Premio IQU 10, Anversa degli Abruzzi: Parco sensoriale

Architettura-realizzazioni, per la categoria Architettura e Città opere realizzate
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I percorsi sensoriali, realizzati nell’area delle sorgenti del Cavuto all’interno della Riserva e Oasi WWF “Gole del Sagittario”, rappresentano uno dei primi interventi in Italia volti a rendere accessibile e fruibile ai soggetti con capacità percettive diverse aree naturalistiche incontaminate, trasformando un ambiente potenzialmente ostile in una struttura aperta, in una riserva senza limiti.
Il progetto riguarda la realizzazione di un percorso sensoriale e di alcune installazioni percettive all’interno della Riserva ed Oasi WWF delle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (AQ) e deriva da un concorso di progettazione vinto nel 2007.
La filosofia di progetto si fonda su una visione ecosistemica, funzionale all’approccio metodologico prima ancora che ai singoli settori disciplinari coinvolti nell’ideazione del parco, e si sviluppa intorno a 3 punti fondamentali:
1 – lavorare con i materiali presenti e fondare le scelte progettuali sulla conoscenza profonda e puntuale del territorio e della realtà esistente senza sovvertire l’ordine e le risorse che si sono costituite nel tempo;
2 – agire con la proposta di piccoli spostamenti di dimensioni modeste e sostenibili attraverso inserzioni progettuali strategiche nella collocazione che operano sul contesto secondo una filosofia di minimo intervento ed usando le risorse esistenti;
3 – focalizzare l’attenzione sul ruolo dell’acqua enfatizzandone gli aspetti che consentono lo sviluppo di una più profonda comprensione ecologica.

Il progetto non è da considerarsi come un intervento una tantum, ma come uno dei tasselli di una strategia complessiva per il parco nei suoi assetti presenti e futuri.
È data, innanzi tutto, la priorità alla realizzazione di un sentiero sensoriale percorribile anche da persone diversamente abili che si sviluppa dall’ingresso dell’Oasi fino all’edificio del museo e che organizza le diverse esperienze di fruizione attraverso le installazioni didattiche e percettive proposte.

IL PARCO COME LABORATORIO
I materiali presenti nel parco e nei suoi dintorni diventano occasione e spunto per proporre alcuni percorsi didattici tematici in continuità con le attività già presenti.
I tracciati dei sentieri esistenti sono riorganizzati come una struttura portante di nuovi percorsi tematici.
Sono proposti 3 fili conduttori tematici per la lettura del paesaggio e delle risorse del parco che si legano agli spazi attraversati dal percorso che dall’ingresso arriva all’edificio del museo:
– il pratone didattico
– la vita del fiume
– l’osservazione del bosco

IL PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA TERRA
[…] è proposto un approccio di educazione ambientale sostanzialmente diverso da quello tradizionale didattico (stile informativo) che, al contrario, contempla anche il gioco e la sorpresa nelle tecniche di apprendimento (stile interpretativo). Questa forma di comunicazione dei contenuti scientifici ed ambientali del parco risulta particolarmente efficace per introdurre le tematiche ecologiche in modo intuitivo a chi ha capacità percettive diverse (i bambini, i disabili).
Il parco è rivelato attraverso punti di vista inusuali che coinvolgono i visitatori anche da un punto fisico e sensoriale (le Installazioni Percettive).
Il rapporto con la natura circostante e con l’acqua è fondato sul rapporto personale e sull’esplorazione diretta, metodo che coinvolge particolarmente i bambini e li prepara ad affrontare importanti problemi ambientali attraverso il fascino del gioco […] prossimità del sentiero principale e della vegetazione ripariale e fluviale. La prossimità con l’acqua e con la vita che la caratterizza (rumori, odori, animali, piante, ecc.) rende questo luogo unico per la sua bellezza ed incontaminazione.
Il progetto propone di mettere in risalto la vegetazione ripariale e la presenza dell’acqua delle sorgenti eliminando dal percorso tutti gli elementi estranei all’ambiente naturale. In particolare si vuole ripristinare il carattere di naturalità ed incontaminazione del luogo smaterializzando gli elementi visivamente estranei e cioè eliminando fisicamente dal percorso la cartellonistica, il percorso vita, le recinzioni non strettamente necessarie, i rivestimenti e la pavimentazione degradati del sentiero, ecc.
In particolare si propone di incentivare quanto possibile la percorrenza su di un unico spazio definito e favorire i processi di naturalizzazione che sono stati in parte impedito dalla presenza di elementi e materiali esogeni riportando le aree intorno al percorso allo stato più naturale possibile.
Il nuovo sistema di percorrenze ha lo scopo di scoraggiare le percorrenze al di fuori del sentiero e insegnare il rispetto per il bosco e per le sorgenti realizzando una delimitazione visiva netta tra sentiero percorribile e le aree naturalistiche in modo tale che i visitatori siano chiaramente guidati lungo una direzione precisa come, per esempio, nel sistema espositivo degli acquari […]. Il sentiero viene limitato ad una fascia di circa 150 cm di larghezza intorno a cui sono previste delle aree da riportare al loro sviluppo vegetale spontaneo. Lo spazio fuori dal sentiero sarà esclusivamente oggetto di osservazione visiva e uditiva. Aree apposite per altro tipo di esperienze (olfattiva, tattile, ecc.) saranno predisposte ed eseguite in successive fasi di progetto […].

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