POS obbligatorio: il pericolo rimane, intanto il reddito degli Architetti crolla

Non sapremo fino all’ultimo giorno se questo maledetto obbligo di utilizzare il POS per i Professionisti partirà dal 1° gennaio 2014, ma è probabile di si. Nel frattempo, le classifiche danno gli Architetti come i professionisti che hanno perso più fatturato, dal 2007 al 2012.

 

Ammesso che (quasi) tutti pensano che è giusto combattere il “nero”, cioè il sommerso; ammesso che tutti si adopererebbero per farlo se esistesse un sistema equo che permette di lavorare e investire nel lavoro; ammesso che la tecnologia va utilizzata per migliorare le condizioni lavorative… Ammesso tutto questo rimane un dubbio: il POS sarà obbligatorio per i Professionisti oppure no?

 

L’articolo 15 del D.L. n.179/2012 impone l’obbligo di accettare pagamenti con carte di credito o bancomat. La discussione sul tema si è accesa a episodi, fino al commento della Banca d’Italia, che ha chiarito che l’obbligo non è per il cliente, ma per il professionista. Cioè: il cliente è libero di pagare come vuole (bonifico, contanti, POS..) ma nel momento in cui volesse pagare con il POS, il Professionista deve essere pronto a mettergli a disposizione gli strumenti per farlo, cioè deve avere il POS.

 

Certo, c’è la volontà di promuovere l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronico nelle transazioni commerciali per il contrasto a fenomeni di evasione finanziaria e fiscale. Ma il permanere dell’obbligo di adozione del POS pone ulteriori difficoltà nel portafoglio dei professionisti.

 

È chiaro, inoltre, che quest’obbligo non avrà  effetti tangibili sul controllo della trasparenza fiscale; la mancanza di un tempo di sperimentazione del sistema non permette di fare valutazioni adeguate sull’utilità o meno del POS negli studi professionali.

 

È proprio di oggi la richiesta di Federarchitetti di modificare e rendere facoltativo l’utilizzo del POS nel 2014-2015 per i liberi professionisti, e dunque anche per i tecnici: non sono state considerate reali misure di contrasto a forme di rapporti professionali illegali, ben presenti sul territorio, come denunciato dal recente rapporto annuale della Guardia di Finanza.

 

Queste misure vanno adottate. Anche perché dal 2007 al 2012 le professioni tecniche dell’Ingegnere, dell’Architetto, del Geometra, del Geologo e del Perito industriale hanno assistito a un crollo dei livelli medi di reddito. In testa alla classifica si posizionano Architetti e Ingegneri, mentre la categoria che perde meno, in termini reali, è quella del Geometra.

 

Aggiungere oneri non sembra la mossa geniale per aiutare i Professionisti a uscire da questa situazione.

 

di Enrico Patti

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