Paesaggio, architettura, città: tre mostre fotografiche al Festival F4

Il Festival F4 presenta la mostra dedicata a Freed, grande fotografo americano dell’agenzia Magnum, ma anche il reportage dal Vietnam di Gianpaolo Arena e i ritratti di inizio Novecento del Fondo Munari dall’archivio storico provinciale trevigiano.

 

La terza edizione di F4 / un’idea di fotografia, festival promosso da Fondazione Francesco Fabbri, ha la sua seconda tappa con le esposizioni di Villa Brandolini a Pieve di Soligo in provincia di Treviso. Un percorso composto da tre mostre che presenta l’opera di Leonard Freed, uno dei membri della celebre agenzia Magnum, il fotografo emergente Gianpaolo Arena con il suo reportage sul Vietnam e una rassegna dedicata al Fondo Munari realizzato in collaborazione con il F.A.S.T.

 

La prima esposizione, Leonard Freed. Io amo l’Italia, a cura di Enrica Viganò, presenta cento immagini scattate in diverse località della Penisola, dalla metà del Novecento agli inizi del nuovo secolo. Una sorta di diario degli oltre quarantacinque soggiorni compiuti dal fotografo in Italia, terra con la quale intrattenne un rapporto che lui stesso definì “una storia d’amore”.
Il percorso espositivo, attraverso immagini analogiche rigorosamente in bianco e nero, consentirà di cogliere il lato più profondo di Freed, capace di ritrarre la nostra società senza usare stereotipi, con scenari che descrivono uno spaccato umano nel quale sono evidenti le influenze maturate grazie agli incontri che il fotoreportage ha reso possibili.
Quando fra il 1952 e il 1958, mosso dall’interesse per l’arte, compie i suoi primi viaggi in Europa, Freed scopre la passione per la fotografia – che inizialmente costituisce solo un espediente per procurarsi da vivere – e viene conquistato dall’Italia. Un Paese, quest’ultimo, con il quale l’artista entra in contatto dapprima nella Little Italy di New York e che diventa presto un luogo anche figurato di ricerca interiore e, contemporaneamente, un campo di osservazione in cui “il passato è sempre presente non solo nei luoghi ma nella vita quotidiana delle gente”. Molto più che per l’arte, l’architettura o il paesaggio, l’amore di Freed è per gli italiani.
La ricerca di Leonard Freed, sensibile all’antropologia culturale e all’indagine etnografica, scaturisce dalla necessità di ritrovare il senso delle proprie origini attraverso lo studio di comunità cosiddette tradizionali. Come sostenne lo stesso artista: “Sono come uno studente curioso, che vuole imparare. Per poter fotografare devi prima avere un’opinione, devi prendere una decisione. Poi quando stai fotografando, sei immerso nell’esperienza, diventi parte di ciò che stai fotografando. Devi immedesimarti nella psicologia di chi stai per fotografare, pensare ciò che lui pensa, essere sempre molto amichevole e neutrale”. E ancora: “Voglio una fotografia che si possa estrapolare dal contesto e appendere in parete per essere letta come un poema”.

 

A seguire, la mostra personale del fotografo Gianpaolo Arena intitolata My Vietnam, a cura di Carlo Sala. Un percorso di oltre quaranta scatti che propone in anteprima il reportage realizzato in Vietnam nel 2013. Già dal titolo si percepisce come l’autore abbia compiuto un viaggio dai forti connotati personali, dando una interpretazione inedita del paese che va oltre gli stereotipi. Appaiono le grandi città e gli scenari naturali in una serie di fotografie che alternano visioni paesistiche a ritratti, ma anche frammenti di realtà all’apparenza secondari che sono pregni di significati. Il fruitore si trova di fronte alle caotiche e rumorose Ho Chi Minh e Hanoi, le bianche spiagge di Nha Trang, gli altipiani delle regioni centrali, l’aristocratica cittadella imperiale di Hué, la cittadina fluviale di Hoi An, i paesaggi mistici circondati da verdi risaie di Tam Coc, il maestoso delta del Mekong. Emerge una società sospesa tra passato e presente, tra tradizione e desiderio di rinnovamento, tra tensione e rivelazione. Frammenti di realtà all’apparenza marginali sono indizi rivelatori del cambiamento in atto.

 

Il FAST (Foto archivio storico trevigiano) è un patrimonio inestimabile di foto d’autore e vernacolari con fondi ancora da scoprire. Attraverso le sue raccolte viene creato un affascinante percorso che espone una serie di ritratti realizzati a inizio Novecento dallo Studio Munari di Pieve di Soligo. Volti ritrovati. Ritratti dal fondo Munari propone scatti in bianco e nero, tra contesti storici e abiti desueti. Un percorso che fa emerge l’intensità dei volti di uomini e donne di una società carica di valori, oramai scomparsa. Un viaggio alla scoperta delle proprie radici, tra immagini nuovamente svelate che raccontano l’identità dei territori.


Scarica il flyer dell’evento


SCHEDA EVENTO
F4 / un’idea di Fotografia


Leonard Freed. Io amo l’Italia
a cura di Enrica Viganò


Gianpaolo Arena. My Vietnam
a cura di Carlo Sala


Volti ritrovati. Ritratti dal fondo Munari
a cura di Carlo Sala


Luogo
Villa Brandolini,
Piazza Libertà, 7
Pieve di Soligo, Treviso


Inaugurazione
domenica 23 giugno | ore 11.15


Periodo mostra
23 giugno – 11 agosto 2013


Orari
gio-sab | 16.00-20.00
dom | 10.00-13.00 e 16.00-20.00
chiuso il 28/29/30 giugno


Evento promosso da
Fondazione Francesco Fabbri e Comune di Pieve di Soligo


Con il patrocinio di
FIAF, Landscape Stories, TRA e Enzimi, con il supporto di Associazione Amici Fondazione Fabbri, Admira e FAST
Rassegna inserita in RetEventi Cultura Veneto realizzata da Provincia di Treviso e Regione del Veneto. Con il sostegno di Promotreviso.
Catalogo Admira


Per informazioni e prenotazioni
E-mail: info@fondazionefrancescofabbri.it
www.fondazionefrancescofabbri.it

 

Nell’immagine, Gianpaolo Arena, uno degli scatti di My Vietnam. © Gianpaolo Arena

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