Ordine Architetti Barletta Andria Trani, l’intervista al Presidente Giuseppe D’Angelo

Costituito da un anno (1), l’Ordine degli Architetti della nuova provincia di Barletta Andria Trani si è posto l’obiettivo di rappresentare un importante punto di riferimento per i professionisti del territorio: luogo di confronto, di arricchimento professionale e di aggiornamento continuo. “Un punto di incontro tra giovani architetti e professionisti di lungo corso, dove si metta al primo posto l’Architettura”, dice Giuseppe D’Angelo, presidente dell’Ordine che ha accettato di incontrarci e di parlare dei temi più scottanti del momento, che chiamano il professionista tecnico a confrontarsi con sfide difficili ma stimolanti.

 

a cura di Mauro Ferrarini

 

Architetti.com. La prima sfida per gli ordini sarà la riforma delle professioni. La scadenza è ad agosto 2012. Basterà?
Giuseppe D’Angelo.
Il termine è perentorio e sarà rispettato. Finalmente è arrivato il momento di riscrivere le norme che regolano le professioni, e proprio in questi giorni si stanno gettando le basi per la riforma della nostra categoria. Ma, prima ancora di ridefinire il ruolo dell’architetto, l’obiettivo principale a cui puntiamo è quello di tutelare il cittadino, cioè colui che usufruisce del lavoro di noi architetti.
Si tratta di un’occasione per superare e spazzare via i pregiudizi, che ancora sopravvivono, sulla professione di architetto e per riaffermare il ruolo dell’architetto e del suo bagaglio di competenze a garanzia della qualità del paesaggio, non solo extra urbano ma anche delle nostre città.

 

Architetti.com. I temi da affrontare sono parecchi: società tra professionisti, tariffe, Europa …
GDA. Le tariffe furono eliminate nel 2006 dall’allora ministro Bersani. Se ne è avuta una rilettura nella Manovra bis dello scorso settembre (2) e poi sono di nuovo sparite con la recente Legge di Stabilità. Piaccia o meno, da oggi in poi è questa la realtà con cui ci dovremo confrontare sul mercato. Piuttosto, mi auguro che il totale superamento di qualsiasi riferimento ai minimi tariffari inneschi un sistema di leale concorrenza e non, come purtroppo già accaduto negli anni passati, una corsa dissennata a ribassi scandalosi. Se poi il legislatore vuole porre l’Europa come modello a cui si debbono orientare le professioni tecniche, senza andare troppo distanti da casa nostra è sufficiente registrare che in Germania le tariffe minime per le prestazioni professionali intellettuali ci sono!

 

Architetti.com. E riguardo le società tra professionisti?
GDA. Non posso che plaudere allo sviluppo di società tra professionisti in cui la multidisciplinarietà diventi occasione di confronto e di arricchimento per tutti i soggetti coinvolti. Piuttosto mi preoccupa un altro aspetto di questa questione.

 

Architetti.com. E sarebbe?
GDA.
Contrariamente alla prima stesura della legge, nel testo vigente è stata inserita l’opzione di partecipazione alle società tra professionisti anche di capitali esterni. Il mio auspicio è che questo non costringa l’architetto, e più in generale il professionista, a essere schiacciato da imposizioni di mera natura economica. È importante in questo senso vigilare affinché sia salvaguardato il ruolo dell’architetto quale “Realizzatore di Idee” e non diventi succube di qualche amministratore delegato o di motivazioni esclusivamente economiche.

 

Architetti.com. Altro tema caldo è quello previdenziale. L’associazione GiArch ha lanciato l’allarme per un tentativo, neppure troppo nascosto, da parte degli ultimi Governi di appropriarsi delle casse previdenziali dei professionisti (in attivo) per risanare i buchi presenti nelle casse statali (3). Ritiene la cosa possibile?
GDA.
Spero proprio di no! Aldilà dell’auspicio personale, devo dire che non ho avvertito questo tentativo e, per quanto riguarda il Governo Monti, è decisamente troppo presto per pronunciarsi in merito. Indubbiamente la congiuntura economica che stiamo attraversando è critica e oggi più che mai deve essere chiaro quali sacrifici in termini economici siano chiesti agli iscritti di Inarcassa. Non escludo che in futuro ci possa essere richiesto un ulteriore sforzo in termini di versamenti, ma mi auguro che non si arrivi mai a toccare il sacrificio contributivo che ognuno di noi sta costruendo per il futuro e, invece, spero si riconosca a tutti i livelli (politico, dei mass media, della pubblica opinione) l’apporto alla crescita del PIL dei 150.000 architetti italiani e dell’indotto a loro collegato.

 

Architetti.com. Se dovesse definire tre priorità che gli Ordini dovrebbero darsi per aiutare gli architetti nell’esercizio della loro professione, quali sarebbero?
GDA. In realtà, l’Ordine che presiedo si è già dato, al momento della sua costituzione nel febbraio 2011, tre priorità che si sintetizzano in ‘Promuovere’, ‘Veicolare’ e ‘Tutelare’.

 

Architetti.com. Ce le può esplicitare?
GDA.
Con ‘Promuovere’ intendiamo sviluppare l’aggiornamento professionale che oggi è materia obbligatoria per gli Ordini. Vogliamo che l’Ordine diventi un luogo in cui cresca e si diffonda la conoscenza e l’informazione, attraverso gli strumenti dei workshop, dei seminari, dei convegni e perfino dei viaggi culturali. Un luogo in cui si torni finalmente a parlare soprattutto di Architettura.
La nostra seconda priorità è riassumibile con il termine ‘Veicolare’. È nostra intenzione fare in modo che tra l’Ordine e i singoli iscritti ci sia un’interfaccia di comunicazione efficiente ed attiva. La cerniera che abbiamo individuato è quella della figura del fiduciario, il quale si fa carico di rappresentare il trait d’union tra il Consiglio direttivo e il singolo iscritto, che potrà avere risposta alle proprie istanze. Veicolare, secondo il nostro approccio, significa anche rendere l’Ordine la figura di riferimento, autorevole, in grado di comunicare con le pubbliche amministrazioni, esplicitando ad esse le istanze della nostra categoria.

