Mondiali di calcio 2022: in Qatar lo stadio come una tenda nel deserto

I Mondiali di calcio di Brasile 2014 vanno in archivio domenica sera con la finale nel nuovo Maracanà ed il “ballo dei sogni” costituito dalla sfida tra Germania e Argentina: quello che rimane negli occhi della manifestazione sono alcune belle partite, un’atmosfera fantastica sugli spalti e la meravigliosa struttura degli stadi in cui si sono affrontate le squadre.

 

Ma facendo un discreto passo in avanti è già tempo di guardare al futuro: nel 2018 i Mondiali si terranno in Russia, ma la curiosità è tutta concentrata sull’organizzazione dell’evento del 2022, affidato (tra le polemiche ed i sospetti in odor di corruzione) al Qatar. Tra i dubbi sulle condizioni climatiche, con la data dell’evento ancora incerta (si potrebbe giocare in inverno per evitare il terribile caldo della Penisola arabica) e le perplessità degli addetti ai lavori sull’opportunità di affidare l’evento all’emirato medio-orientale, è intanto stato presentato il progetto dello stadio che ospiterà diverse partite ed anche una delle semifinali dell’evento: si tratta dell’Al Bayt Stadium, dislocato nella città di Al Khor.

 

Il Supreme Committee for Delivery & Legacy ha svelato un breve filmato contenente le immagini dei render della avveniristica struttura: il profilo estetico di quest’ultima è dichiaratamente ispirato alla Bayt Al Sha’ar, la tenda nera e bianca tradizionalmente usata dalla popolazione nomade nel territorio del Qatar, intesa come vero e proprio simbolo di ospitalità dai viaggiatori del deserto. Il design è definito come interamente “Qatari concept”, ovverosia contenente il riflesso della cultura e dell’orgoglio storico del Qatar.

 

Render dello stadio Al Bayt

 

Lo stadio è stato progettato da un team di architetti per ora curiosamente innominato, anche se pare (secondo Archdaily.com) che ci sia lo zampino dello studio Dar Al-Handasah. Avrà 60mila posti a sedere, ma dopo la manifestazione internazionale l’anello superiore delle tribune potrà essere rimosso (senza snaturare la forma della struttura) per ridurre la capienza dello stadio. I seggiolini rimossi verranno donati alle altre nazioni del mondo al fine di lasciare una “simbolica eredità per lo sviluppo internazionale del calcio”.


Lo stadio sarà circondato da un nuovo distretto cittadino che ospiterà ristoranti, negozi, oltre a piste ciclabili, sentieri per la corsa e aperture per spazi visivi. Il Bayt Stadium (così sarà denominato) andrà ad incorporare anche le più evolute “best practice” per implementare tutte le misure per l’efficienza energetica nell’obiettivo di adeguarsi agli standard estetici, energetici e sostenibili in materia (LEED e GSAS standard). Inoltre la struttura sarà costruita in piena concordanza con i Workers’ Welfare Standard, al fine di condurre una politicy di responsabilità in ordine alla sicurezza e alla salute degli operai durante tutte la fasi dei lavori (uno dei grandi problemi che ha afflitto tutto il percorso di edificazione degli stadi in Brasile).

 

L’Al Bayt Stadium è il secondo stadio “svelato” per quello che riguarda la manifestazione del 2022, dopo l’Al Wakrah Stadium progettato da Zaha Hadid.

 

Prospettive virtuose e bei propositi: in attesa di vedere confermata la designazione del Qatar come organizzatore dei Mondiali di calcio 2022 (problemi di corruzione e dubbi sulla situazione di diritti umani nell’emirato hanno posto alcuni dubbi in merito) non resta che dare un’occhiata ai render del nuovo stadio.


di Marco Brezza

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico