Milano Architettura, scenari urbani di una continua trasformazione

Se parliamo di cinema, anzi, di tecniche cinematografiche, poche città richiedono il piano sequenza come Milano, merito di contenere una varietà di scenari urbani tutti strettamente legati a quell’idea che perennemente guida la trasformazione di una città sempre più al pari delle grandi metropoli europee.

Nuovi panorami, nati dalla metamorfosi di aree marginali o semplicemente destinate a non contenere più vecchie funzioni con il rinnovo e la ricucitura di parti del tessuto storico, arricchiscono lo scenario decidendone una più complessa e organica struttura territoriale. Le connettività così nate assumono aspetti rilevanti per la vivibilità di una città.

Parlando sempre di cinema, mi torna alla mente il film “La vita agra” del 1964 a firma del regista Carlo Lizzani, dove Ugo Tognazzi incarna un piccolo intellettuale della provincia, lavoratore presso uno stabilimento che per vendicarsi del licenziamento subito decide di far saltare in aria con una bomba la sede milanese della ditta: un edificio di 20 piani. L’edificio in questione, per i pochi che hanno visto la pellicola, è facilmente individuabile.

Progettato da Melchiorre Bega tra il 1956 e il 1959, chiamato Torre GalFa per via della localizzazione (Via Galvani e Via Fara) a ridosso del grattacielo Pirelli e il recente Palazzo Lombardia, è uno dei simboli non solo dell’architettura cittadina ma anche del boom economico degli anni Sessanta. Le inquadrature evidenziano la modernità, incarnata soprattutto dalle pareti vetrate continue, simbolo del nuovo benessere cui tutti aspirano. Tanto è vero che il protagonista alla fine finisce per diventare una persona importante proprio in quella realtà a lungo contrastata, anche lui risucchiato dalle nuove prospettive di vita.

Anche questo edificio, per lungo tempo rimasto abbandonato tornerà, grazie a un restauro imminente, a far parte attiva della vorticosa rinascita di Milano, accelerazione sollecitata pure dall’esperienza dell’Expo, che ha determinato, come sostiene Maria Vittoria Capitanucci, la spinta al superamento del concetto stesso di città, andando anche oltre la definizione urbana e metropolitana e nel contempo ha concentrato l’attenzione sulla città storica, riqualificando e occupandosi di intervenire in situazioni toppo a lungo irrisolte.

Recensione di Beppe Giardino

Milano Architettura. La città e l’Expo
autrice: Maria Vittoria Capitanucci
Skira, 2015, edizione bilingue (italiano-inglese)
Cartonato olandese, 208 pagine, ill. colore
16,5×21 cm
ISBN 978-88-572-2853-2
Euro 29,00

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