NUOVO Piano Regolatore Roma, la burocrazia come scusa

Il NUOVO piano regolatore di Roma è stato approvato nel 2008 ed è ancora tutto da attuare. La metà delle volumetrie nate dalle compensazioni decise tra il 1997 e il 2008 è ferma: milioni di metri cubi edificabili tagliati dall’amministrazione per salvaguardare i polmoni verdi della città e che quindi dovevano essere spostati, non hanno trovato un posto in cui poter essere sistemati. Residenze o uffici: cercano ancora una sistemazione.

La chiamano “partita delle compensazioni” e manca ancora di attuazione. Questo significa che nemmeno la certezza di un piano regolatore adottato, discusso, adottato di nuovo, è la garanzia che qualcosa succederà. La sua fattibilità si schianta sulla burocrazia e sull’incapacità di concretizzare.

Affronta il discorso un articolo pubblicato su Edilizia e Territorio e scritto da Massimo Frontera.

I nuovi quartieri ideati da Veltroni, sindaco dal 2001 al 2008 (l’ultimo atto della discussione del piano regolatore fu proprio il giorno delle sue dimissioni), quelli che dovevano essere un insieme di residenze private, funzioni private e pubbliche, rappresentare un nuovo centro per la città, parallelo al centro storico, sono tutti nero su bianco. Ma si sono fermati lì, sulla carta. È mancato il contributo pubblico: sono solo inchiostro.

In altri casi, come per gli articoli 11 per il recupero delle periferie di Rutelli (correva l’anno 1998), si sono “persi per strada” i soldi. 90 milioni.

Nonostante il Piano Regolatore sia immobile come un palo, Roma, con 30.000 ettari cementificati, ha il primato di consumo di suolo tra i Comuni italiani. Lo dicono i dati Ispra relativi al 2015, presentati dall’Ibimet-Cnr nell’e-book Il consumo di suolo: strumenti per un dialogo contenente il rapporto Ispra.

Ma torniamo a bomba. Si legge sul sito del Comune di Roma, Sezione Urbanistica (articolo datato 26 ottobre 2015):

Con la delibera approvata oggi in giunta si chiude definitivamente la procedura del Piano regolatore generale approvato dalla giunta Veltroni il 12 febbraio del 2008. In quella sede fu dato mandato agli uffici di provvedere all’adeguamento degli elaborati di piano, in coerenza con quanto deciso dalla Conferenza di copianificazione, costituita da Regione e Comune. Durante la consiliatura di Alemanno non si è dato seguito a quell’adeguamento. In questi mesi abbiamo ripreso quelle indicazioni, che hanno portato a individuare 14 mancati recepimenti, 20 errori materiali e circa 200 casi di aree prive di destinazione, per un totale di circa 240 aree, si tratta di piccole porzioni di territorio alle quali è stata impressa una destinazione coerente con lo stato di fatto e di diritto“, dichiara l’assessore alla Trasformazione urbana Giovanni Caudo.

“Oggi – prosegue l’assessore – il disegno del piano è finalmente completo in ogni sua parte e si è concluso un lungo e complesso lavoro di adeguamento delle tavole del Piano regolatore elaborato durante le giunte del sindaco Rutelli con assessore il Prof. Domenico Cecchini e di Walter Veltroni, con assessore l’On.le Roberto Morassut. Roma dispone ora di un disegno del piano tutto definito e coerente, senza alcuna area di incertezza. Tecnici, studiosi e utenti dovevano, per conoscere l’esatta destinazione d’uso e l’effettivo perimetro dell’area di interesse, consultare uno speciale registro, in base al numero riportato sulle tavole, delle modifiche da apportare agli elaborati grafici. Questa complicata modalità di consultazione imponeva, per le situazioni più dubbie o complesse, di rivolgersi agli uffici per esaminare gli atti originali. Dopo la definitiva approvazione di questa delibera da parte dell’Assemblea capitolina o del Commissario sarà sufficiente consultare le tavole del Piano nel sito del Dipartimento di programmazione e attuazione urbanistica, per avere l’esatta destinazione d’uso della porzione di territorio esaminata. Sono particolarmente contento di questo atto che dá certezza al cittadino, ai tecnici, un atto anche di semplificazione e di affermazione del principio delle regole. Infine un atto dovuto anche a chi prima di me ha lavorato per ridare regole e e certezze alla Città“.

