Olimpiadi Architettura sostenibile: RhOME for denCity, intervista a Marco Dall’Ombra

Ci eravamo lasciati che l’Italia aveva vinto il Solar Decathlon, le Olimpiadi dell’architettura sostenibile dedicate alle Unversità di 20 paesi. Lo scopo era riuscire a pensare a una casa che producesse più energia di quanto ne consuma, difendersi in modo passivo dalle temperature calde e fredde e controllare la qualità dell’aria. Ha vinto l’Italia, con RhOME for denCity, il progetto italiano del team di Architettura di Roma Tre coordinato da Chiara Tonelli.
Al progetto hanno contribuito molte aziende. La pompa di calore elettrica è stata fornita da Daikin. Ho scambiato alcune battute sul progetto, e sul prodotto, con Marco Dall’Ombra, direttore Marketing di Daikin Air Conditioning Italy. Eccole.


1.Vivere nel futuro prossimo. Questo lo scopo di RhOME for denCity, progetto italiano vincitore delle Olimpiadi dell’Architettura. Quali sono le caratteristiche del progetto che la rendono la casa del futuro?
Densità, convenienza, trasportabilità e sobrietà: queste sono le caratteristiche che descrivono RhOME.
Partendo dalla produzione energetica, che viene garantita da pannelli solari fotovoltaici flessibili integrati negli schermi ombreggianti delle logge, per passare alle prestazioni energetiche, che permettono una produzione superiore ai bisogni della casa, rendendola indipendente ed energeticamente attiva. La proposta abitativa di RhOME mira non solo a sviluppare un progetto architettonico a impatto zero, ma che produca più energia di quanta ne consumi.

 

Il progetto dell’Università di Roma Tre ha infatti convinto la giuria, aggiudicandosi il primio premio assoluto della competizione, per l’innovazione, per l’attenzione all’integrazione e per l’inclusione sociale, per la reversibilità degli spazi, per gli arredi recuperati, per il sistema ben equilibrato di raffrescamento e riscaldamento e per la capacità di adattarsi giorno dopo giorno alle condizioni climatiche.


2. In Italia questo futuro è prossimo o è molto lontano?
Per quanto riguarda il comfort interno alla casa, dobbiamo esprimerci al presente. La pompa di calore utilizzata per climatizzare RhOME e produrre acqua calda sanitaria è un prodotto di serie, disponibile da qualche anno sul mercato italiano. Il processo di diffusione di questa tecnologia è lento ma costante. Ogni attività a sostegno è benvenuta. Gli incentivi per le ristrutturazioni e la nuova tariffa elettrica D1, dedicata alle pompe di calore, rappresentano due strumenti indispensabili per assicurarne la diffusione.


3. Dal punto di vista del risparmio energetico, un edificio che rispetta l’ambiente utilizza sistemi tecnologici avanzati. Quali sono le caratteristiche che, come Daikin, avete ritenuto indispensabili e avete applicato a questo progetto?
Una pompa di calore elettrica è l’ideale terminale di utilizzo dell’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Un accumulo termico efficiente, e flessibile nell’utilizzo, consente di custodire l’energia prodotta nei momenti favorevoli della giornata per restituirla quando opportuno. Una casa inserita in una “smart grid” deve esserne dotata.


4. RhOME for denCity è concepito per essere flessibile e “modificabile” dal punto di vista strutturale, in base alle esigenze famigliari e alle caratteristiche climatiche. Quali problemi potrebbe dare questa possibilità dal punto di vista impiantistico?
Nessuno. Rhome alloggia tutti gli impianti in un “nocciolo” centrale che garantisce la massima flessibilità di combinazione dei moduli. Una soluzione impiantistica di questo tipo applica, a livello di edificio, il concetto di “smart grid” energetica, assicurando il trasferimento e l’utilizzo dell’energia tra singoli moduli prima e sulla “grid” esterna successivamente.


5. RhOME for denCity tenta di dare una risposta anche ai problemi delle città “degenerate”. Quale contributo può dare un progetto simile per la rigenerazione del tessuto urbano e sociale?
Le grandi città mondiali si confrontano ogni giorno con il problema del degrado, non solo dal punto di vista architettonico e urbano, ma soprattutto negli aspetti sociali. Un degrado che si intensifica sempre di più in funzione dell’aumento della popolazione.

 

Il progetto RhOME è stato pensato per le aree di Roma ed è risultato un pretesto per affrontare i problemi di carattere mondiale, partendo da una semplice idea: “thinking globally by acting locally”. Da qui la nascita di RhOME, a “home for Rome”, un piano di azioni replicabili che portano con sé l’idea di “Smart City”.

 

Nello specifico il progetto propone una ricompattazione degli edifici, concentrando case, attività e servizi. Come esempio di area romana con queste caratteristiche e come soggetto del progetto RhOME è stato scelto il quartiere di Tor Fiscale, a sud di Roma, dove il degrado in alcuni casi si sposa con la vicinanza a resti romani e a veri e propri parchi archeologici oggi disconnessi tra loro. Un’area che andrebbe riqualificata perché presenta al contempo sia case abusive sia resti monumentali di grande bellezza.

 

Per informazioni
www.daikin.it
www.rhomefordencity.it

 

intervista di Giacomo Sacchetti

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