MIUR: MAI PIÙ Architetti vecchio ordinamento agli esami di Stato da Ingegnere

Sempre più richieste di accesso arrivavano agli Ordini provinciali degli Ingegneri. Le richieste erano state tutte respinte. Il Consiglio nazionale degli ingegneri aveva denunciato la cosa e chiesto al Ministero dell’Università e dell’Istruzione un intervento chiaro. L’intervento è arrivato: i laureati in architettura del vecchio ordinamento non possono più fare domanda per sostenere l’esame di Stato per Ingegneri.

Tutto è partito da un’errata interpretazione di una precedente nota dello stesso MIUR (la n.2100 del 6 giugno 2012). Dopodiché il CNI, nella persona del Presidente Armando Zambrano, aveva chiesto al Ministro di fornire la corretta interpretazione della norma.

Con il chiarimento del Miur, è ora chiarissimo che l’accesso agli esami di stato per l’iscrizione all’Albo degli Ingegneri non è possibile per chi ha ottenuto il diploma di laurea in Architettura del vecchio ordinamento. Nello specifico, il Miur ha chiarito come al capo IX, sulla Professione di Ingegnere, l’art.47 del DPR n.328/2001 indichi come valida per l’ammissione alla sezione A dell’esame di stato per gli ingegneri la sola classe di laurea specialistica di Architettura e Ingegneria Edile, mentre non si parla di diploma di laurea in Architettura del vecchio ordinamento. Nella nota del Miur c’è scritto:

L’accesso agli esami di stato per la sezione A dell’albo degli Ingegneri non è possibile per i possessori del diploma di laurea in Architettura, ma soltanto a coloro che hanno conseguito un titolo della classe 4/S e un titolo ad essa equiparato dell’attuale classe di laurea magistrale LM4- Architettura e Ingegneria Edile-Architettura”. Tutta la norma si trova sul sito del Miur.

Precisamente, la nota (ambigua) del MIUR che era stata equivocata diceva: “In attesa di una revisione della materia sugli esami di Stato e al fine di rendere omogeneai comportamenti di tutti gli Atenei, anche in considerazione di un parere del CUN, reso nell’adunanza del 22/4/2009, in cui si afferma che le equiparazioni previste per l’accesso ai pubblici concorsi “potranno essere utilmente considerate anche ai fini dell’ammissione all’esame di stato per le professioni regolamentate”, questo ministero ritiene che la tabella di equiparazione tra i titoli annessa al decreto ministeriale 9 luglio 2009 con l’annessa, possa essere considerata valida anche ai fini dell’accesso agli esami di stato“.

E poco dopo viene il bello:

Ciò premesso si esprime l’avviso che tutti i titoli conseguiti secondo il vecchio ordinamento equiparati dal decreto 9 luglio 2009 a quelli previsti dal dpr 328/2001 come validi per l’accesso alle specifiche professioni, possano essere ritenuti idonei anche per l’ammissione agli esami di stato“.

L’ interpretazione della nota era errata, ma la nota era ambigua, dunque è stata anche giusta la richiesta di chiarimento da parte di Zambrano.

a cura di Enrico Patti

 

Illustrazione di Marilina Ricciardi – marilinaricciardi.blogspot.it

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