il contrasto tra i flussi, alle diverse velocità, in entrata e in uscita dal centro storico. Le due realtà sembrano completamente separate, il margine tra esse si fa cesura, contrasto, alienazione, atopia. Per queste ragioni, l’idea progettuale prevede la costruzione di un nuovo parterre pedonale che valorizzi lo spazio di cerniera ad una quota più alta del livello stradale (Via Montegrappa), escludendo il contatto visivo dalla strada, e parzialmente anche auditivo. In questo modo, cambia la percezione dell’area e si ottimizzano i percorsi pedonali che da Via Montegrappa confluiscono più fluidamente in via Valloncello, per entrare in centro.

 

Allo stesso tempo, viene riorganizzato il flusso per gli utenti che in auto accedono al centro storico: viene usato tutto lo spazio coperto dalla nuova piastra per restituire al parcheggio un numero utile di posti auto, e svuotando la gran parte dei piani superiori dell’edificio preesistente, si inseriscono attività terziarie e servizi di pregio. Il volume aggiunto, infatti, è un grande contenitore caratterizzato da un sistema di partizioni flessibili, per garantire la possibilità di organizzare i futuri servizi, in aderenza alle esigenze spaziali degli stessi. In virtù della sua esposizione e delle tecnologie adoperate, assicura risparmio e produzione di energia, attraverso un sistema passivo e un sistema attivo in copertura.

 

Un forte senso di flessibilità caratterizza anche la piazza antistante, posta alla quota massima dell’intera fabbrica, pensata per accogliere eventi temporanei in continuità con l’edificio: il gioco, installazioni artistiche, proiezioni e piccole rappresentazioni all’aperto.
Lo spazio verde attiguo diventa parte integrante del sistema dei percorsi pedonali: scende fino alla quota della piastra pubblica, la contamina, ne aumenta la quantità di superfici drenanti, l’ombreggiamento, partecipando quindi alla realizzazione di un maggiore comfort ambientale. Aumenta il senso del rapporto tra manufatto e ‘terza natura’ (Desvigne, 2003), diventando l’elemento che amalgama maggiormente le diverse quote e che conferisce forte figurabilità all’intervento per il modo in cui fresa il suolo ed intarsia la superficie in cemento. Il comfort microclimatico è assicurato in maniera naturale, a tutte le quote del sistema, dal rapporto tra pieni e vuoti, dal sistema di circolazione delle correnti, dall’esposizione solare, nonchè da sistemi puntiformi di nebulizzazione dell’acqua.

 

La morfologia che caratterizza l’area e l’avanzare dei solai della fabbrica, sempre più aggettanti verso la strada, hanno ispirato le principali operazioni. È stato reinterpretato il rapporto tra suolo, edificio e strada: da un lato è stato esaltato il legame con l’area verde attigua, perchè il sistema di vegetazione adiacente al parcheggio scende a conquistare il livello della nuova piastra, dall’altro, è stata ancor più enfatizzata la propensione del dispositivo a proiettarsi verso la strada. Attraverso tali espedienti cambiano profondamente le visuali: per chi viaggia in macchina, la vista del parcheggio è, in positivo, inevitabile e ciò rappresenta un valore aggiunto per un’area chiaramente degradata e con una qualità architettonica/ambientale molto bassa. Ciò diventa opportunità per le aziende locali che potrebbero vedere nel nuovo manufatto una vetrina del proprio operato. E questo per la possibilità di proiettare immagini, spot, info, loghi, sull’intero prospetto del volume aggiunto.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico