Premio IQU 10, Coccaglio: Piazza L. Marenzio

Architettura – progettazioni, per la categoria Architettura e Città opere progettate
Progettista: Arch. Federico Tinti 
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Il progetto nasce dal desiderio di restituire, alla piazza, la centralità e la fruibilità che dovrebbero connotarla. Si spinge verso l’obiettivo con piccole e semplici mosse che rendono la piazza spazio, lo spazio funzione e la funzione relazione.
Il progetto nasce dal desiderio di restituire, alla piazza, la centralità e la fruibilità che dovrebbero connotarla. Esigenza evidenziata dall’attuale stato di distribuzione e di utilizzo. Si spinge verso l’obiettivo con piccole e semplici mosse che rendono la piazza spazio, lo spazio funzione e la funzione relazione.

 

L’obiettivo principale è effettuare una riqualificazione urbana in continuità con l’esistente e in proiezione futura, che sappia proporre nuovi concetti di relazione con lo spazio urbano; Attraverso nuovi segni, distribuzioni e rapporti, attivare nuove definizioni di spazio pubblico, proponendo e reinterpretando il luogo. I nuovi spazi generati, essendo permeabili, fluidi e flessibili, meglio interagiranno e si conneteranno al tessuto e alle funzione esistenti, senza perdere la propria identità.

 

La complessità compositiva del nuovo spazio urbano sarà promotrice di nuove relazioni sociali e nuovi rapporti funzionali, creando un luogo assolutamente eterogeneo, aumentando così il flusso e l’interazione tra gli individui e i gruppi sociali. Il progetto è dunque un marcato intervento volto a cambiare l’aspetto e la fruibilità della piazza, senza sconvolgerne le attuali connotazioni. Vuole portare grandi cambiamenti, cambiando poco. Lasciare un segno che rifletta la geometria e le relazioni del luogo.

 

Il progetto, tendendo a restituire centralità alla piazza vuole così essere fulcro delle attività, delle relazioni e degli scambi. Un maggiore e migliore utilizzo da parte di individui di ogni fascia di età e un continua condivisione di informazioni e merci.
Rivitalizzare una piazza significa rivitalizzare gli individui nel loro esistere all’interno di una comunità in contatto con l’esterno. Un riciclo continuo di idee e partecipazione alle attività singole e collettive.
La riqualificazione spaziale non è la definizione di quello che avverrà in futuro, ma il motore per inizializzare lo spazio delle relazioni e da questo la promozione di nuove attività da parte dei cittadini.
La piazza conserva il proprio sedime pur cambiando di forma. Assume connotazioni diverse e si divide nell’utilizzo dello spazio. Le funzioni pur compenetrandosi, si differenziano. Strade, giardino e marciapiedi concorrono a formare la nuova piazza.

 

La carreggiata mantiente la stessa posizione così come la zona pedonale, ma con i nuovi elementi si relazionano in modo diverso. Un giardino di forma parallelepipeda, inserito al centro ne delimita e sovrappone gli spazi. Così la strada carrabile si alza e rallenta il passaggio nel compenetrarsi con la zona pedonale, e la zona pedonale si divide dalla carreggiata attraverso il giardino.

 

Intorno a questo parallelepipedo, dentro e fuori, si svolgono tutte le attività della piazza. Il momumento viene decentrato e orientato secondo l’asse secondario accentuando la longitudinalità della piazza.
La piazza viene reinterpretata inserendo degli elementi come chiavi nuove di lettura. Puntuali interventi che distribuiscono e derivano dallo spazio delle relazioni e delle funzioni.
Elementi lineari che attraversano e danno ritmo alla piazza. Un parallelepipedo orientato su un asse secondario la delimita e la cuce internamente creando un elemento di confronto e relazione con un dentro e un fuori, un prima e un dopo che necessariamente non saranno sempre in questo ordine.

 

I percorsi sono studiati per connettere le principali attività della piazza e dei palazzi prospicenti. Semplici elementi che tagliano la pavimentazione e indicano il percorso, la direzione, attraversano la piazza, il parallelepipedo, le strade carrabili. La viabilità e i parcheggi rimangono invariati, ma distribuiti sul piano rialzato all’interno del parallelepipedo per rallentare la circolazione. I dislivelli per rallentare sono due, all’ingresso della piazza e del parallelepipedo.

 

Il verde è localizzato all’interno del parallelepipedo, con erba e alberi di piccolo e medio fusto, e in sezioni quadrate lungo il marciapiede, con alberi a medio e grande fusto. Gli alberi sono distribuiti in modo tale da dare l’effetto di continuità e bosco entrando in piazza, e di luminosità e apertura, una volta dentro la piazza, evidenziando e non nascondendo le attività. Il verde è pensato per ospitare attività all’aria aperta, dal semplice relax, alla lettura, alla musice e pittura, concludendosi anche in possibili esposizioni/esibizioni temporaree. La pavimentazione è studiata per evidenziare le geometrie e gli spazi della nuova conformazione. I materiali sono piuttosto semplici e non costosi: si utilizza ovunque cemento che si differenzia per finitura (bocciardato o spazzolato) e per colorazione dell’impasto.

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