Premio Architettura Sostenibile: medaglia d’oro alla scuola giardino di Paredes Pedrosa arquitectos

Si è tenuta ieri, lunedì 25 giugno 2012, presso Palazzo Tassoni Estense, sede della Facoltà di Architettura di Ferrara, la cerimonia di premiazione della IX edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile. Lo studio  Paredes Pedrosa arquitectos di Madrid si è aggiudicato la Medaglia d’oro nella sezione “Opere Realizzate da Professionisti” per il progetto della Scuola UPI, realizzata a Gandía, Spagna.

 

La UPI non è una scuola d’infanzia convenzionale, ma un gruppo di aule specializzate localizzate nel contesto naturale del Parco Ausías March, dove i bambini possono sviluppare la loro creatività ben oltre l’orario e il contesto scolastico. Il volume realizzato non modifica il disegno originale del parco, ne rispetta e preserva l’ambiente organizzando le aule intorno a sei grandi gelsi preesistenti che diventano i protagonisti di una corte centrale.
Aule di lettura, informatica, pittura, fotografia, teatro e musica assieme a due panche circolari situate all’aperto, circondano un recinto di sabbia e un piccolo spazio per raccontare storie e per fare attività didattica. Il cortile diviene così il cuore della UPI, che collega spazi aperti, coperti e interni.
Verso l’esterno, l’edificio mostra un aspetto sobrio e continuo. La facciata, simile a un’astratta staccionata, con la sua conformazione evita la costruzione di una vera cancellata attorno all’edificio scolastico. Un rivestimento ceramico avvolge tutto l’edificio, sia la facciata che il tetto, così da creare una continuità che dall’esterno si presenta come un recinto bianco e luminoso sul quale si riflettono le ombre degli alberi circostanti.
La facciata ceramica si apre soltanto in due punti: all’ingresso e in corrispondenza di una grande finestra che guarda dall’alto verso la città storica. L’architettura vernacolare mediterranea ha sempre utilizzato la ceramica poiché questa permette di ridurre la manutenzione e perché si adatta a un clima mite. D’estate, la ceramica riflette la luce e protegge l’interno dalle alte temperature.
Questo rivestimento ceramico è pensato a partire da un elemento modulare tridimensionale che attraverso la sua ripetizione in superficie, assume le sembianze di un recinto di bambù. I pezzi hanno una doppia faccia e il lato orizzontale permette di realizzare la copertura del tetto.
I prospetti sul cortile sono realizzati con serramenti in legno verniciati bianco. Le ampie vetrate potenziano la trasparenza tra spazi interni ed esterni, rendendo ben visibili i gelsi dall’interno delle aule.
Il pavimento interno è in linoleum e i soffitti sono realizzati con lastre di sughero per motivi di prestazione acustica. Questi materiali si abbinano alla struttura a vista dei muri di cemento armato.

 

La sostenibilità del progetto è data dalla concezione stessa che ne sta alla base: poiché, infatti, il budget era limitato l’edificio sfrutta la struttura e i rivestimenti come materiali d’isolamento. La facciata rivolta verso il cortile interno invece rimane protetta dal forte sole estivo grazie all’ombra degli alberi. D’inverno, i gelsi perdono le foglie e la luce penetra senza ostacoli all’interno delle aule mentre la primavera trasforma gli alberi che di nuovo diventano un’ombra naturale per i bambini. Durante tutto l’anno, grazie alle grandi vetrate, l’illuminazione artificiale si riduce al minimo.

 

Secondo il parere della giuria del premio, la scuola “costituisce, con la sua essenzialità concettuale e costruttiva, uno straordinario esempio di architettura. Il progetto prevede la preservazione delle essenze arboree preesistenti e la loro valorizzazione in qualità di elementi strategici della composizione architettonica e del funzionamento bioclimatico, realizzando un riuscito inserimento del nuovo edificio all’interno di un parco urbano. […] Il costruito crea una sorta di recinto che protegge le attività educative dall’ambito urbano circostante definendo, al tempo stesso, assieme alla vegetazione inglobata, la strategia climatica ottimale per il funzionamento razionale della struttura. […] L’uso intelligente di materiali comuni come la ceramica consente la risoluzione delle questioni costruttive e al contempo la definizione di una precisa identità architettonica […]”.


Paredes Pedrosa arquitectos: Ángela García de Paredes (Madrid 1958) e Ignacio Pedrosa (Madrid 1957) si laureano in architettura presso la ETSA di Madrid, dove sono professori di progettazione. Nel 1990 fondano lo studio Paredes Pedrosa. Sono stati visiting professors presso le università di Barcelona UIC, Pamplona e Valencia, e presso GSD Harvard, ETH Zurich, Mendrisio e Lausanne, e hanno tenuto conferenze alle università di Sao Paulo, Oslo, Münster, New York CU, FADU Buenos Aires, Monterrey, Politecnico di Milano, Puerto Rico, Graz e TU Monaco. Le opere realizzate da Paredes Pedrosa hanno ottenuto diversi premi: Premio di Architettura Spagnola 2007, Premio di Architettura di Madrid, Premio COAM, Premio di Architettura di Murcia, Premio ASCER, Premio ARCO, Premio Europa Nostra, e Premio Asprima. Diversi progetti sono stati selezionati per mostre a Hannover, Colonia, AEDES Berlin, Aichi Giappone, FAD Barcelona, RIBA Londra, Biennali di Architettura Spagnola, BIAU a Medellín e Lisbona, Biennali di Venezia e San Paolo.


SCHEDA PROGETTO
Scuola UPI


Luogo
Parco Ausías March, Gandía, Valencia


Committente
Municipio di Gandía


Progettisti
Paredes Pedrosa arquitectos


Collaboratori
Álvaro Oliver, Álvaro Rábano, Lucía Guadalajara, Ángel Camacho, Laura Pacheco


Superficie
1075 mq


Cronologia
progetto: 2010
realizzazione: 2011


Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

www.paredespedrosa.com

 

Nell’immagine di apertura, Scuola UPI, Gandía, Valencia, Spagna, Paredes Pedrosa arquitectos. Vista delle aule e del cortile interno. Foto © Roland Halbe

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