POS obbligatorio, gli Avvocati dicono NO e la guerra degli Architetti continua

L’affaire del POS obbligatorio per i professionisti si è sgonfiato grazie a una circolare. Il Consiglio nazionale forense l’ha inviato il 20 maggio scorso ai propri membri. Contiene alcune precisazioni sui pagamenti tramite POS, il cui uso è stato sancito dall’art. 15,comma 2 del decreto legge n. 179/2012.

 

Ecco cosa dice la legge: “a decorrere dal 30 giugno 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito”.

 

Nella circolare si legge che la previsione non stabilisce che tutti i professionisti debbano dotarsi di POS, né che tutti i pagamenti dovranno essere effettuati col POS a partire dalla data indicata. Per il Consiglio nazionale forense, insomma, la disposizione indicare solo che il professionista è tenuto ad accettare tale forma di pagamento. La volontà delle parti del contratto d’opera professionale resta il riferimento principale per la individuazione delle forme di pagamento.

 

Dice la Circolare: “La disposizione in parola introduce un onere, piuttosto che un obbligo giuridico, ed il suo campo di applicazione è necessariamente limitato ai casi nei quali saranno i clienti a richiedere all’avvocato di potersi liberare dall’obbligazione pecuniaria a proprio carico per il tramite di carta di debito. Ipotesi che, considerate le prassi in uso nei fori, per molti colleghi potrebbe anche non verificarsi mai. In ogni caso, qualora il cliente dovesse effettivamente richiedere di effettuare il pagamento tramite carta di debito, e l’avvocato (o il professionista tecnico, n.d.r.) ne fosse sprovvisto, si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore, che, come noto, non libera il debitore dall’obbligazione. Nessuna sanzione è infatti prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di debito”.

 

Ma la guerra continua. Gli Architetti non si fermano. Il CnaPPC ha richiesto un parere legale per capire se sussistono le condizioni giuridiche per ritenere obbligatorio per i professionisti accettare pagamenti effettuati con carte di debito a partire dal 30 giugno 2014.
Per protesta contro una norma iniqua, il Consiglio Nazionale dichiara di voler proseguire le azioni legali già intraprese, sia con il ricorso al TAR, alla Corte Costituzionale e con tutti gli altri mezzi previsti dall’ordinamento.

 

Leggi la Circolare degli Architetti inviata ai Consigli degli Ordini APPC provinciali e il Parere Legale.

 

 

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