OMA, conservazione in architettura e urbanistica: la mostra Cronocaos

Cronocaos, la mostra di OMA incentrata sul tema sempre più urgente della conservazione in architettura e urbanistica, ha inaugurato lo scorso 5 maggio al New Museum di New York. Presentata per la prima volta nel 2010 alla Biennale di Architettura di Venezia, Cronocaos analizza il crescente “impero” che ruota attorno alla conservazione e le sue conseguenze sul nostro modo di costruire, demolire, ricordare.

 

Attualmente, circa il 12% del pianeta ricade sotto i diversi regimi di conservazione naturale e culturale.  “Attraverso il nostro rispetto nei confronti del passato, il patrimonio sta diventando sempre più la metafora dominante della nostra vita: una situazione che noi chiamiamo Cronocaos”, dice Rem Koolhaas, fondatore di OMA. “Stiamo cercando di trovare una forma al futuro della nostra memoria”.

 

Cronocaos, arricchita di nuovo materiale espositivo in questa edizione di New York, comprende oggetti storici e materiale inedito appartenente all’archivio OMA, un’analisi della rapida crescita delle città e dei territori naturali e una cronologia dei progetti di OMA che hanno affrontato il tema della conservazione e della tutela negli oltre 35 anni di lavoro, compresi la proposta di ampliamento del Whitney Museum di New York e il masterplan per l’Hermitage Museum di San Pietroburgo. Ogni progetto nella timeline di OMA è in forma di cartolina che i visitatori della mostra possono staccare dal muro e portare a casa.

 

La mostra si svolge nel nuovo spazio del New Museum di New York, un ex negozio di forniture per ristoranti accanto all’edificio principale del museo. Riflettendo le tematiche affrontate dalla mostra, una parte dello spazio è stato conservato così com’era quando ospitava il negozio, dall’altro è stato rinnovato e trasformato in un tipico spazio museale a forma di cubo bianco.
La mostra rientra nell’ambito del Festival of Ideas for the New City, che si è tenuta a Manhattan dal 4 all’8 maggio, e sarà visitabile fino al prossimo 5 giugno.

 

OMA è uno studio di architettura, urbanistica e analisi culturali leader a livello internazionale. I suoi edifici e masterplan in tutto il mondo insistono sul concetto di forme intelligenti inventando nuove possibilità per i contenuti e per il loro utilizzo nella vita di tutti i giorni. Attraverso AMO, il suo centro di ricerca e design, OMA lavora in campi che vanno al di là dell’architettura e che oggi hanno una grande influenza sull’architettura stessa: media, politica, energie rinnovabili, tecnologie, editoria, tendenze, ecc. La filosofia di OMA è quella di immergere l’architettura nel flusso del resto del mondo e, da questo, esprimere un giudizio su come il mondo dovrebbe essere. Lo studio OMA è diretto da sette partner, Rem Koolhaas, Ellen van Loon, Reinier de Graaf, Shohei Shigematsu, Iyad Alsaka, David Gianotten e il Managing Partner, Victor van der Chijs, e lavora a livello internazionale con studi a Rotterdam, New York, Pechino e Hong Kong.
La sede di OMA a New York, guidato dal partner Shohei Shigematsu, sta attualmente supervisionando il progetto vincitore per il Musée national des beaux-arts a Québec in Canada e la costruzione del Milstein Hall, un ampliamento del College of Architecture, Art and Planning alla Cornell University il cui completamento è previsto per la fine di quest’anno.

 

 

a cura di Federica Maietti 

 

 

Nell’immagine, ampliamento del parlamento olandese, Den Haag, Paesi Bassi, 1978. Credit: Madelon Vriesendorp. © OMA 

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