Premio IQU 10, Reggio Emilia: Cortile domestico

Architettura – progettazioni, per la categoria Architettura e Città opere progettate
Progettista: Ing. David Zilioli
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Cortile Domestico. Il progetto nasce dalla collaborazione dei residenti, di un gruppo di artisti e dei ragazzi del Liceo d’arte Chierici. Grazie alla mediazione degli artisti, che hanno recepito/percepito le esigenze e i desideri dei residenti e le hanno trasmesse agli studenti del liceo, e a questi ultimi che hanno elaborato i progetti artistici, si è giunti al progetto degli spazi esterni del quartiere Compagnoni tramite la realizzazione di un woonerf lungo il quale si snodano veri e propri salottini en plein air, impreziositi dalle decorazioni progettate dagli studenti e scelte dai residenti.

 

Il Comune di Reggio Emilia, recependo le disposizioni dalla L.R. 19/98, ha inserito nel P.R.G. del ‘99 le norme relative alla città da riqualificare e agli ambiti di riqualificazione urbana. Tra i 12 ambiti individuati, l’ambito n. 6 interessa uno storico quartiere di edilizia residenziale pubblica, il Compagnoni Fenulli, costituito da 538 alloggi pubblici costruiti dal Ministero dei Lavori Pubblici tra il 1955 e il 1963. Il quartiere fu costruito in un’area allora periferica della città per accogliere i residenti che venivano qui trasferiti dai quartieri più degradati del centro storico (quartiere San Pietro, Borgo Emilio). Il quartiere si estende per una superficie di 42.619 mq ed è situato nel quadrante sud-ovest della città. Nel 1999 l’Amministrazione ha elaborato uno studio di fattibilità sulla possibile riqualificazione integrata del quartiere e le modalità di intervento utili per la predisposizione del Programma di Riqualificazione Urbana. Lo studio ha messo in luce le seguenti criticità:
1. Degrado edilizio: la tipologia residenziale non risulta conforme ai nuovi parametri edilizi, i fabbricati necessitano di opere di consolidamento, la vetustà ed economicità dei materiali hanno portato al degrado estetico dei fabbricati;
2. Degrado dell’ambiente urbano: dovuto all’uso improprio di via Compagnoni come strada di attraversamento, manca una rete di percorsi pedonali e ciclabili protetti, le autorimesse e parcheggi pubblici, degrado delle aree cortilive a ridosso dei fabbricati;
3. Frammentazione del tessuto insediativo e carenza di verde: gli spazi aperti sono ridotti a cortili stretti e allungati. Sul fronte principale degli edifici il cortile quasi interamente asfaltato lascia poco spazio al verde;
4. Degrado sociale: dovuto alle forti problematiche di disagio anche minorile che rendono la struttura sociale estremamente debole e vulnerabile; forte presenza di cittadini extracomunitari (8% dei residenti) e di immigrati (20% dei residenti);

5. Carenza di servizi: mancano attività commerciali, servizi alla residenza, fermate del trasporto pubblico.


Primo passo_Teatro dei/nei Quartieri
Tra il 2005 e 2013 sono state promosse dall’Amministrazione diverse azioni volte ad accompagnare i residenti nella fase di trasformazione del loro quartiere e favorire la coesione sociale tra cui: incontri pubblici, partecipazione di artisti per rielaborare il tema della memoria nella fase delle demolizioni, percorsi di progettazione condivisa volti a definire la caratterizzazione degli spazi esterni e per la socialità, anche in considerazione della tipologia sensibile di utenza che risiede in quartiere, costituita prevalentemente da assegnatari di alloggi pubblici in situazioni socio-economiche difficili, anziani, donne sole, famiglie di stranieri con bambini, nuclei seguiti dai servizi sociali e famiglie che sono state trasferite negli alloggi ricadenti nel V e VI stralcio a seguito della demolizione della loro casa durante l’attuazione del I-II-III-IV stralcio del PRU.

 

Per fare ciò sono stati organizzati diversi incontri con i residenti sia per tenerli aggiornati sia per coinvolgerli nella progettazione di alcuni spazi comuni. Per aiutare in questo compito è stato coinvolto il Teatro dei/nei Quartieri, un gruppo di artisti che, coinvolgendo gli abitanti, interviene prima delle demolizioni per portare via quello che non si può trasportare: i muri, la vita vissuta, quello che si vede dalla finestra, fotografati un attimo prima di essere abbattuti e poi trasformati in carte da parati, tovaglie, tende e altri oggetti che si possono riprodurre all’infinito e per sempre, tanto che adesso il Compagnoni è un quartiere che può entrare in una casa.

