Premio IQU 10, Ragusa: Casa DCS

Architettura-realizzazioni, per la categoria Architettura e Città opere realizzate
Arch. Giuseppe Guerrieri, Arch. Valentina Giampiccolo
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L’edificio è sito nel centro storico di Ragusa.
L’intervento, grazie allo svuotamento di una porzione dell’edificio, consente una riorganizzazione ottimale degli spazi inducendoci a riflettere sulla sottrazione come strategia di trasformazione dell’esistente.
L’edificio è sito a Ragusa in un quartiere del centro storico che si è urbanizzato nel 1800 in cui il tessuto ortogonale si assembla adattandosi al tracciato viario longitudinale per parallele che segue il declivio del terreno e alla trama di brevi connessioni trasversali scalinate. Ne risulta un impianto urbano composto a fasce dove le abitazioni si affacciano su differenti quote stradali.

 

Oggetto
Oggetto dell’intervento è una porzione di un unico corpo di fabbrica che nel tempo ha subito numerosi rimaneggiamenti dovuti a frazionamenti e suddivisioni che oggi ne fanno un incastro di diverse proprietà.
Allo stato di fatto l’accesso alla proprietà avviene dallo stretto vicolo a nord, mentre a sud l’alloggio prospetta sulla strada a maggior calibro dove, nei piani bassi, originariamente venivano svolte le attività casearie per la produzione del caciocavallo.
L’intervento, grazie allo svuotamento di una porzione dell’edificio, consente una riorganizzazione ottimale degli spazi inducendoci a riflettere sulla sottrazione come modalità e strategia di trasformazione e riuso dell’esistente.
Tale strategia, che presuppone la rinuncia consapevole ad una quota di volume preesistente per ottenere benefici rilevanti ed efficaci, permette la creazione di una corte interna e una migliore circolazione e fruizione degli spazi abitativi.
La casa si richiude in se stessa isolandosi dal vicinato e garantendo un adeguato regime di privacy. Il nuovo vuoto interno è al riparo dai venti e, essendo esposto a sud, consente ai raggi solari di irradiare le stanze principali della casa. La corte grazie alla ventilazione naturale, funge da camino e permette il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’intera abitazione. La parete sul versante a nord, più fredda e umida nei mesi invernali, grazie all’inserimento del nuovo collegamento verticale, si allontana dallo spazio in cui si abita: si crea una zona intermedia che serve al transito e non alla sosta. La corte, che diviene il nuovo ingresso dell’ abitazione, coniuga tracce conservative ed innovazione: il tipo della corte è in se stesso un’importazione da consolidate tradizioni costruttive. Le passerelle in grigliato metallico con ringhiere da recupero in stile liberty sottolineano per netto contrasto il peso della muratura piena. L’involucro esterno dell’edificio rimane invece inalterato e i relativi interventi riguardano la sostituzione degli infissi in legno, il ripristino dei prospetti con intonaci a base di calce idraulica naturale e la spazzolatura e il trattamento delle parti lapidee. Particolare attenzione è stata rivolta al recupero dei materiali esistenti, molti dei quali sono stati rimossi, cata-logati e riassemblati come le porte interne e le mattonelle in cemento stampato. Il recupero opera quindi nella trasformazione dell’alloggio fino a trasformare le antiche vasche per la salamoia del caciocavallo in cisterne d’accumulo delle acque meteoriche utilizzate per gli scarichi sanitari e per l’irrigazione delle piante che ornano la corte e che contribuiscono nel periodo estivo al raffreddamento dell’abitazione.

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