Nel maxi emendamento, i Beni Culturali: le idee per la valorizzazione

A pagina 31 del maxi emendamento alla Legge di stabilità si tratta di Beni Culturali, in particolare delle disposizioni per lo sviluppo del settore (leggi l’articolo che riguarda invece la riforma delle Professioni e degli Ordini Professionali). Le parti più interessanti riguardano senz’altro la formazione dei restauratori, la razionalizzazione degli interventi di sostegno finanziario del Ministero, la volontà di facilitare le donazioni per i beni culturali e di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale statale. Certamente, tutti buoni, anzi ottimi, propositi. Ma il Governo avrà la maggioranza per renderli concreti?

 

Leggi il testo integrale del maxi emendamento e vai a pagina 31 per i Beni Culturali.

 

Per quanto riguarda le modifiche di semplificazione procedurale in materia di agevolazioni fiscali per i beni e le attività culturali, ci sono proposte, tutte a costo zero, che “mirano a migliorare l’applicazione di istituti, ma che non hanno esplicato appieno le loro potenzialità o perché le procedure applicative sono troppo complicate, o perché i cittadini e le imprese conoscono e usano poco questi benefici. L’introduzione anche in questo caso dell’autocertificazione sotto forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà costituisce una soluzione che contempera la volontà di semplificare e snellire gli adempimenti per ottenere gli sgravi fiscali con la necessaria tutela del bene culturale, garantita dal permanere dell’attività autorizzatoria prevista dal D.lgs. 42, e con la responsabilizzazione del dichiarante, garantita dai controlli previsti ex lege e dalle gravi conseguenze in caso di false dichiarazioni”
Per quanto riguarda il restauro e la manutenzione dei beni vincolati, si propone di alleggerire gli adempimenti burocratici connessi al procedimento di deducibilità fiscale, sostituendo la autorizzazione e la congruità di spesa con una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà contenente l’elenco delle spese effettivamente sostenute dal soggetto obbligato. Per questo istituto si prevede una forte semplificazione della procedura, con autocertificazione della necessità delle spese e della loro congruità, eliminando l’attuale certificazione congiunta del Soprintendente e dell’Agenzia delle entrate.

 

I Commi in dettaglio
Il Comma 6 affronta il tema della formazione dei restauratori e i temi della riforma e della razionalizzazione degli interventi di sostegno finanziario del Ministero per gli interventi conservativi sui beni culturali. Si vuole mettere ordine e calmierare la spesa “in materia di intervento finanziario del Ministero per il sostegno ai privati onerati degli obblighi conservativi dei beni culturali (articoli 31 ss. del Codice). Essa intende creare la base giuridica per l’introduzione in sede amministrativa di una cabina di regia a livello centrale per il coordinamento e la pianificazione della concessione dei contributi, in conto capitale e in conto interessi, in modo da garantire la perequazione territoriale e le esigenze di compatibilità di bilancio, in relazione all’effettiva disponibilità annuale dei relativi fondi”.

 

Il Comma 7 è la norma per facilitare le donazioni per i beni culturali, che mira a “eliminare il divieto di rassegnazione al Ministero di settore delle elargizioni liberali offerte dai privati per il restauro di beni culturali, con la conseguente creazione a livello centrale, presso il Ministero, di un apposito fondo per la cultura. Lo scopo è quello di consentire al Ministero, senza problemi, di ricevere le donazioni dei privati per finanziare restauri. La norma non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, atteso che, in mancanza, le donazioni non sono possibili, poiché lo Stato non è in grado di adempiere al modo che le condiziona (la effettiva destinazione al restauro)”.

 

Il Comma 9 assicura l’espletamento delle funzioni di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale statale “secondo i principi di efficienza, razionalità ed economicità e per far fronte alle richieste di una crescente domanda culturale nell’ottica di uno sviluppo del settore tale da renderlo più competitivo ed in grado di generare ricadute positive sul turismo e sull’economia del Paese). La norma proposta è volta, pertanto, ad assicurare l’espletamento delle funzioni di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale statale secondo i principi di efficienza, razionalità ed economicità, nonché a far fronte alle richieste di una crescente domanda culturale nell’ottica di uno sviluppo del settore tale da renderlo più competitivo ed in grado di generare ricadute positive sul turismo e sull’economia del Paese, come sopra ampiamente argomentato”.

 

Infine, il Comma 10 mira a migliorare l’impiego e la valorizzazione dei beni culturali, anche attraverso la partecipazione dei privati: la proposta vuole “razionalizzare e rilanciare alcuni strumenti normativi già presenti nell’ordinamento giuridico diretti a consentire la concessione a privati – al fine del recupero e dell’utilizzo aperto alla fruizione pubblica anche indiretta – di beni culturali non utilizzati e richiedenti interventi onerosi di restauro e manutenzione. Si tratta di norme speciali modellate sull’esempio della finanza di progetto che dovrebbero essere rese operative mediante la creazione di un apposito help desk a livello centrale, anche con la collaborazione del Demanio, con il compito di fare rapidamente un censimento di tali beni, suscettibili di essere recuperati con un proficuo partenariato pubblico-privato, per poi procedere alla pubblicazione del relativo elenco, anche on line, al fine di stimolare le proposte e le offerte sia di soggetti imprenditoriali privati, sia di partnership pubblico-privato, secondo il paradigma procedurale del project financing.

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