Premio IQU 10, Bari: Strategie di Densificazione Urbana

Recupero – progetti, per la categoria Rigenerazione e recupero urbano opere progettate
Ing. Anna Maria Buonavoglia
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Il lavoro esplora uno scenario progettuale di densificazione con strategie di integrazione e ibridazione funzionale, riqualificando il margine urbano barese che presenta insieme elementi di frangia, infrastrutture e frammenti produttivi e agricoli.
Negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo del fenomeno dello sprawl, generantosi soprattutto ai bordi della città, comportando all’interno del tessuto urbano fenomeni di discontinuità, eterogeneità e frammentarietà. L’obiettivo del percorso di ricerca è quello di indagare sulle possibili strategie di rigenerazione urbana attraverso il tema della densità delle aree di bordo e applicare l’indagine svolta in un ambito periferico barese. Nel lavoro sulla città di Bari si sono applicate alcune tecniche di densificazione urbana, con la principale finalità di connettere i due sistemi di transizione tra paesaggio urbano e produttivo e di massimizzare le condizioni del bordo costituito dalla compresenza di tracce rurali frammentate e urbanizzazione puntuale, che generano una enclave non facilmente accessibile. L’area oggetto di intervento definita cuneo ovest si insinua nel tessuto urbano dal fianco occidentale, con una destinazione prevalentemente agricola e non edificata.
Finalità:
-recupero ambientale e paesaggistico, riconversioni e progetti di adaptive reuse, inserimento di spazi pubblici diversamente attrezzati e accessibili;
-rifunzionalizzazione della viabilità urbana;
-programmazione di un processo di densificazione mediante operazioni di belting e infill.
Il masterplan del parco deriva dalla ibridazione tra la rigidità della griglia murattiana e la fluidità dei tracciati storici, restituendo un disegno ordinato e unitario su larga scala che ben si adatta alla presente parcellizzazione. Il nuovo assetto costituisce il vasto cuneo ecologico della città. Negli edifici esistenti, capannoni o residenze abbandonate, integralmente mantenuti ed assorbiti dal nuovo parco, trovano spazio attività commerciali e di servizio dalle molteplici funzioni legate al concetto di parco-corridoio agricolo.
Le azioni sono:
-rigenerazione del sistema agricolo suddiviso in campi coltivati, orti urbani, filari e percorsi naturalistici restituiti alla città;
-contaminazione del tessuto residenziale e dei servizi con il paesaggio rurale;
-integrazione.
Dividendo l’intervento per macrosettori, si è prevista la realizzazione di un imponente edificio bordo costituito da due grandi blocchi porosi di servizi, in cui è stata inserita una serie di funzioni che ne aumentano il livello del mix funzionale e la porosità, le dimensioni e la complessità, riempiendo l’area in maniera volumetrica e funzionale; da una parte il nodo intermodale che offre multipla accessibilità alla città, attraversato dalla banchina del people mover che si ferma alla vicina stazione, dall’altra parte trova spazio l’ampliamento del conservatorio e la sede della nuova concert hall. Infine la parte sud costituisce una zona residenziale ibrida, garantendo un uso full time dell’intero spazio collettivo. Lo studio della forma ha prodotto un profilo ondulato e sfalsato dei corpi che permette la fruizione della copertura giardino in continuità visiva con il parco. Pertanto il progetto nella totalità costituisce un landmark di forte impatto sull’eterogeneità del tessuto e l’indefinitezza del margine, una linea di demarcazione artificiale e necessaria con il territorio agricolo.
La nuova scuola di musica, unita all’istituto mediante un collegamento fuori terra e sotterraneo, è dotata di tutte le funzioni necessarie per permettere di avere un bacino di utenti ancor più ampio di quello attuale. Il nucleo dell’edificio è dedicato alle due sale concerti, con spazi open space che lasciano l’ambiente visivamente unificato, mentre il semianello che lo circonda, in un mutuo affaccio, costituisce il nuovo conservatorio di Bari. La progettazione è stata guidata dal sistema dei flussi che ha richiesto uno studio approfondito per permettere ai fruitori (visitatori, studenti e personale) di raggiungere ogni sezione secondo percorsi autonomi. Lo stesso principio ha portato alla completa separazione tra scuola e teatro che all’occorrenza, mediante apposite aperture, possono compenetrarsi.
Il piano -1 prevede la suddivisione dei parcheggi e il collegamento sotterraneo con l’attuale sede; a livello 0 i due bracci circondano il blocco dell’auditorium e disegnano la piazza mentre la scala centrale porta ad una terrazza adibita a caffè letterario, collegato ad un’altra che invece ospita il museo della musica e degli strumenti del 1900. Il piano 1 prevede che i due bracci della scuola siano divisi ed hanno affaccio sul grande foyer principale. Infine l’ultimo piano sarà costituito da un solo braccio a nord, in quanto la zona sud ha un’altezza inferiore, per permettere il superamento del dislivello presente tra la piazza racchiusa dagli edifici culturali e quella pubblica dell’intera area, fortemente pavimentata e via via combinata al verde che giunge dal parco.
Per intensificare e rimarcare il rapporto labile presente tra la parte costruita e quella vuota, il progetto si pone come momento di riflessione sulla necessità di arrestare l’espansione puntuale indiscriminata del tessuto urbanizzato.

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