Per una materialità trasparente

Il concetto di materialità trasparente compare nella storia dell’architettura a partire dalla seconda metà dell’ottocento, quando l’utilizzo di superfici vetrate nelle costruzioni diventò un elemento ricorrente (il Crystal Palace di John Paxton è del 1851).
La trasparenza, in ambito artistico, è un concetto che è sempre andato oltre il semplice utilizzo di un materiale preciso che la materializza. L’immagine-cristallo, sviluppatasi idealmente con Manet, ha trovato la sua metafora proprio nel vetro, cioè in una particolare idea di trasparenza: il vetro è allo stesso rigido e fluido. Basti pensare ai padiglioni in vetro di Bruno Taut e di Mies Van Der Rohe. Questa concezione dell’immagine la si ritrova nell’analisi che Gilles Deleuze fa, ne L’image-temps, de La dama di Shangai di Orson Wells e dei film di Max Ophüls. L’immagine-cristallo è una “coabitazione di dimensioni temporali, presenti e passate” (1). L’immagine cristallo è un “operatore riflessivo e apre quindi verso una visione caleidoscopica e anamorfica. Ciò vuol dire che, in tutti i casi, il vetro ha un effetto al contempo virtuale, riflettente e specchiante”. Lo specchio è metafora per il virtuale, il cui concetto è stato collegato da Marcel Duchamp alla sua “qualità specchiante” (in francese miroirique): l’immagine cristallo, ancora una volta, non è il tempo, ma mostra il tempo.
Con trasparenza s’intende indeterminatezza e complessità: nel trasparente confluiscono elementi legati al movimento, alla densità, alla sensibilità e alla deformabilità, elementi che oggi si ritrovano nelle rappresentazioni realizzate attraverso le tecniche digitali. E i linguaggi espressivi, compresa la progettazione, sono attualmente molto influenzati proprio dalle tecnologie digitali: il modo di progettare risulta modificato, così come sono modificati gli esiti del processo di progettazione. I concetti con i quali si attribuiscono significati materiali alle idee sono anch’essi profondamente diversi dal passato, perché diverso è il mezzo utilizzato per comunicare tali significati e tali idee.
Oggi trasparenza è ancora metafora d’immaterialità, leggerezza e profondità dello spazio. Ma non solo: trasparenza significa anche efficienza energetica. Basti pensare alla larga diffusione delle facciate ventilate in vetro e alle numerose aziende (anche italiane) che le realizzano.
L’attualizzazione del concetto della trasparenza e la sua applicazione alla progettazione va oltre il passato; e va incontro al problema ambientale.

 

Giacomo Sacchetti

 

Note
(1) L’impermanente trasparenza del tempo. Conversazione con Christine Buci-Glucksmann di Enrico Pitozzi, www.undo.it

 

Fonti:
www.archandweb.com
www.undo.net

 

Nell’immagine: Dan Graham, padiglione Half Square/Half Crazy, sagrato della Casa del Fascio di Como, 2004 (Fonte)

 

Ulteriori approfondimenti sul tema sono contenuti nella e-zine n. 13 dal titolo “TRASPARENZA”, scaricabile gratuitamente dal sito

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico