Premio IQU 10, Chieri: Social Housing

Architettura-realizzazioni, per la categoria Architettura e Città opere realizzate
Arch. Giancarlo Pavoni
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L’intervento di social housing di Chieri è nel contempo uno strumento di recupero urbano di un’area produttiva abbandonata e una proposta dei diversi modi abitare la residenza, dove, attraverso l’organizzazione degli spazi, si cerca di valorizzare il senso della comunità e i momenti di relazione La cooperativa Giuseppe Di Vittorio di Torino è da tempo impegnata nel settore della residenza per categorie speciali e per la terza età. E’ in quest’ambito che si colloca la realizzazione a Chieri di 41 alloggi dotati di servizi collettivi. Gli alloggi sono destinati a giovani e ad anziani. Il progetto è stato selezionato dalla Regione Piemonte nell’ambito del Programma Casa per la qualità delle scelte ambientali e tipologiche.

L’intervento nasce su un’area dismessa di una vecchia fornace di mattoni completamente distrutta con l’unica eccezione dell’alta ciminiera, ricordo di un passato lontano di matrice produttiva della zona. La necessità di riqualificare l’intero comparto ha visto il Comune di Chieri e la Cooperativa Di Vittorio, diventata proprietaria dell’area, uniti nell’obiettivo di realizzare abitazioni a canone sociale innovative da un punto di vista tipologico ed ambientale.

L’edificio è concepito in modo tale da minimizzare l’occupazione di suolo tramite una razionale distribuzione planimetrica e un uso coerente dell’elevazione rispetto alle preesistenze costruite. La morfologia dell’area, unitamente ai vincoli di natura urbanistica, ha determinato un’impostazione planivolumetrica che prevede affacci diretti degli alloggi su tutti i lati dell’edificio, con l’esclusione dei lati a sud e a ovest che sono in aderenza ai confini di proprietà.

L’edificio, a quattro piani fuori terra, è del tipo a corte aperta, con due maniche doppie, disposte ad angolo retto e fronteggianti un’ampia area verde attrezzata disposta sul lato Sud-Ovest.  La costruzione si sviluppa intorno alla hall centrale illuminata da un grande lucernario, in corrispondenza del vano scale e ascensori, che si apre e permette l’illuminazione naturale dei percorsi comuni a tutti i piani e la ventilazione nel periodo estivo.

Quest’ampio spazio è pensato come momento di relazione tra gli abitanti. Il ruolo della hall è sottolineato dalla presenza di un camino, da sempre simbolo ed elemento d’incontro e socialità, tra i principali valori del movimento cooperativo. La socializzazione è favorita anche da una sala polivalente, con ingresso indipendente dal cortile interno dell’edificio, affidata al Comune di Chieri.  Gli alloggi si distribuiscono lungo due larghi corridoi, una sorta di espansione del proprio appartamento verso l’estreno, e si compongono di bilocali e trilocali, ma soprattutto monolocali. Unità piccole ma flessibili, in modo che gli spazi possano essere divisi dagli inquilini in base ai loro bisogni. Tutti gli appartamenti hanno la cucina già installata e dotata di piastre elettriche.  Alcuni degli alloggi orientati verso sud hanno logge vetrate completamente apribili, con funzione di serra bioclimatica. Sui lati interni (fronti sud e ovest) prospicienti il giardino è presente una controfacciata costituita da frangisole che, seguendo una discontinuità geometrica definita, protegge gli ambienti interni dalla radiazione solare diretta nel periodo estivo.  Il ricambio d’aria all’interno degli ambienti abitativi è garantito attraverso un sistema di ventilazione meccanica centralizzata.

La copertura è piana e ventilata. Il piano interrato ospita l’autorimessa con 42 posti auto, le cantine e i locali per gli impianti tecnologici con la centrale termica centralizzata ad alto rendimento.  I prospetti dell’edificio sono stati trattati con soluzioni basate su volumetrie semplici, utilizzo di loggiati e alternanza di vuoti e pieni. Le facciate sono prevalentemente finite a intonaco, con un sistema d’isolamento a cappotto esterno su supporto in muratura, e mattoni paramano per le restanti parti.  La corte interna e il pennone posto sull’angolo ricordano il passato del lotto su cui è stato costruito l’edificio. Qui, fino a pochi anni fa, sorgeva infatti una fornace, di cui è rimasta, a memoria, un’alta ciminiera adiacente al nuovo edificio.

Il progetto dell’edificio è orientato in modo particolare a una concezione bioclimatica ed ecosostenibile.  Il finanziamento regionale ha richiesto il rispetto del protocollo di valutazione energetica ITACA. In sede progettuale sono stati considerati i successivi 12 criteri e 8 sottocriteri, in modo da ottenere il punteggio richiesto:

 

1. Consumo di risorse

1.1. contenimento consumi energetici invernali

1.2. acqua calda sanitaria

1.3. contenimento consumi energetici estivi

1.3.1. controllo della radiazione solare

1.3.2. inerzia termica

1.4. illuminazione naturale

1.5. energia elettrica da fonti rinnovabili

1.6. materiali eco-compatibili

1.6.1. materiali rinnovabili

1.6.2. materiali riciclati/recuperati

1.7. acqua potabile

1.8. mantenimento delle presta

 

2. Carichi ambientali

2.1. emissione di gas serra

2.2. rifiuti solidi

2.3. rifiuti liquidi

2.4. permeabilità aree esterne

Sul tetto piano sono stati installati 40 pannelli fotovoltaici che garantiscono l’illuminazione degli spazi

comuni e 45 mq di collettori solari che coprono il 63% del fabbisogno dell’acqua calda sanitaria.

L’isolamento termico è superiore dell’80% a quanto richiesto dalla normativa. La copertura del

fabbisogno energetico da fonti rinnovabili è del 35%.


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