Nuovo Regimi dei minimi, agli architetti under 40 265 euro mensili in meno

In sostanza: con l’approvazione della Legge di Stabilità 2015, tra i professionisti, può accedere al regime agevolato esclusivamente chi fattura meno di 15mila euro all’anno, mentre l’imposta sostituiva sarà al 15 per cento. Una batosta rispetto al regime precedente che prevedeva la soglia di 30mila euro per 5 anni o fino ai 35 anni di età, e l’aliquota al 5 per cento.

 

Analizziamo un po’ di dettagli e di conseguenze.

 

Il contesto storico-economico in cui il nuovo Regimi dei minimi viene imposto è decisamente tragico: gli architetti sono tra le professioni che hanno risentito di più della contrazione dei redditi, a causa della crisi dell’edilizia e della burocrazia: secondo i dati di Inarcassa dal 2006 al 2012 la categoria ha subito un taglio maggiore del 30% del proprio reddito, mentre i primi dati 2013-2014 sono ancora più catastrofici.

 

Uscire dalla tassazione ordinaria per andare a finire in quella forfetizzata potrebbe essere scelta sbagliata per i Professionisti e per chi possiede la partita IVA. La conseguenza potrebbe essere infatti un aumento del peso fiscale. La base imponibile per i professionisti con Partita IVA sarà costituita dal 78% dei compensi percepiti. Eccetto i contributi previdenziali, gli altri costi sostenuti non saranno deducibili in modo analitico.

 

Per i liberi professionisti dell’area tecnica under 40 il reddito disponibile annuo, con il nuovo regime dei minimi, diminuirà di 3.000 euro nel corso del 2015. Ce lo dice una simulazione condotta da Confprofessioni Lazio, la Confederazione italiana delle libere professioni, sui dati forniti dall’associazione nazionale delle casse di previdenza private (Adepp). L’incremento della tassazione sui redditi è del 500%.

 

Con il nuovo regime dei minimi approvato nella Legge di Stabilità 2015, si legge in una nota di Confprofessioni che “a parità di reddito i professionisti under 40 passeranno da un’aliquota media del 5% ad una del 22,48% per l’area tecnica.
I redditi medi dei professionisti under 40 censiti dall’Adepp, infatti, si attestano su livelli compatibili con l’attuale regime dei minimi (30.000 euro) ma ben al di sopra dei limiti previsti dal nuovo regime (15.000 euro).

 

Esaminando nel dettaglio la parte della simulazione relativa ai professionisti tecnici, emerge che su un reddito medio ipotizzato di 18.000 euro, se nel 2014 si pagavano di Irpef/sostituto d’imposta 900 euro, con il nuovo regime dei minimi nel 2015 si arriverà a sborsare oltre 4.000 euro con un aggravio di circa 3.000 euro.
Su base mensile
questo significa che se prima un giovane tecnico aveva nel 2014 uno stipendio medio di 1.400 euro, nel 2015 dovrà far quadrare i conti del proprio bilancio con meno di 1.200 euro.

 

 

Il provvedimento snatura lo spirito iniziale della legge, che aveva l’obiettivo di sostenere l’imprenditoria giovanile e tutte le categorie molto penalizzate dalla crisi e che non possono lavorare se non aprendosi la partita Iva.

 

Con questo nuovo Regime dei minimi molti professionisti vengono cacciati fuori dal mercato. Non c’è altro da dire.

 

Se non aggiungere una precisazione: il nuovo Regime dei minimi vige solo per chi apre una Partita IVA dal 1° gennaio 2015 (a partire dal vigore della Legge di Stabilità): il vecchio Regime agevolato, non essendo la norma retroattiva, non viene convertito in nuovo ma “vecchio” sino alla scadenza dell’agevolazione.

 

di Giacomo Sacchetti

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