Mostre di architettura, l’Italia di Le Corbusier al MAXXI

Architetto, scultore, pittore, geniale pensatore del suo tempo, padre della moderna urbanistica e maestro del Movimento Moderno con Mies van der Rohe, Gropius, Lloyd Wright e Aalto: è Le Corbusier, dal 1920 pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret. A lui il MAXXI Architettura dedica la mostra L’Italia di Le Corbusier a cura di Marida Talamona. Realizzata in partenariato con la Fondation Le Corbusier di Parigi, l’esposizione si avvale del supporto di un consiglio scientifico composto da alcuni dei massimi esperti della vicenda lecorbuseriana.

 

La mostra si articola in 320 documenti originali e 300 fotografie per una esposizione che, seguendo un filo cronologico e tematico, documenta le molteplici influenze che l’Italia ha avuto sulla formazione e sul lavoro del maestro: dai primi viaggi agli inizi del Novecento ai progetti, mai realizzati, per il Centro Calcolo Olivetti di Rho e per l’Ospedale di Venezia degli anni Sessanta.
Il percorso si snoda tra documenti diversi, testimonianze di viaggi, studi, scambi culturali e aspirazioni personali, dagli schizzi dei monumenti italiani sui carnets de voyage alla riproduzione settecentesca della pianta di Roma Antica di Pirro Ligorio della quale Le Corbusier riprodusse un frammento per illustrare la sua Leçon de Rome, dalla corrispondenza con Pier Luigi Nervi ai sei grandi fogli con disegni schizzati durante la conferenza di Milano nel giugno 1934 a documentare la complessa formazione “italiana” dell’architetto, nutrita da un’approfondita esperienza diretta e dagli studi alla Bibliothèque Nationale di Parigi.

 

Un ricco apparato fotografico accompagna la mostra offrendo una lettura integrata di un Le Corbusier meno noto, nel dialogo che instaura con gli artisti e gli architetti suoi contemporanei.
L’allestimento, a cura di Umberto Riva, è un raffinatissimo omaggio al Maestro di un grande architetto italiano: la narrazione è scandita da un susseguirsi di pareti in tavolato di legno delineando un percorso espositivo che dialoga al tempo stesso con gli straordinari disegni lecorbuseriani e con l’architettura contemporanea del MAXXI.


I viaggi di formazione (1907 – 1922)
In sei sezioni sono esposte le fotografie di studio scattate dall’architetto alle rovine di Pompei e Roma nel 1911, insieme ai molti disegni e acquarelli realizzati nel corso dei quattro viaggi italiani compiuti tra il 1907 e il 1922: gli acquerelli toscani, i disegni architettonici di Pompei e Villa Adriana, gli edifici del Campo dei Miracoli di Pisa, la Certosa del Galluzzo, gli studi sul cortile del Belvedere in Vaticano, le vedute a acquerello di Venezia.


L’Esprit Nouveau – Valori plastici (1920 – 1922)
Particolare attenzione è dedicata a Le Corbusier pittore, all’esperienza della rivista L’Esprit Nouveau che dirige tra il 1920 e il 1925 insieme al pittore Amédée Ozenfant, ai rapporti con le riviste italiane, in particolare Valori Plastici, e alla querelle con il pittore Gino Severini sul tema della Proporzione. I suoi dipinti degli anni del Purismo sono messi a confronto con i quadri di Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Severini.


Gli anni Trenta
A questi anni risalgono i rapporti con i giovani architetti razionalisti italiani a Torino, Milano, Roma e Venezia. In mostra testimonianze degli scambi culturali e professionali di Le Corbusier con Piero Bottoni, Luigi Figini, Alberto Sartoris, Gino Pollini e Giuseppe Terragni di cui sono esposte lettere e fotografie e con Guido Fiorini, di cui sono presentati i disegni del Grattacielo a tensistruttura che Le Corbusier include nel suo piano per Algeri. In questa sezione anche le fotografie scattate da Bottoni e Pollini a bordo della nave che ospitò nel 1933 il IV Congresso Internazionale di Architettura Moderna. Ampio spazio viene dato alla ricerca urbanistica di Le Corbusier in quegli anni e al suo desiderio di attuare la propria idea di città radiosa: la dedica autografa scritta sul secondo volume dell’Opera Completa, inviato a Mussolini, testimonia i suoi tentativi di avere l’incarico del piano di Pontinia, terza città di nuova fondazione nel Lazio. La ricerca di committenti lo portò a rivolgersi alle grandi aziende italiane come FIAT e Olivetti, espressioni di una realtà industriale in crescita e di grande modernità. Ne sono testimonianza la corrispondenza con Adriano Olivetti e le fotografie realizzate sul tetto del Lingotto di Torino a bordo di una Balilla sport.


Il Secondo Dopoguerra
Nei primi anni Quaranta Le Corbusier aggiunge all’architettura e alla pittura anche l’attività di scultore, teorizzando la necessità di una Sintesi delle arti plastiche. Nel 1947 incontra Costantino Nivola con il quale sperimenta la tecnica del sand-casting sulla spiaggia di Long Island e realizza due sculture in vetro di Murano, di cui si presentano in mostra i disegni preparatori.
Nel secondo dopoguerra, Maestro di fama internazionale, Le Corbusier tornerà più volte in Italia: a Bergamo in occasione del VII CIAM (1949), a Milano invitato dalla Triennale al Convegno De Divina Proportione (1951), a Venezia alla Conferenza Internazionale degli Artisti e alla scuola estiva dei CIAM (1952), a Torino (1961), a Firenze dove nel 1963 è allestita la prima grande esposizione italiana dedicata all’opera lecorbuseriana.
L’esposizione si conclude con due ampie sezioni dedicate agli incarichi professionali tra il 1962 e il 1965: il Centro Calcolo Olivetti a Rho e il nuovo Ospedale di Venezia, entrambi non realizzati anche a causa della morte dell’architetto nell’agosto 1965.
Straordinarie testimonianze della poetica architettonica degli ultimi anni, questi progetti sono documentati con schizzi, disegni, i diversi modelli originali e alcuni filmati dell’epoca nei quali il vecchio Corbu racconta Venezia e la sua ammirazione profonda per la città sin dalla sua prima visita nell’autunno 1907.


SCHEDA EVENTO
L’Italia di Le Corbusier
a cura di Marida Talamona


Luogo
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4a
Roma


Periodo
18 ottobre 2012 – 17 febbraio 2013


Orari
mar, mer, gio, ven, dom | 11.00-19.00
sab | 11.00-22.00


Per ulteriori informazioni
www.fondazionemaxxi.it

 

Nell’immagine di apertura, Le Corbusier sul tetto dello stabilimento FIAT Lingotto, 22 aprile 1934. Courtesy Fondation Le Corbusier, Parigi

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