Piano casa: la parola ai professionisti

Mentre va avanti il negoziato tra il Governo e le Regioni, sul Piano Casa proseguono i commenti da parte dei professionisti. In particolare l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura esprime preoccupazione per le nuove in materia edilizia residenziale.
“L’incremento generalizzato delle volumetrie esistenti, come di recente proposto, risulta altamente rischioso per il patrimonio edilizio nazionale – dichiarano i “bioarchitetti”. Alla luce dell’attuale crisi, nonostante la palese necessità di una revisione generale delle procedure edilizie nella direzione della trasparenza e della semplificazione, al solo scopo di incentivare il mercato, si ritiene che la risposta idonea non possa passare per la deregolamentazione generalizzata”.

 

“Si ricorda che l’azione di governo presuppone autorevolezza e un buon rapporto con i cittadini, aspetti legati anche alla coerenza normativa – aggiungono. Tale coerenza decade qualora con lo strumento di misure improvvisate si legittimi l’assenza di controllo dell’attività edilizia, con regole che creano deroghe alle regole”.
L’Istituto di bioarchitettura sottolinea come la normativa locale, anche per ciò che concerne l’urbanistica, sia frutto di una elaborazione continuativa negli anni e di concertazione con gli attori e gli usufruitori, che in questo caso si troverebbero di fatto improvvisamente “una tantum” esautorati.  E mette in risalto come tale prospettiva delinei certamente un ulteriore peggioramento della qualità morfologica dell’edificato sul territorio italiano, causato da ampliamenti e superfetazioni dettati dalle occasioni d’intervento e slegati da ogni logica di coordinamento.
“Pericoloso il risultato che tale decisione potrebbe avere sulle campagne, con il consolidamento di fatto di capanni e depositi per attrezzi e la loro ennesima conversione in unità abitative, secondo il copione dei tanti precedenti condoni – prosegue il commento. Ancor più tragica la possibilità di intervenire in parchi e aree di tutela culturale e ambientale. Si segnala pertanto come tali iniziative poco abbiano a che vedere con l’emergenza abitativa, in quanto il beneficio per le famiglie con difficoltà economiche sarà limitato”.

 

Sebbene da tempo l’Istituto auspichi un’applicazione diffusa dei migliori criteri di bioarchitettura e di efficienza energetica, si critica che tali caratteri siano sfruttati come strumento per ampliamenti secondo criteri incoerenti. Il rischio che si realizzi l’ennesimo greenwashing di interventi degradanti per l’ambiente costruito e la natura è reale. A maggior ragione qualora la norma sia deficitaria delle necessarie definizioni in tema di bioedilizia.

 

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