 

Le case di via Compagnoni hanno Kansei (anima degli oggetti, in giapponese). Non solo gli artisti ma anche gli abitanti sono ritornati più volte, seduti sulle panchine a vegliare le case. Quando le hanno abbattute, si sono portati le sedie e sono rimasti ad osservare tutte le operazioni. Tutti gli artisti e le persone coinvolte nel progetto espositivo hanno un legame con il quartiere perché lo hanno frequentato, abitato o conosciuto.

 

1° Innovazione: Il successo di questo percorso partecipativo sta nel fatto che gli artisti del Teatro dei/nei Quartieri hanno instaurato un rapporto di fiducia e amicizia – a tu per tu – con i residenti. Gli artisti infatti preferivano andare in casa delle persone, avere conversazioni informali, bere qualcosa insieme, così da riuscire a capire veramente quali fossero le problematiche e le esigenze del quartiere, trasformandosi in una sorta di antenna di quartiere. Hanno capito che sarebbe importante riportare anche all’esterno i colori e i disegni che si trovano dentro le case e per questo hanno dato come input ai ragazzi del liceo artistico il tema della carta da parati.


Secondo Passo_ Liceo Artistico Chierici
Come già avvenuto per altri interventi di riqualificazione in città, anche per il Quartiere Compagnoni si è deciso di coinvolgere il liceo artistico “Gaetano Chierici”. Sulla base delle precedenti esperienze, si ritiene che permettere agli studenti del Liceo d’Arte di sperimentare le competenze maturate nell’ambito del corso di studio in interventi di riqualificazione urbana arricchisca il territorio di un valore aggiunto, dato dal carattere complessivamente innovativo, sperimentale ed originale delle opere e dei progetti elaborati;

 

in particolare, nell’ambito del PRU in oggetto, la collaborazione del Liceo d’Arte permette l’elaborazione di più proposte progettuali relative a 5 diversi ambiti di intervento, destinati alla socializzazione, compresi prevalentemente negli spazi esterni. Le proposte, elaborate tenendo conto anche delle esigenze espresse dagli abitanti, sono state illustrate ai residenti che hanno potuto scegliere – in contraddittorio con gli studenti/progettisti – quelle che ritenevano più congrue. Questi cinque ambiti consistono in un grande tappeto di ceramica rossa per accogliere le chiacchiere delle signore, una pista da ballo con disegni arabeggianti, dei muretti-sedute con l’indicazione dei numeri civici, due grandi totem che indicano l’ingresso e l’uscita dal

 

Quartiere e dei totem retroilluminati all’inizio delle vie laterali con l’indicazione dei numeri civici della via. Questa collaborazione rappresenta di per se un plusvalore per la città, in quanto, andando oltre al progetto che sarà definito, mette in rete saperi ed abilità differenti e complementari (la creatività degli studenti e il sapere locale dei residenti) e garantisce una risposta innovativa al tema della caratterizzazione delle aree esterne.

 

2° Innovazione: Gli studenti hanno il compito di tradurre in oggetti tangibili le indicazioni captate dal Teatro dei/nei Quartieri. Hanno elaborato varie proposte per diversi ambiti di intervento e i residenti hanno potuto votare quelle che preferivano. È stato anche un modo per fare incontrare generazioni differenti: i giovani studenti del liceo e gli anziani che costituiscono la maggioranza degli abitanti di un quartiere storico di Reggio Emilia.


Terzo passo_Progetto
Preso atto delle esigenze e delle volontà espresse dai residenti durante i vari incontri del percorso partecipativo, per la riqualificazione delle aree esterne, è stato elaborato un progetto che è probabilmente il primo caso in Italia di applicazione del concetto del “woonerf” (in lingua olandese: area condivisa). Il woonerf è una tipologia di strada residenziale molto utilizzata nel nord dell’Europa, una strada dove pedoni e ciclisti hanno la precedenza – essendo i padroni di casa – e dove, grazie a una serie di accorgimenti di moderazione del traffico (dossi, chicane, cambi di colore e materiale, aumento del verde, ecc.) gli automobilisti sono costretti ad adottare comportamenti di guida più prudenti.

 

L’obiettivo è quello di trasformare la percezione dello spazio esterno da luogo “di nessuno” in cui parcheggiare come capita a grande “cortile” in cui incontrarsi e socializzare. Il cortile domestico. 3° Innovazione: La strada diventa un grande cortile comune. Si perde la concezione di strada come luogo pericoloso in cui è l’automobile che comanda e si prende atto del fatto che è per il pedone che è stato pensato quel luogo. Si creano così luoghi di socializzazione soprattutto vicino agli ingressi dei vari fabbricati dove verrà più facile scambiarsi due parole o un semplice saluto… seduti su di un muretto con toni pastello tipico delle carte da parati anni ’70, realizzato dai ragazzi del locale Istituto d’arte.

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