MOSE, Architetti: politica più affari, il marcio delle partecipate pubbliche

I 35 arresti in Veneto per il MOSE (il sistema MOdulo Sperimentale Elettromeccanico per la difesa di Venezia e della laguna dalle acque alte), tra i quali quello del sindaco di Venezia Gioirgio Orsoni e dell’assessore regionale Renato Chisso, partono da una inchiesta della GdF di Venezia iniziata tre anni fa. I pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino avevano scoperto che l’ex manager della Mantovani Giorgio Baita, con il beneplacito del proprio braccio destro Nicolò Buson, aveva distratto i fondi relativi al Mose in una serie di fondi neri all’estero. Richiesta d’arresto anche per il Senatore Galan, ex Presidente della regione Veneto.

 

Brivido, terrore e raccapriccio da parte di tutta la comunità politica, naturalmente.

 

Il Consiglio Nazionale degli Architetti invece c’è andato giustamente pesante: “gestioni speciali conducono sempre a opacità, pessima qualità, spreco di risorse” ha dichiarato.

 

E ancora sulla vicenda Mose “Mose, Expo, G8, Ponte sullo Stretto sono solo alcuni dei pessimi esempi di come le gestioni speciali conducano a condizioni di opacità, pessima qualità, spreco di risorse. Eppure la politica sembra non trarne insegnamento e continua a ripetere all’infinito gli stessi errori. Quando uno Stato ha bisogno di leggi speciali e di commissariare se stesso per riuscire a realizzare le opere pubbliche, fuori dalle regole che impone ai suoi cittadini, vuole dire che ha scritto norme sbagliate o inapplicabili che vanno, quindi, cambiate urgentemente”.

 

La commistione tra politica d affari delle partecipate pubbliche è stata la nuova frontiera degli sprechi e della corruzione: è urgente che il pubblico torni a programmare, amministrare e controllare, mettendo i privati in concorrenza su principi di qualità e trasparenza per gestire, progettare, costruire”.

 

L’Italia sarà un Paese civile e maturo quando la politica si prenderà la responsabilità delle decisioni, quando il miglior rapporto qualità e prezzo sarà la regola del mercato, ma soprattutto, quando si discuterà pubblicamente l’ordine delle priorità nelle opere pubbliche, all’interno di un vero progetto strategico,  senza pregiudizi e ideologie, per poi realizzarle bene, rapidamente, e secondo regole”.

 

Fatto sta che, se scrivevi su google “Giancarlo galan” ieri veniva fuori “ex presidente della Regione Veneto”. Se lo scrivi oggi viene fuori “Tangenti Mose, chiesto l’arresto anche per Giancarlo Galan”. Certe notizie sono in grado di sconvolgere anche il motore di ricerca, il cui rigido ordine viene modificato solo dal padrone (Google), o dalle notizie bomba. Quelle sugli appalti truccati italiani sono tra le notizie che rovesciano l’ordine googleiano.

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