Premio IQU 10, Mosca: Riconversione della distilleria Cristall

Recupero – progetti, per la categoria Rigenerazione e recupero urbano opere progettate
Arch. Enrico Frigerio
Scarica la scheda


Il nome esprime il carattere e lo spirito del luogo, uno spazio prezioso e di qualità: “Cristall da vivere”.

Per sviluppare il progetto di trasformazione da sito industriale //chiuso// a quartiere residenziale //aperto//, si è lavorato con la tecnica della distillazione. Distillare per estrarre il meglio eliminando le impurità.

Il complesso edilizio, testimonianza dell’archeologia industriale, viene ripulito da tutte le parti spurie per ritrovare le geometrie originarie e la preziosa filigrana.

I nuovi volumi sono disposti sul perimetro del lotto come una cortina, per proteggere lo spazio interno e al tempo stesso mettere in risalto l’insediamento storico. Gli edifici sono articolati in pianta ed in altezza secondo un sistema di trasparenze progressive tra interno ed esterno e di punti di vista selezionati; i nuovi volumi si riducono in altezza e si distanziano dagli edifici storici per inquadrarli e renderli più visibili.

Il verde bonifica il luoghi e si riappropria degli spazi con tipologie differenti: il verde fluviale, una lingua di verde che collega il parco 1° Maggio con il parco della villa Stroganoff; il verde urbano, un verde con boschi e prati che ricopre tutti gli spazi liberi da strade e costruzioni; il verde prezioso, all’interno del complesso storico, con dei giardini all’italiana, protetti, tutti da scoprire.

Un quartiere sensibile alla storia, dalla preziosa identità, da vivere nella qualità contemporanea.

Un quartiere aperto verso l’esterno ma protetto all’interno, con il traffico carrabile ridotto al minimo per aumentare al massimo le superfici destinate al verde. L’impianto planimetrico del nuovo tessuto urbano viene generato dalle geometrie del complesso storico della distilleria. I nuovi edifici sono stati disposti sul perimetro del lotto con altezze variabili per lasciare entrare all’interno la luce del sole con gli isolati disposti in pianta a C o a L che formano delle corti protette, aperte all’interno dell’area e rivolte verso gli edifici storici.

La disposizione dei volumi è stata guidata dal soleggiamento dell’area, per sfruttare al meglio il contributo della luce naturale. La qualità degli spazi è anche fatta dai vuoti, per questo si propone di realizzare i nuovi volumi con altezze tra i 14 e i 6 piani, per avere una minore densità e lasciare più distanza tra di essi ed avere maggiori superfici pubbliche. La viabilità è organizzata lungo un perimetro quadrangolare esterno, per limitare il traffico interno alle sole necessità di servizio o di emergenza. Il lato sud del quadrilatero diventa il viale principale sul quale si affacciano le varie funzioni pubbliche, in particolare si apre una prospettiva verso il fiume dove si trovano il centro commerciale e l’albergo.

L’impianto planimetrico è stato pensato per lotti per migliorarne la fattibilità; interventi di queste dimensioni devono poter essere realizzati per fasi, in modo da ridurre l’esposizione finanziaria ed avere un cash flow equilibrato. Il complesso è realizzabile per lotti minimi indipendenti, condizione che contiene l’impegno finanziario, con uno sviluppo ed una trasformazione del quartiere più naturale e progressivo, anche da un punto di vista sociale.

Il progetto si propone per un uso più consapevole delle risorse, finalizzato ad elevare la qualità della vita nel nuovo quartiere nel rispetto dell’ambiente. Si propone una strategia energetica riferita ad un’architettura bioclimatica per contenere le dispersioni, ottimizzare l’isolamento termico e acustico, massimizzare gli apporti energetici passivi per ridurre quelli attivi, ed avere un eccellente comfort sensoriale. Utilizzo di sistemi di condizionamento a pannelli radianti a pavimento per i grandi spazi e per le residenze, con la produzione centralizzata di energia attraverso impianti di rigenerazione; l’uso di sistemi di illuminazione intelligenti a LED per gli spazi pubblici; uso dei sistemi di ricupero per le acque piovane. Un sistema ad alta efficienza energetica, con l’uso di fonti rinnovabili e risorse locali, pensato nel tempo, per ridurre l’impronta ambientale.

Le geometrie che disegnano le nuove architetture derivano da quelle degli edifici esistenti, dalla preziosa filigrana che riveste le facciate e definisce il rapporto tra vuoti e pieni.

Una relazione con l’architettura storica ottenuta per contrasto, esaltando l’impatto percettivo per differenza cromatica e di proporzioni. Alle facciate in mattoni rossi si contrappongono le nuove facciate con rivestimenti in colori chiari e complementari. Alle finestrature ordinate e riquadrate degli edifici storici si contrappongono le finestre con le stesse proporzioni ma disposte asimmetricamente e con ritmi differenti dei nuovi volumi, articolati con tre ordini di finiture: basamento, parte nobile e coronamento. Nelle posizioni più alte degli edifici sono collocati gli attici, con terrazzi e giardini pensili.

Per gli edifici esistenti, dove si prevedono degli ampliamenti volumetrici, le parti storiche vengono trattate come gemme preziose incastonate nei nuovi volumi, con due soluzioni architettoniche: o la “pietra preziosa” viene ripulita e lasciata a vista o viene protetta da una cortina vetrata trasparente.

Per gli interni si fa ovviamente riferimento al “made in italy” del design italiano, da sempre conosciuto e apprezzato per la sua classe e l’eleganza, qualità, storia, artigianalità, tecnologia, innovazione e creatività. Il progetto propone l’allestimento di tre diversi stili di abitazioni: metropolitano, loft e classico. Una varietà di atmosfere per interpretare le differenti personalità dei futuri abitanti.

Attraverso la conoscenza della rete di prodotti, aziende e artigiani italiani si potranno allestire residenze in stili differenti, ma dalla qualità e con il “calore” italiano.

Il lato est del lotto, che affaccia sul lungofiume Zolotorozhskaya, diventa la cerniera con la città e il simbolo del nuovo quartiere. Oltre a collegare i due parchi pubblici, il fianco della collina viene consolidato, e si apre con un “passage verde” dal quale si entra al centro commerciale, luogo di aggregazione e di scambio con la città. Nello stesso punto si genera il volume dell’albergo landmark del nuovo quartiere.

L’albergo e il centro commerciale sono quindi pensati come edifici verdi che appartengono all’orografia dell’area, generati dalle geometrie isometriche del terreno. In questo punto le curve di livello si strutturano e definiscono percorsi pedonali, volumi coperti da giardini pensili, a crescere in altezza per definire l’edificio dell’albergo. Il taglio vetrato nella collina indica l’ingresso e illumina i 4 piani seminterrati del centro commerciale.


 

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico