Premio IQU 10, Forlì: Campus universitario

Architettura-realizzazioni, per la categoria Architettura e Città opere realizzate
Arch. Lamberto Rossi, Arch. Marco Tarabella
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Il Campus Universitario di Bologna a Forlì, riuso dell’exospedale, si basa su 3 assunti: fare dell’Università un “ponte” tra passato e futuro della città; restituire alla comunità un sito di rilevanza ambientale; connotare il rinnovamento avvenuto.
Il Campus Universitario di Bologna a Forlì è la riconversione dell’ex-ospedale, un complesso a padiglioni del primo novecento in un’area di 9 ha nella corona più esterna del centro storico.
Quest’area, per rilevanza ambientale e posizione è l’occasione per stabilire un nuovo equilibrio tra città storica ed espansioni contemporanee.
Il Progetto si basa su 3 assunti: fare dell’Università un “ponte” tra passato e futuro della città; restituire alla comunità un sito di rilevanza ambientale; connotare il rinnovamento avvenuto a Forlì con l’insediamento dell’Università. Nasce così uno tra i più innovativi campus universitari italiani, oltreché un intervento esemplare di rigenerazione urbana a consumo di suolo 0. Il campus è un ponte tra centro storico e città moderna, tra tradizione e innovazione. Una “promenade urbane” di 250 m.; padiglioni
restaurati e nuovi in un parco lussureggiante che “apre” alla città questo settore urbano prima chiuso in se stesso, spesso vissuto dai forlivesi come luogo di sofferenza. Un campus unico in Italia in quanto unisce al carattere anglosassone del parco – 5 ettari e 400 alberi – la funzione storica delle grandi università italiane e mitteleuropee: essere luoghi “permeabili” fortemente integrati nella città.
Il risultato è un luogo visionario, esuberante, con una forte connotazione contemporanea.

Il Campus è diviso in due parti. La prima, verso il centro storico, vede il restauro dei padiglioni storici.
La seconda accoglie i padiglioni nuovi come parti di un sistema lineare concepito come un’estensione coerente ma figurativamente autonoma dell’impianto originario. Ospita il nuovo teaching hub – composto dai tre corpi delle aule e dal “trefolo”, la spina dorsale del sistema: una lunga galleria urbana leggera e trasparente aperta verso il parco. Tre percorsi intrecciati di 6×3,5 m. in cemento armato, rivestiti da 4.600 mq di lastre di acciaio, partono dalle 3 quote dell’impianto storico e, intersecandosi, definiscono uno spazio mutevole in altezza e in larghezza: il mall. I percorsi accolgono gli spazi studio singoli e di gruppo (470 posti) per studenti, ricercatori e docenti.
La metafora del trefolo evoca l’essenza stessa dell’università: così come le funi si rafforzano perché formate dall’intreccio dei cavi, così le tre funzioni universitarie primarie – didattica, ricerca, alta formazione – si arricchiscono quando interagiscono tra loro (e con la città) generando luoghi antigerarchici, stimolanti, di scambio culturale, scientifico e tecnologico, di confronto interdisciplinare, di commistione tra studenti, docenti, ricercatori e cittadini. Un’interazione troppe volte trascurata negli atenei italiani, fondamentale per favorire un processo di crescita individuale e collettiva.
La geometria irregolare del lungo mall pedonale urbano, la forte permeabilità visiva e fisica con il parco, il sistema di illuminazione che si estende agli spazi esterni e il frangisole di rivestimento dei blocchi aula (23 km lineari in materiale di riciclo) che al contrario entra nello spazio interno, diluiscono il confine tra interno ed esterno, tra spazio collettivo e individuale. L’intero organismo è immerso nel parco che, abbattuto il recinto ospedaliero, entra finalmente a far parte del tessuto urbano. Il gioco di rifrazioni del rivestimento in acciaio moltiplica la già forte presenza degli alberi registrando l’alternarsi delle stagioni.
Un organismo costruito non per sorprendere ma per incuriosire, un social network urbano, un’agorà universitaria progettata per stimolare senso e sensibilità, senza consumo di nuovo territorio.

Il Campus si basa su una concezione integrata di SOSTENIBILITÀ
URBANA: riconversione ospedale dismesso; parco urbano tra centro storico e città moderna, senza consumo di nuovo territorio, riduzione volumetria e superficie coperta: 34,7%; incremento superficie permeabile: 8,32%;
AMBIENTALE: Bonifica del sito e degli edifici con demolizioni a recupero differenziato; 2 ha di nuove aree pedonali; incremento del verde pubblico per gli abitanti del centro storico: 66,4%; Valorizzazione Mobilità Dolce integrata (bike sharing…) con incremento dei percorsi ciclo-pedonali di 1,3 km;
PRODUZIONE ENERGIA: Energy House di area vasta, integrata nel parco, come centrale di trigenerazione per produzione termica, frigorifera ed elettrica; risparmio energetico in estate di 2,28 e 3,15 MWh/anno in inverno; abbattimento emissioni CO2 in estate di 115.000 kg e 160.000 kg in inverno; produzione in sito di energie rinnovabili: fotovoltaico;
SOCIALE: spazio urbano anti-gerarchico con forte interazione tra città e utenti universitari;
ARCHITETTONICA: riutilizzo padiglioni esistenti, ottimizzazione delle prestazioni dell’involucro dei nuovi edifici; ombreggiamento (frangisole) con materiali di riciclaggio e riciclabili;
RISPARMIO ENERGETICO: ottimizzazione impianti: free-cooling; prestazioni calibrate per ambiente; illuminazione a controllo DALI con apparecchi led custom-made.


 

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