La Nuvola di Fuksas non è andata in fumo

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Dopo una vicenda infinita fatta di ritardi, varianti, costi smisurati, bocciature e polemiche, è stato ufficialmente presentato alla stampa internazionale il Centro Congressi nel quartiere Eur di Roma, volgarmente, la Nuvola di Fuksas.

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Come sappiamo, il concorso internazionale per questo Centro, che sarà inaugurato il prossimo 29 ottobre alla presenza di Matteo Renzi e dello studio Fuksas (l’architetto ancora non sa se sarà presente) in diretta su RAI Uno, è stato lanciato nel 1998. Questo vuol dire che ci sono voluti oltre 18 anni (e più di 460 milioni di euro) per arrivare alla conclusione della vicenda.

I lavori, invece, sono iniziati nel 2008 e si sono conclusi lo scorso 30 giugno, dopo ben 12 varianti in corso d’opera. All’interno della grande teca (70×175 m, per 40 di altezza), gli spazi sono così distribuiti: al piano -1 ci sono le sale congressuali (la plenaria può ospitare fino a 6.000 persone), al mezzanino gli uffici del business center, al cosiddetto “livello forum” un’agorà polivalente di 6000 metri quadrati posta proprio sotto l’auditorium, contenuto da 14 mila metri quadrati di telo in fibra di vetro (la Nuvola, appunto, che potrà ospitare 1762 persone).

Il tutto è servito da 15 ascensori, di cui 8 panoramici, e due scale mobili. In più, all’interno del Centro si trova anche un hotel di lusso da 439 stanze. “Si tratta di un complesso”, ha affermato il presidente di Eur Spa, la società pubblica che ha in mano la pratica, “che connoterà il quadrante Eur non solo come Business District ma anche come attrattore del turismo congressuale, consentendo a Roma di posizionarsi al pari delle grandi capitali del mondo”.

Ma quali sono state le prime impressioni di chi era presente all’evento del 20 luglio? Si è talmente abituati alle critiche e alle polemiche, e si è talmente abituati a pensare più a Fuffas che a Fuksas, che ormai non ci si interroga nemmeno più sulla validità di questo progetto.

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Luigi Prestinenza Puglisi, invece, sembra staccarsi dal consueto coro di negatività, e su Artribune dà il suo parere, lanciando quasi una sfida: “attraversate questa scatola gigantesca di vetro e provate a stare sotto la pancia di uno smisurato blob che si appoggia solo su tre punti. E poi nel blob entrateci e provate questo mondo di trasparenze. E ne parliamo”. E sottolinea, zittendo in mezza riga chi è solito dispensare facili giudizi a priori, che l’architettura è fatta di spazi che vanno sperimentati, non descritti.

Il critico mette a confronto due colossi dell’architettura italiana contemporanea, Renzo Piano e Fuksas, uno “perfetto e ineccepibile; ma mancante della cattiveria indispensabile per fare vibrare lo spazio oltre certi limiti”, l’altro “duro e teatrale” e capace di gestire la grande dimensione, “quella dismisura dove il dettaglio raffinato diventa insignificante e conta la forza del gesto unita all’arroganza di un’idea”.

Fino alla data dell’inaugurazione, si procederà alla fase di collaudo e alla commercializzazione del centro congressuale, che sarà, si spera, completamente operativo dal 2017. Sembra che il primo grande appuntamento sia già fissato per l’ottobre del 2018. Il nome, però, ancora gli manca. Fuksas non vuole attribuirgli ufficialmente il nome Nuvola, gli sembra troppo banale. È stato quindi lanciato un concorso di idee per il nuovo nome, che verrà poi svelato il giorno stesso dell’inaugurazione.

Nel frattempo, a chi gli chiede se ha in programma altri progetti a Roma, Fuksas risponde “Mi volete male! No, no e no, non ho altri 18 anni da aspettare. Per nessuna delle opere che ho realizzato in tutto il mondo ci sono voluti 18 anni, nessuna”.

 

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Un commento su “La Nuvola di Fuksas non è andata in fumo

  1. esibizionismo formale?
    esibizionismo strutturale?
    secondo me ci si ferma lì.
    non capisco il credito di cui il nostro gode

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