Ricìto: “Dopo la definitiva approvazione di questa delibera da parte dell’Assemblea capitolina o del Commissario sarà sufficiente consultare le tavole del Piano nel sito del Dipartimento di programmazione e attuazione urbanistica, per avere l’esatta destinazione d’uso della porzione di territorio esaminata”. 7 anni per ottenere questo: che per avere l’esatta collocazione della porzione di territorio si possono consultare le tavole. Tempi lunghissimi, dunque. Durante i quali i funzionari si danno anche da fare, ma non serve moltissimo.

Il problema non è solo la crisi, quindi. È proprio l’uomo. Che quando cade nel buco romano si ammorbidisce, sul cuscino della burocrazia, scusa eterna per un’eterna incapacità di portare a termine le cose, e si corrompe pure: la burocrazia viene utilizzata come scusa e dietro a un “è colpa della burocrazia” si nasconde Mafia Capitale. Non succede solo a Roma, lo sappiamo benissimo, ma ora stiamo parlando di Lei.

Dalla decisione alla realizzazione (se c’è) passano 10 anni: si prendono un sacco di decisioni ma sembra lo si faccia così, per fare vedere che si lavora. Riunioni su riunioni, e poi niente. La gestione delle pratiche edilizia è nulla, la gestione dei frulli di denaro è tutto. Serve una serie imponderabile di “ok” che arrivo in ritardassimo e quegli ok sono determinati da persone orrende e corrotte. Il tempo passa, e il tempo che passa mette in fuga banche e imprese. Ma passa perchè il bastone tra le ruote lo mettono gli interessi degli omacci. Marino poteva cambiare le cose, anche nel campo dell’urbanistica? Forse, ma è stato silurato da un partito centrale che vuole controllare tutto.

Marino aveva fatto partire alcune trasformazioni urbanistiche (lui ha addirittura parlato di “due anni di rivoluzione urbanistica straordinaria per la città di Roma”), prima delle dimissioni. Tra i progetti in cantiere, l’area delle ex caserme di via Guido Reni.

La corruzione, l’impoverimento urbanistico e ambientale, la crisi economica hanno investito pesantemente lo spazio fisico, l’identità collettiva e la coesione sociale. Aumentano le povertà, non solo materiali, che alimentano nuovi e profondi squilibri. La sfiducia nelle istituzioni civili e la perdita del senso di appartenenza sociale producono stili di vita sempre più individualistici. Ne conseguono forti tensioni sociali, in particolare di fronte alla sfida dell’immigrazione. L’assetto urbanistico, oggi ulteriormente polverizzato, non ha aiutato l’integrazione. Il centro storico si sta progressivamente svuotando di abitanti residenti e si trasforma in centro della politica e in distretto turistico. Roma sta diventando la sua periferia“. Lo ha affermato il Cardinale Vicario, Agostino Vallini poco prima delle dimissioni definitive dell’ex Sindaco della città – a ridosso del Giubileo tra l’altro – in una nuova stoccata Vaticana al Campidoglio.

È davvero l’urbanistica eterna, come dice Frontera. L’urbanistica della Città eterna. Frontera, però, parla ancora di “colpa della burocrazia” e accenna in chiusura di articolo alla “crisi romana” (immagino Mafia Capitale + questione Marino). La chiama “beffa del destino”. Macché destino, direi la beffa organizzata da chi era ed è al potere. Per cercare di capire come vanno le cose metterei sul tavolo della discussione solo uomini incapaci e corrotti, che si nascondono dietro alla burocrazia e da lì dietro fanno i loro comodi. Per loro la burocrazia è una manna dal cielo. Non vogliamo che lo sia anche per noi, che scriviamo articoli e ci aggrappiamo ancora alla burocrazia per cercare di spiegare perchè a Roma non si combina niente.

Non ho scritto “uomini che usano la burocrazia” perchè di sicuro all’interno del Comune di Roma ci sono persone che lavorano correttamente e che sono davvero vittima del labirinto burocratico, e perchè non ho prove per fare il collegamento, ma di sicuro la burocrazia a quegli uomini corrotti serve tantissimo come paravento. Tutti stanno a pparla’ de bburocrazia ah ah, intanto famose sto manghino.

Incapaci perchè corrotti o corrotti perchè incapaci, non importa, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia: il NUOVO Piano regolatore rimane inattuato e l’urbanistica è fermissima.

 

di Enrico Patti

nell’immagine: Noveau Larousse Ilustré (Larousse XIXs. 1866-1877)

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