Pompei, o si sbriciola o diventa un nuovo MOSE

Ieri Pompei è rimasta chiusa ai turisti per una assemblea sindacale dalle 8,30 alle 11. Mille visitatori, arrivati da diverse parti d’Italia e del mondo, sono rimasti bloccati, per non dire fregati. E da lunedì 23 al 26 giugno tutti gli scavi del Vesuvio resteranno chiusi ogni mattina, dalle sette a mezzogiorno inoltrato.
Per il restauro di Pompei, nel 2012, l’Unione europea ha stanziato 105 milioni di euro, da spendere entro il 2015. Se non verranno spesi, dovranno essere restituiti. Si ricorrerà forse agli appalti in deroga, per un nuovo Mose a Venezia.

 

Ecco, il discorso Pompei a questo punto si muove su un binario complesso. Da una parte i lavoratori che fanno sciopero e a causa dello sciopero 1000 visitatori devono tornare a casa dopo un viaggio, o per lo meno una gitarella, o una mezza giornata di ferie (comunque sia: tempo), a vuoto, regalato a chi non si sa, sprecato, con i genitori che impazziscono dietro ai figli che strillano come pazzi perché hanno sete, perché avevano sete, perché gli scappa la pipì e perché hanno fame. Non tutti possono essere al corrente della chiusura degli scavi, perché spesso non si ha la possibilità di consultare, per esempio, il web e i social network, come il Facebook di tripAdvisor che informa i fan. Ma non tutti, appunto, possono o sanno farlo. I turisti, però, dovrebbero anche calmarsi e comprendere che se i lavoratori scioperano un motivo ci sarà
Dall’altra parte ci le motivazioni dei lavoratori: la protesta è motivata dall’eccessivo carico di lavoro, dai problemi di vigilanza interna, dall’abolizione della chiusura settimanale, dall’anticipo di 30 minuti dell’apertura giornaliera e dai mancati incentivi. I lavoratori dovrebbero però capire che in questo momento l’Italia è tutta messa così, in molti lavoriamo in situazioni di emergenza da mesi, anni.

 

I lavoratori non hanno ragione, i turisti non hanno ragione. Come si fa? I Beni Culturali soffrono tantissimo dal punto di vista economico, non c’è dubbio. Ma non si sta facendo NIENTE per risolvere la situazione, per risolvere i problemi dei lavoratori in sciopero e anche quelli, di conseguenza, dei turisti. Non si sta facendo niente nonostante il boom musei per Pasqua e il tentativo Art Bonus di Franceschini… Anche il Governo non ha ragione. Sono in 3 a non aver ragione, ma il Governo (l’Istituzione) ne ha meno di tutti perchè ha lasciato che Pompei si liquifacesse negli anni. Chi è ADESSO al Governo ha il dovere di rimediare, tanto più che si spaccia per un amatore delle riforme, del cambiamento e della cultura. HOP HOP HOP allora.

 

Poi, i lavori vanno fatti, se non vogliamo che Pompei si sbricioli. Scioperi e lavori di restauro ineseguiti, pur essendoci i soldi, porteranno alla chiusura definitiva di Pompei, altro che uno sciopero di 3 mattinate. Se si procede con gli appalti in deroga, si dà il via ai ladrocini all’italiana, oggi più che mai alla moda nel nostro Paese. Dopodichè i turisti non partiranno neanche più per vedere gli scavi ma andranno, non so, in un altro paese, perché l’Italia butta nel cesso i soldi dell’UE.

 

di Enrico Patti

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