Premio Internazionale di Restauro Architettonico, medaglia d’oro al castello di Saliceto

Il progetto vincitore per la sezione “opere realizzate” della prima edizione del Premio “Domus restauro e conservazione” è il restauro del Castello di Saliceto, in provincia di Cuneo, condotto dallo studio Armellino&Poggio Architetti Associati, coadiuvati da numerose consulenze professionali.

 

Il progetto si pone, quale fine primario, la fruizione del castello di Saliceto al fine sia di permetterne l’utilizzo pubblico e conseguentemente il godimento di un patrimonio storico ed artistico, sia, attraverso l’uso permanente del bene, di garantire il recupero e la conservazione materica dello stesso.
Le funzioni individuate, sono: 
– funzioni ricettive selezionate, collocate negli ambienti seminterrati e nel grande salone delle armi al piano terra, spazi individuati sia in relazione alle caratteristiche spaziali degli stessi, che alla fruibilità determinata dall’ubicazione ai livelli più bassi del castello;
– spazi museali individuati nei vani al piano secondo, arredati in stile fine Ottocento;
– realizzazione di un grande spazio polifunzionale destinato ad auditorium, sala conferenze, manifestazioni teatrali nello spazio a doppia altezza delimitato da volte ogivali, ricondotto alla sua unitarietà;
– creazione di un laboratorio musicale permanente, ubicato in alcuni vani al piano secondo.

 

Il progetto intende anzitutto garantire la durabilità del manufatto, la sua stabilità e sicurezza, come opera della cultura umana, come testimonianza del passato di Saliceto e in quanto elemento fondamentale per la salvaguardia della sua identità.
Tale obiettivo è  assicurato dalla conservazione della attuale consistenza materica del castello, e dalla leggibilità dei segni della sua stratificazione storica e costruttiva
Il perseguimento degli obiettivi generali, è ricercato seguendo anzitutto il criterio secondo il quale è più opportuno “mantenere e proteggere” ciò che esiste piuttosto che “aggiungere”  evitando di distruggere quelle esistenti;
L’atto progettuale è comunque autonomo, dichiarato e leggibile. Conservazione e innovazione devono trovare accordo e equilibrio con armonia naturale.
L’intervento di maggiore impatto dell’intero intervento è rappresentato da un elemento architettonico di nuova realizzazione: la torre tecnologica. Lungi dal voler mettere in atto intenti di ricostruzione di improbabili e comunque incerti assetti originari del manufatto esistente, e altrettanto lontano dal riproporre sterili modelli di mimesi stilistica, il disegno della torre scaturisce da uno sforzo progettuale finalizzato ad una sua totale ed evidente autonomia strutturale e formale rispetto al contesto.
La torre si erge su una struttura in acciaio con pareti ventilate in pannelli di legno, resa completamente indipendente dalle cortine murarie del castello anche mediante l’inserimento di lastre in vetro di connessione tra nuova e antica fabbrica.
L’utilizzo del rivestimento in legno determina un’assonanza di cromie con i materiali esistenti, eliminando l’insolubile problema filologico del reimpiego di materiali antichi più o meno mimetici.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Restauro del Castello di Saliceto

 

Localizzazione
Saliceto, Cuneo

 

Progetto
Armellino&Poggio Architetti Associati

Gruppo di lavoro
Giovanni V. Galliani (consolidamento strutturale); Stefano Musso (interventi di restauro, tecniche di analisi e diagnosi); Gabriella Garello (rilievi fotogrammetrici); Daniela Olivieri (inquadramento storico); Marco Gaminara (impianti); Federica Concon (restauro arredi)

 

Superfici
Complesso: 620 mq
Auditorium: 85,5 mq, 90 posti a sedere
Spazi ricettivi piano terra: 200 mq
Uffici comunali: 500 mq
Uffici C.M.V.B.U.: 60 mq
Corte interna: 67 mq
Parco: 6.400 mq

 

Realizzazione
2009

 

Un atto conservativo consapevolmente condotto nel pieno rispetto dell’autenticità del testo architettonico, nella sua complessa stratificazione, dall’altro come atto reintegrativo della lacuna architettonica, costituita dalla torre orientale, con un linguaggio squisitamente contemporaneo, in grado di alludere alle presunte masse fabbricative originarie, pur svolgendosi in un ambito di autonomia figurativa” è il parere della giuria, per questa prima edizione costituita da Giovanni Carbonara (Presidente, Ordinario di Restauro Architettonico e Direttore della “Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio”, Università Sapienza di Roma, Facoltà di Architettura “Valle Giulia”), Renata Codello (Soprintendente dei Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna), Erich G. Steinmayr (Membro della Commissione Straordinaria per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura dell’Austria), Riccardo Dalla Negra (Ordinario di Restauro Architettonico, Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara) e Marcello Balzani (Segretario del Premio, Direttore del DIAPReM Centro Dipartimentale per lo Sviluppo di Procedure Automatiche Integrate per il Restauro dei Monumenti dell’Università di Ferrara).

 

Ideato e promosso nel 2010 dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara  in collaborazione con Fassa Bortolo SpA, il Premio “Domus restauro e conservazione” è la prima iniziativa del settore tesa a far conoscere ad un ampio pubblico restauri architettonici che abbiano saputo interpretare in modo consapevole i principi conservativi nei quali la comunità scientifica si riconosce, anche ricorrendo a forme espressive contemporanee.
Il Premio vuole inoltre riconoscere la fondamentale importanza rivestita dalle imprese coinvolte nei restauri, premiando i progettisti del settore privato o pubblico e le ditte di restauro che hanno realizzato le opere.
La cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico “Domus Restauro e Conservazione” si è svolta il 30 marzo scorso nella prestigiosa cornice di Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Fabio Poggio nasce a Cuneo nel 1965, si laurea presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova nel 1990. Dal 1998 al 2008 è stato Presidente del consiglio dell’Ordine degli Architetti della provincia di Savona.
Massimo Armellino nasce a Millesimo, Savona, nel 1962, si laurea presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova nel 1989.
Lavorano insieme dal 1992, quando fondano lo studio Armellino&Poggio Architetti Associati, con sede a Saliceto (Cuneo) e a Savona. Nel 2003 fondano anche la società di servizi per l’architettura 77Architettura, con sede a Savona.
Tra i principali e più recenti lavori dello studio, è stata ultimata nel 2007 la realizzazione del complesso immobiliare Vecchia Darsena – Complesso della Torre a Savona, mentre sono in corso di progettazione il Masterplan per la riqualificazione dell’area Forte Baldissera ad Asmara (Eritrea) e un nuovo complesso direzionale ad Albenga (Savona).

 

 

Per ulteriori informazioni
www.premiorestauro.it

 

 

Nell’immagine di apertura, vista del Castello di Saliceto a progetto di restauro concluso. Armellino&Poggio Architetti Associati

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