Premio IQU 10, Pinerolo: Ex maglificio

Recupero – progetti, per la categoria Rigenerazione e recupero urbano opere progettate
Arch. Maria Vittoria Mastella, Arch. Laura Mazzei, Arch. Giulia Bertuzzi
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Il progetto intende superare la natura marginale dell’area dell’ex merlettificio Türck, per arrivare a definire una nuova polarità urbana, che funga da polo attrattore sia per gli abitanti di Pinerolo che per quelli del territorio circostante.
Il progetto intende definire un nuovo comparto urbano integrato, a partire dalla riqualificazione dell’area dell’ex merlettificio Türck e dal recupero dei principali edifici produttivi presenti, attualmente in evidente stato di degrado e abbandono.
A livello territoriale, si propone di coniugare in modo armonico le due grandi vocazioni del sito: quella industriale, preservando le principali testimonianze architettoniche dell’area e quella agricola naturalistica (vicinanza ai corsi d’acqua, presenza del cluster agrario storico, uso storicizzato della zona a sud come “parco”), realizzando una connessione vitale tra centro e torrente, tra città storica e parco fluviale.
Generare continuità tra il tessuto consolidato a nord, l’area di intervento e l’ambito naturalistico del torrente Lemina costituisce il primo obiettivo del progetto.
Secondo obiettivo è intensificare il carattere urbano dell’area, inteso non tanto come volumetria insediativa ma anche, e soprattutto, come densità di flussi, servizi e attività pubbliche.
Generare una sequenza di spazi che si caratterizzino per diversi gradi di pubblicità e permeabilità, creando in tal modo una varietà di ambiti che permetta lo sviluppo di differenti legami di socialità, connota in modo positivo la qualità della vita urbana. La stessa qualità della vita urbana sarà garantita dal mix di funzioni che troveranno spazio nel nuovo quartiere.
La proposta progettuale ha origine dal recupero e dalla rifunzionalizzazione degli edifici principali del sito industriale, a partire dal corpo di fabbrica lungo il rio Moirano, ai quali verranno attribuite funzioni prevalentemente collettive.
La struttura architettonica pre-esistente e il sistema sociale all’interno del quale essa è inserita hanno suggerito un intervento delicato e rispettoso e, allo stesso tempo, capace di stabilire nuove relazioni tra la città e il paesaggio, tra l’architettura e la comunità residente. L’intenzione è stata creare, attraverso una serie articolata di soluzioni architettoniche, un fulcro capace di dare nuovo impulso alle dinamiche della vita urbana contemporanea.
Il progetto propone un restauro conservativo dell’involucro esterno degli edifici conservati e la riprogettazione degli interni, allo scopo di configurare spazi più liberamente aggregabili ove ospitare i nuovi servizi previsti. La sistemazione interna è basata sull’inserimento di moduli indipendenti di materiale naturale, così da garantire il rispetto della struttura esistente, la sostenibilità e la reversibilità.
A partire dalle costruzioni esistenti, una serie di edifici in linea si sviluppa lungo le direttrici principali del nucleo storico, da una parte concentrando le volumetrie nella zona nord, dall’altra preservando e intensificando il carattere agricolo-naturalistico della zona a ridosso del torrente Lemina.
Tale scelta deriva dalla volontà di preservare gli usi storicizzati del sito (area edificata – area agricola) ma anche, e soprattutto, per limitare il consumo di suolo previsto e il numero di abitanti insediabili.
Principale asse di connessione è il percorso ciclopedonale che dal centro della città, attraversando il corpo di fabbrica principale, “penetra” il sito e raggiunge il corso d’acqua.
In un’ottica testimoniale della storia produttiva del sito, l’edifico principale dell’ex Merlettificio ospiterà ai primi due piani un incubatore di imprese e un centro di produzione artigianale (“makerspace”).
Alle spalle dell’ex Merlettificio, nella zona a est del percorso, si prevede un grande spazio urbano flessibile: una nuova piazza pubblica, i cui usi potranno variare e dipendere dalle necessità del momento e saranno strettamente collegati alle funzioni previste per gli edifici esistenti recuperati (spazio per esibizioni ed esposizioni, anche inerenti alle produzioni proprie del makerspace, cinema all’aperto, spazio per concerti, ecc.).
A chiusura di questo spazio sono previsti due nuovi complessi edilizi in linea, che abbracciano ciascuno una corte interna, preludio della vocazione agricola dell’area; in tal modo sarà quindi possibile creare cortili aperti e permeabili, garantendo sia un principio ritmico del paesaggio sia la possibilità che il Parco permei la città e viceversa.
Tali complessi accolgono al piano terra spazi per i servizi e attività commerciali, e agli ultimi due piani le residenze.
La parte a ovest del sito, oltre il viale esistente, sarà dedicata esclusivamente a residenze in linea.
La forma e distribuzione degli edifici rispetta le direttrici esistenti del sito, concentrando l’edificazione lungo l’asse viario esistente.
Superando questa prima parte del sito, più urbana e strutturata, si arriva ad una zona dedicata principalmente al verde e alle aree agricole.
Una prima fascia è adibita alle aree sportive, previste a ridosso della nuova strada carrabile di distribuzione del sito. Da questa zona si sviluppano le aree destinate al parco agricolo secondo un disegno che rispetta le “tracce storiche” del territorio.

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