Premio IQU 10, Salò: Riqualificazione della piazza Vittorio Emanuele

Architettura – progettazioni, per la categoria Architettura e Città opere progettate
Progettista: Arch. FILIPPO MANTOVANI
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Il progetto di Piazza Vittorio Emanuele II nel comune di Salò (BS) oltre a trasformare l’ambito in uno spazio unitario ne rafforza la vocazione di porta verso il lungolago e ne sviluppa il carattere di nodo urbano.

 

Il progetto riguarda la riqualificazione di Piazza Umberto I nel comune di Salò (BS). La forma di Salò è chiara e sedimentata da sempre intorno a pochi elementi. La profonda insenatura del Lago di Garda verso sud, e le pendici del Monte San Bartolomeo a nord ne stabiliscono infatti i limiti naturali principali, determinando l’andamento delle strade.
La ripartizione dell’insediamento di Salò trova una propria unità sul lungolago dove l’intervento di Vittoriano Viganò permette un percorso senza soluzione di continuità.
Piazza Vittorio Emanuele II svolge un molteplice ruolo di nodo che si esplica alla scala urbana nelle relazioni istituite tra l’originario insediamento fortificato, i borghi e il lungolago. Alla scala più vasta, connessa all’ampia accessibilità turistica dell’intera sponda occidentale del lago, piazza Vittorio Emanuele II per chi proviene sia da Brescia sia dalla viabilità autostradale posta più a sud, assume la vocazione di prima porta al bacino del Garda. Nel progetto di piazza vittorio Emanuele II, la valorizzazione del ruolo di nodo urbano così come sopra individuato, e il rafforzamento della valenza sovracomunale di prima porta di accesso alla sponda occidentale del Garda, passano attraverso la ricerca di una forte qualità ambientale, la definizione chiara ed essenziale degli spazi e l’affermazione di un carattere unitario dell’ambito. Il ridisegno della pavimentazione, parzialmente risolta come una gradinata, il riordino del verde, la ridefinizione della testa prospiciente Porta dell’Orologio, la razionalizzazione della viabilità e la valorizzazione del fronte urbano posto lateralmente alla chiesa della Visitazione, tramite l’inserimento di un lungo portico, sono i principali temi progettuali sviluppati.
IL PRIMO ATTO DEL PROGETTO è quello di creare un ambiente unitario in grado di mettere a sistema le potenzialità del luogo. A questo scopo il progetto conferma il ruolo fondamentale del doppio filare di ippocastani. Per creare una chiara identità dello spazio connessa alla circolazione a piedi, il progetto pur distinguendo due ambiti in base al tipo di mobilità prevista, carrabile e pedonale, crea una superfice prevalente, in pietra della Lessinia bianca e rosa bocciardata destinata ai pedoni. La porzione di piazza pavimentata in pietra delle Lessinia, e realizzata in fregio al lato orientale che comincia dalla Porta dell’Orologio, è ripartita in due ambiti di cui quello più esterno presenta un andamento a gradoni segnato dai due filari di ippocastani e munito di sedute, mentre quello a ridosso delle facciate degli edifici è risolto con un sviluppo a rampa ed è servito da appositi portabiciclette in corten preossidato.
A staccare le due porzioni di pavimento è inserito un taglio in cui è fatta scorrere una sottile lama d’acqua che scende da una vasca di 4 metri quadrati posta in corrispondenza della prima coppia di alberi, fino all’intersezione con via Cavour. L’acqua è un elemento storicamente presente all’interno della piazza.
Tra le due porzioni di piazza realizzate in pietra chiara e destinate ai pedoni sin qui descritte, verso la chiesa della Visitazione, è inserita una lista in parte carrabile e in parte a parcheggio, realizzata in cubetti di porfido.
Le due tipologie di pavimentazione adottate, quella in pietra della Lessinia e quella in cubetti di porfido, sono legate nel progetto, mediante tre serie di strette fasce parallele in pietra rosa della Lessinia.
La griglia che si genera dà i riferimenti geometrici necessari alla disposizione dei diversi elementi di arredo e illuminazione.
IL SECONDO ATTO DEL PROGETTO vuole rafforzare la vocazione che piazza Vittorio Emanuele II assume di porta verso il lungolago in stretta connessione con il sistema dei percorsi progettati da Vittoriano Viganò.
La piazza è, infatti, come sopra accennato, ridisegnata nel suo dislivello così da creare in corrispondenza del settore centrale alberato e pavimentato con elementi di pietra della Lessinia, dieci ampi gradoni.
IL TERZO ATTO DEL PROGETTO sviluppa il carattere di nodo urbano che la piazza ha rispetto al centro storico e al sistema dei borghi posti verso occidente. A questo scopo è anzitutto completamente ridisegnato lo spazio antistante alla Porta dell’Orologio eliminando l’aiuola esistente e creando un adeguato vuoto, in grado di riproporre il ruolo di ingresso principale al borgo fortificato che la piazza e il monumento hanno sempre avuto.
Verso il dislivello a sezione variabile esistente tra via G. Garibaldi e la piazza, è inserito un parapetto inclinato e sagomato, di acciaio corten pre-ossidato, dell’altezza verso strada di 110 centimetri. La struttura oltre a ridurre l’impatto acustico del traffico veicolare limitrofo impedisce anche la vista delle auto. All’estremità del parapetto opposta alla porta, è inserita un’ampia seduta che volutamente ad una scala gigante, misura 9 per 3,6 metri.
IL QUARTO ATTO DEL PROGETTO ricompone il rapporto esistente tra la facciata della chiesa della Visitazione e i fabbricati con portico posti lateralmente mediante l’inserimento di un fronte porticato disposto sul marciapiede in fregio all’ambito carrabile e scandito da un ritmo costante di montanti e traversi.
L’Intero ha un costo complessivo di € 1.960.000,00.

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