Piano casa: non è ancora fatta

Il Governo non ha raggiunto l’intesa con le Regioni sul piano casa-bis, il decreto legge contenente le misure urgenti per le ristrutturazioni edilizie. Quindi, il provvedimento non sarà sottoposto al vaglio del Consiglio dei Ministri. Lo hanno annunciato il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, e il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine di un incontro tecnico-politico al ministero degli Affari regionali a cui hanno partecipato anche le Province e i Comuni.
Ha detto Fitto: “Il testo sarà portato in Consiglio dei Ministri quando ci sarà un accordo fra tutti i soggetti. Il governo non intende imporre alcuna accelerazione e non sarà qualche giorno in più a compromettere la validità del progetto”.
Berlusconi ha però dichiarato che spera in un adeguamento delle Regioni entro luglio: “Per l’applicazione del Piano Casa serve una legge regionale” ha detto. “Le regioni amministrate dal centrodestra hanno già provveduto e le altre dovranno adeguarsi. Noi speriamo che entro luglio si possa provvedere a rispondere alle richieste dei proprietari che vogliono fare gli adeguamenti”.

 

È evidente che quello delle Regioni di centrodestra è un adeguamento politico, pur riguardando un tema che di politico non dovrebbe avere niente: la ristrutturazione delle case. È sin troppo ovvio che le leggi per questo genere di operazioni devono essere buone e uguali per tutti perché una casa è una casa, e non è né di destra né di sinistra, né di centro. Le Regioni devono allinearsi nel momento in cui credono di aver trovato un buon accordo con il Governo e non perché fanno parte della fazione politica del Governo stesso.
Sono cose scontate ma, evidentemente, non per tutti. All’interno della compagine governativa, lo è per il solo Fitto, la cui opinione è comunque contraria a quella del Presidente del Consiglio. Cosa significa che le Regioni devono adeguarsi entro luglio? Che, anche se il Governo propone norme deboli e inutili, le Regioni devono accettarle? Non è la strada giusta per costruire e ristrutturare case sicure. Non devono essere i proprietari “che vogliono fare gli adeguamenti” a dettare legge e scadenze. Sono le Regioni, le Province e la squadra di Governo, costituita di persone consapevoli e preparate, che devono creare leggi adeguate. Il Presidente non deve, infine, farci credere che il provvedimento andrà incontro a chi vuole ristrutturare quando il parere contrario di molte Regione è sinonimo di proposte non adeguate. Il Piano Casa non va firmato solo per fare vedere che è cosa fatta. Si tratta di tetti sopra la testa delle persone, non di canzonette.

Giacomo Sacchetti

 

 

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