Premio IQU 10, Brescia: Recupero della Torre Tintoretto

Architettura – progettazioni, per la categoria Architettura e Città opere progettate
Progettista: Arch. Alessandro Bellini
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Il progetto mira a riconnettere la Torre Tintoretto e il suo basamento con il quartiere di San Polo e conseguentemente con la Città di Brescia, traendo vantaggio anche dalla adiacente e nuova fermata della metropolitana “San Polo”.

 

La ricucitura tra Torre e Città si attua sia andando a risolvere problemi architettonici quali la scarsa permeabilità del basamento attuale, sia intervenendo in termini funzionali, andando ad aumentare l’attrattiva dell’edificio per il quartiere e la Città stessa. Il basamento viene messo in relazione con l’area circostante, abbassandolo in più punti e creando, tramite bucature, dei patii con alberature d’alto fusto che fungono da connessione tra parcheggio e copertura, favoriscono la fuoriuscita dei gas di scarico, infine ombreggiano la copertura che, essendo totalmente esposta a sud, diventa così praticabile nei mesi più caldi.

 

Ancora nell’ottica di “ricucire” il basamento con la città si è andato ad inserire un altro volume nella parte retrostante la Torre e a sostituire il retro stesso del basamento con una zona a verde. Un nuovo edificio addossato al basamento fa sì che il retro della Torre Tintoretto si trasformi in un nuovo fronte e che il basamento del parcheggio non sia più così sbilanciato, ma diventi un elemento baricentrico di connessione tra questi due elementi. Nel basamento vengono inoltre introdotte funzioni capaci di renderlo uno spazio vissuto da una comunità intesa come molteplicità di fruitori: dagli orti urbani allo skatepark, dall’area gioco bimbi alla sala prove per musicisti al bar – un crocevia di differenze sotto la Torre. Data l’impossibilità di alzare il piano terra (0) alla quota del parco (+ 1 m) e ritenendo questa connessione  molto importante, è stato tuttavia possibile portare tale dislivello a + 50 cm e successivamente colmare questa differenza di quota tramite la sistemazione esterna delle pavimentazioni prospicienti la Torre.

 

Questa lieve depressione verso l’ingresso principale funge da invito all’accesso della Torre stessa. Si sono poi ipotizzate funzioni commerciali e ausiliarie a quelle residenziali, ripensando completamente i flussi e privilegiando, piuttosto che connessioni forzate (quali le scale attuali) relazioni visuali e funzionali, realizzate per lo più tramite doppie altezze capaci di rendere il basamento più arioso e dotato di una vista suggestiva sul parco a nord e sulla nuova piazza a sud.

 

In tale direzione si colloca anche il riposizionamento della hall d’ingresso alla Torre che, da nascosta sul retro e facilmente accessibile solo dal parcheggio, è stata pensata baricentrica, visibile da chi proviene dalla fermata della metropolitana e quindi finalizzata a mettere in relazione tutte le funzioni dell’intero complesso.
Per poter rendere gli appartamenti più ariosi e accrescerne l’estensione senza un aumento della s.l.p., sono state sostituite le parti di muratura non portante con ampie vetrate apribili a libro e sono stati addossati moduli prefabbricati autoportanti vetrati. Tale operazione ha permesso di ricostruire una doppia linea di isolamento, una prima del cappotto con materiale naturale e nuovi infissi, una seconda data dal filo esterno delle nuove logge, volta a ridurre il consumo energetico attuale del 60%.

 

Le due scanalature dei vani scala e dell’ascensore sono state tamponate da un vetro acidato a tenuta di fuoco che trasforma queste due anse in camini del vento i quali, nei mesi estivi sono finalizzati a espellere parte dell’aria calda del piano terra e del primo piano.
Per quanto riguarda la protezione solare, i moduli prefabbricati avranno un sistema di lamelle orientabili nell’estensione a loggia e una tenda oscurante termica per l’oscuramento interno che nei mesi invernali permetterà di rilasciare il calore accumulato durante le ore diurne. Rispetto alla sola destinazione sociale si ritiene poi fondamentale ripensare l’operazione in termini immobiliari, dedicando solo una parte degli alloggi per housing sociale, mentre il restante integrandolo con alloggi in vendita, appartamenti di lusso, atelier per artisti e abitazioni per studenti. Dotare la Torre Tintoretto e San Polo di residenze per studenti e artisti ad affitti agevolati permette infatti non solo di arricchire di usi e di funzioni il quartiere, contribuendo sensibilmente a risolvere il problema della sua ghettizzazione, ma anche di intendere la Torre stessa quale nuovo elemento catalizzatore in sinergia con la nuova linea della metropolitana.

 

I tagli abitativi sono stati inoltre ripensati secondo modifiche minime ma imprescindibili, quali la messa a norma degli appartamenti sia rispetto alla normativa disabili sia rispetto alle altre normative vigenti. Sempre in ottica di variazioni, il progetto prevede in facciata delle parti di vetro acidato che saranno destinate a schermare i patii dei duplex donando loro maggiore intimità. I telai degli scorrevoli che consentono l’apertura delle logge, sovrapponendosi alle parti di telaio fisso, creeranno pixel riflettenti. Grazie alla loggia e al suo “mostrarsi alla città”, il fruitore avrà la possibilità di personalizzare la propria abitazione, sentendola propria.

 

Il progetto mira quindi a riconoscere potenzialità latenti e inespresse della Torre, compresa quella della copertura che, con la sua affascinante vista sulla Città di Brescia, può diventare la sede ideale per inserire un locale sul modello di un lounge bar capace non solo di attivare la copertura stessa, ma anche di “far funzionare” la Torre il più possibile nell’arco delle 24 ore, favorendo così ulteriormente il controllo e la sicurezza del quartiere e in primis dell’edificio stesso.

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