 

Architetti.com. Il terzo punto è ‘Tutelare’, che significa?
GDA.
Significa sostenere i giovani colleghi, che si affacciano alla libera professione. In questo ambito, il nostro Ordine vuole fornire il terreno di incontro e confronto tra gli architetti appena iscritti all’albo e i veterani, i colleghi più esperti. In sostanza il nostro obiettivo è di offrire un luogo di scambio di esperienze per l’arricchimento personale e professionale sia dei giovani che dei vecchi iscritti. E la tutela e il sostegno del nostro Ordine vuole estendersi anche alle donne e al loro modo di vivere la professione e il ruolo dell’architetto.

 

Architetti.com. Ha parlato di giovani e il pensiero va alle Università. Secondo lei ci sono margini per una collaborazione tra Ordini e Università per meglio preparare i futuri architetti alle richieste del mercato?
GDA.
Oggi più che mai occorre che si sviluppino sinergie tra Ordini e Università. L’elemento di unione tra i due mondi, quello accademico e quello professionale deve essere proprio la formazione. Da parte nostra, per esempio, siamo aperti a ospitare nei nostri momenti di incontro rappresentanti del mondo universitario e ci auguriamo che questi scambi di conoscenze possano essere reciproci. In questo modo sempre più l’Università potrà tarare i propri corsi in maniera coerente con le richieste del mercato e preparare giovani laureati pronti ad affrontare il mondo del lavoro.

 

Architetti.com. Come giudica il progetto di legge sulla Qualità in Architettura?
GDA.
Il mio personale giudizio su quest’iniziativa è totalmente positivo. Del resto, ero presente a giugno insieme ai 105 presidenti degli Ordini provinciali di tutt’Italia quando venne firmata questa proposta, che mira, nell’ambito dei lavori pubblici, a innescare finalmente una leale concorrenza tra i professionisti basata sulla meritocrazia. Grazie a questa proposta, la figura dell’architetto non potrà che arricchirsi e dotarsi di ulteriore dignità professionale. Questa legge, quando approvata, contribuirà a rendere il mercato della progettazione più aperto e trasparente, eliminando le barriere all’ingresso che gravano sui giovani architetti (curriculum e fatturato minimo, n.d.r.) e soprattutto limitando il ricorso allo strumento dell’incarico fiduciario a favore del più democratico concorso.

 

Architetti.com. E funzionerà?
GDA.
In Francia questo modo di intendere l’architettura ha dato dei risultati assai positivi, innescando una vera e propria ‘rivoluzione culturale’, e ha permesso di fare crescere giovani architetti. Non vedo perché non dovrebbe funzionare anche nel nostro Paese.

 

Architetti.com. Dal suo punto di vista privilegiato di presidente dell’Ordine, ci può descrivere qual è la situazione attuale per gli architetti nel Mezzogiorno? Come è la situazione del mercato?
GDA.
Nel nostro territorio risentiamo in maniera forse ancora più pesante che nel resto del Paese dell’attuale congiuntura economica. La crisi sta colpendo sia i grandi studi di progettazione sia quelli più piccoli, ma nonostante tutto rimango fiducioso per il futuro.

 

Architetti.com. Da cosa le deriva questo ottimismo?
GDA.
Da quando ho intrapreso la mia attività alla guida dell’Ordine di Barletta-Andria-Trani ho registrato tra i colleghi una sorprendente vivacità professionale. C’è ancora entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. Da questa difficile situazione penso si possa, tutto sommato, ricavare anche un’opportunità per rilanciare la nostra professione. Come ho già avuto modo di accennare nel corso dell’intervista, nel nostro Paese sta crescendo la consapevolezza dell’importanza del buon costruire e della tutela del paesaggio, istanze che l’architetto ha nel proprio DNA professionale. E, cosa ancora più importante, ritengo che se la professione viene svolta con competenza, serietà e dignità, i risultati sul medio e lungo periodo non potranno che confortarci.

 

Architetti.com. Cosa consiglia a un giovane architetto che si laurea oggi? E a un giovane che inizia il suo percorso di studi?
GDA.
A entrambi direi prima di tutto di non lasciarsi scoraggiare dalla situazione attuale: le crisi ci sono sempre state e ci saranno anche in futuro, e anche questa passerà. Si tornerà a parlare di qualità urbana e di buona Architettura, ci saranno occasioni per coloro che amano questo meraviglioso mestiere di raccogliere soddisfazioni professionali importanti. A un giovane che si iscrive oggi suggerirei di scegliere con cura il percorso che vorrà intraprendere senza condizionamenti, mentre a un giovane collega non posso che ribadire l’importanza di maturare quante più esperienze possibili, di mantenere sempre alta la propria dignità professionale e di non trascurare la ricchezza che arriva dal confronto con i colleghi più esperti.

 

Note
1. L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Barletta-Andria-Trani è nato il 23 febbraio 2011, staccandosi da quello della provincia di Bari.
2. Legge 14 settembre 2011 n. 148, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.
3. Al proposito si rimanda all’articolo di MAZZOLA E., Stato VS Casse di previdenza. La stringente strategia di ‘avvicinamento’ da parte del Governo in “Architetti” n. 10/2011, pag. 11, Rimini, Maggioli Editore. 

 

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