Premio IQU 10, Brescia: VPVS

Recupero – progetti, per la categoria Rigenerazione e recupero urbano opere progettate
Arch. Federico Tinti
Scarica la scheda 

 

Il progetto rimodella l’esistente in un comparto eterogeneo composto da più parti indipendenti/interdipendenti che concorrono al tutto, dove la trasformazione antropica si combina all’organico e cerca di diminuire il proprio impatto sul territorio.  Il progetto si propone la riqualificazione e la valorizzazione del comparto industriale come polo e nodo all’interno del tessuto del Villaggio Prealpino Vantini Stocchetta. Si inserisce nella trama del territorio e vuole diventarne centro aperto in connessione diretta con la città attraverso la fermata metropolitana.  L’area industriale si rimodella in un comparto eterogeneo dove la trasformazione antropica si combina all’organico e cerca di diminuire il proprio impatto sul territorio. Il concetto di sostenibilità si declina così nei significati di sociale, energetica, economica e ambientale.

Il futuro comparto è un sistema aperto per meglio inserirsi nel tessuto, completamente poroso per far interagire le attività tra di loro e con l’esterno, e l’esterno con gli spazi del comparto. Una pluralità di ingressi garantisce una completa permeabilità e attraversabilità facilitando l’accesso alle funzioni presenti.

Gli spazi sono distribuiti per avere una propria autonomia e identità, interagendo con gli altri e distribuendo le diverse funzioni con i relativi spazi di fruizione esterni. Ogni spazio/corte (e relative funzioni), pulito da superfetazioni e reso morfologicamente riconoscibile, diventa un elemento di un sistema, un cluster all’interno di un arcipelago. Un arcipelago all’interno di un altro arcipelago, mettendo così in relazione spazi, funzioni e produzione alle varie scale territoriali.  _flessibilità:

Queste parti interdipendenti, sono comunque autonome (per accessibiltà, distribuzione ecc) permettendo così un grado di flessibilità verticale e graduale al comparto. Ogni funzione, così come ogni comparto può essere riqualificata separatamente dalle altre in base alle diverse necessità. La predisposizione degli impianti, singoli o in rete, precede la costruzione, così come per serre solari, pannelli, verde e spazi comuni. La suddivisione delle aree e la loro indipendenza mette in secondo piano una gerarchizzazione degli interventi prioritari e l’attribuzione degli spazi a diversi utenti permette l’ammortizzazione delle spese e la divisione delle fasi di intervento.

Così che agli attori principali tocchi il compito di una riqualificazione “primaria” (di tutta l’area e delle singole parti, non necessariamente tutto insieme) e una predisposizione degli spazi e degli impianti (anche divisi per area). Agli utenti la seconda parte della riqualificazione (impianti, elementi tecnologici, finiture, ecc), la personalizzazione degli spazi privati e comuni (es. agli utenti viene assegnato un doppio spazio-25mq di verde, che può utilizzare come orto o trasformare in uno o due posti auto), ammortizzando i costi e lasciando più gradi di libertà allo sviluppo del comparto.  _arcipelago:

Il progetto di riqualificazione si inserisce in un contesto urbano e multiscalare molto ampio.  Presuppone una visione di insieme flessibile, eterogenea e composta da più parti indipendenti/interdipendenti che concorrono al tutto.

Ogni parte compone un tutto, che è anch’esso parte ad una scala maggiore, in un sistema multiscala dove ogni cosa, dal morfema alla città, è tutto ed è parte, frattale e autosimilare.  Ogni comparto è autonomo e connesso agli altri; può funzionare isolatamente, ma è in relazione agli altri che diventa “parte”. Parte di un sistema, di più sistemi, più grandi.  La distribuzione delle funzioni, la caratterizzazione degli spazi aperti e le proporzioni sono dettate dalla morfologia e dalla predisposizione dell’area all’interno di se stessa e in relazione alle altre. Il flusso di energia funziona in entrambi i senti: dagli edifici produttori alla centrale (di produzione e smistamento); dalla centrale agli edifici tutti e alla rete comunale.

Ne risulta una composizione a più variabili, derivate dallo studio degli elementi e delle loro relazioni alle diverse scale, in modo tale da farli interagire tra loro senza che nessuno ne sia dipendente.  _Rizoma:

Ogni elemento è indipendente e interdipendente, interconnesso. Funziona in rete con gli altri e con l’intorno, ma può esistere senza gli altri, e tutti gli altri possono funzionare senza l’uno.  Il comparto diventa una rete i cui elementi sono importanti ma non indispensabili. Come un rizoma non esistono gerarchie ma fitte connessioni e relazioni tra le parti, e le parti delle parti.

Energeticamente indipendente il comparto può essere connesso alla rete così come le singole parti possono essere collegate alla rete comunale, alla rete del comparto

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico