Padiglione Spagnolo per l’Expo di Saragozza 2008 al Premio Architettura Sostenibile

Il progetto del padiglione espositivo Spagnolo realizzato in occasione dell’Expo di Saragozza, progettato nel rispetto di requisiti quali il contenimento dell’energia e del carico termico, ha ricevuto la menzione speciale alla sesta edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile 2009 durante la premiazione avvenuta lo scorso 27 maggio a Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

Il concorso di progettazione per i padiglioni dell’Expo di Saragozza badito nel 2005 poneva rigide condizioni relative al contenuto energetico dei materiali costituenti. Questa quantificazione dell’energia come aspetto generatore del progetto, implicava la scelta di materiali riciclati e riciclabili (legno, ceramica, sughero, vetro, ecc.) e che consentissero un montaggio essenzialmente a secco.
Il progetto di Francisco José Mangado, vincitore per il Padiglione Spagnolo, si basa su una serie di accorgimenti per ridurre l’elevato carico termico previsto nei mesi di apertura dell’Expo di Saragozza, quali: una copertura di grandi dimensioni per garantire ombra al Padiglione e all’area esterna circostante; una lamina d’acqua perimetrale che consente una sensibile riduzione dell’oscillazione termica intorno al Padiglione; l’aumento della densità dei pilastri nella facciata ovest , una sorta di foresta “artificiale” per evitare l’indesiderata radiazione solare diretta, particolarmente nel periodo estivo; finestre motorizzate nelle facciate opposte per consentire la ventilazione notturna, in modo che il Padiglione possa rilasciare più calore interno durante la notte e, portanto, sia necessaria una quantità inferiore di energia per raffreddarlo durante le successive ore del giorno.

 

La maggiore parte degli impianti sono raggruppati in copertura, facilitando in modo considerevole la gestione e la manutenzione degli stessi. Inoltre i macchinari sono protetti dall’eccessivo soleggiamento per mezzo di una struttura metallica di supporto dei pannelli fotovoltaici.
La produzione ed estrazione del calore non avviene direttamente nel Padiglione, ma per mezzo di una centrale termica comune a tutta l’Expo, che cede energia attraverso scambiatori di calore ubicati nella pianta seminterrata. D’altro canto, le unità per il trattamento dell’aria sono dotate di recuperatori di calore entalpico e predisposte per l’utilizzo del free-cooling in presenza di condizioni favorevoli. A questo risparmio attivo si aggiunge il sistema di controllo centralizzato che, oltre gestire i differenti impianti, permette di monitorare l’energia consumata dall’edificio in tempo reale.

 

Per quanto riguarda la gestione dell’acqua, la pioggia viene raccolta mediante i pluviali situati nella parte interna di alcuni dei pilastri, e condotta sino ai depositi che somministrano acqua alle piscine del Padiglione. L’acqua piovana accumulata può inoltre alimentare il funzionamento dei “supporti generatori di microclima”.
La soluzione adottata in questi supporti trova esplicazione nella refrigerazione evaporativa, fenomeno utilizzato da secoli in climi come quello mediterraneo caratterizzato da estati secche, che permette di ridurre la temperatura ambiente; nel caso specifico è prodotto forzando il movimento dell’aria con acqua all’interno di alcuni pilastri ubicati nelle zone di accesso del visitante.

 

Altre immagini del progetto

 

Secondo il parere della giuria del Premio Internazionale Architettura Sostenibile, presieduta da Thomas Herzog, “il Padiglione costituisce un originale contributo alla tipologia dedicata a funzioni espositive. I requisiti di base posti dal concorso hanno portato alla definizione di strategie progettuali e alla configurazione di uno spazio funzionale interno concepito come nucleo protetto dall’irraggiamento solare estivo attraverso diversificati elementi costruttivi. La proposta si segnala per l’uso innovativo degli elementi ceramici estrusi in modo raffinato e combinato all’acciaio e al legno, nel quadro di un efficace sistema di prefabbricazione leggera, che ha garantito elevate prestazioni in termini di rapidità costruttiva e qualità d’esecuzione”.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Progetto
Padiglione Spagnolo per l’Expo  2008

Localizzazione  
Saragozza, Spagna

Progettista
Francisco José Mangado

Fase di progettazione 
2005-2006

Fase di realizzazione
novembre 2006 – giugno 2008

Committente
SEEI (State Society for International Exhibitions)

Superficie totale 
8.000 m2

 

Nell’immagine, veduta esterna del Padiglione Spagnolo per Expo 2008 a Saragozza, dell’architetto Francisco José Mangado

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