Per il messaggio di Freyrie a Mattarella sono molto deluso

Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori ha inviato al nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un messaggio di buon lavoro. L’ho analizzato e ho scritto la mia opinione, punto per punto.


“Nell’augurarle le più vive congratulazione per la sua elezione alla massima carica dello Stato, guardiamo a lei con speranza e fiducia, nella convinzione che il suo operato, per la sua storia personale, politica e istituzionale, avrà come unico fine il bene del Paese”.

 

Intro dovuta, che potremmo copincollare in qualsiasi messaggio di benvenuto sostituendo il nome della carica.

 

“Per risollevare una nazione che la crisi economica, sociale e culturale ha stretto in una morsa, per ricominciare a produrre bellezza c’è bisogno di idee coraggiose, di progetti innovativi di cui la comunità tutta deve assumersi la responsabilità”.

 

Anche questo è un passaggio classico. Siamo molto abituati a sentire usare parole come coraggio, innovazione, responsabilità. Concetti alti, giusti di per sé ma che poi vengono sempre disattesi e nessuno si prende la briga di alzare il livello da questo punto di vista. Soprattutto nei lavori pubblici, nelle gare d’appalto, nei servizi di architettura e ingegneria. L’edilizia italiana è in ginocchio anche perché è un mondo sporco, quasi quanto la politica.

 

“C’è bisogno soprattutto di dare nuova linfa a quei  valori di legalità, moralità, trasparenza e rigore che lei rappresenta e dei quali il Paese ha così tanto bisogno”.

 

Si fanno sempre anche questi discorsi. Legalità, moralità, trasparenza, rigore. Ultimi gli scandali dell’Expo e di Venezia, non possiamo aspettarci che le cose cambino in poco tempo e che un Presidente della Repubblica sia il motore di questo cambiamento. In aula ci sono i politici.
I concorsi pubblici sono viziati da scorrettezza e poca chiarezza. Che senso ha sottolineare al Presidente della repubblica che l’Italia è un Paese leggermente corrotto? Secondo me nessuno, visto che comunque Sergio Mattarella farà sicuramente tutti i discorsi possibili e immaginabili contro la corruzione ma poi al lavoro ci sono i funzionari, gli impiegati comunali, o anche i politici, uomini dal livello morale spesso bassissimo. Tutti loro commetteranno scorrettezze e gli appelli del Capo dello Stato non serviranno.
Trovo molto retorico questo passaggio del CNAPPC, più retorico dei precedenti, già retorici. “Vabbè i comunicati del Consiglio sono sempre retorici” dirai tu. Si, è vero, ma mi viene in mente Banshee una serie TV americana creata da David Schickler e Jonathan Tropper, trasmessa su Cinemax, in cui, nel momento in cui arriva il nuovo Sceriffo, i vecchi poliziotti si chiedono se sarà corrotto come lo Sceriffo precedente. Non lo sarà, in quel caso. Ma i poliziotti lo avrebbero accettato anche corrotto, tanto sono abituati. In questo caso non sto parlando di corruzione, non sto accusando nessuno di questo, sto solo parlando di mancanza di coraggio, che manca spesso a chi ricpre le cariche di rappresentanza. Il ruolo del CNAPPC è istituzionale, d’accordo, ma secondo me potrebbe essere una voce importante se fosse più spesso (perché a volte lo è) un po’ più sincera e aggressiva sui temi dell’edilizia e della professione. In questo caso si tratta di un messaggio di benvenuto, quindi non poteva e non doveva essere polemico. Ma essere sinceri non per forza significa essere polemici, ma costruttivi. E quella frase sulla legalità non mi è andata giù. Secondo me ci vorrebbe più coraggio: la voce del Consiglio potrebbe essere utile, perché esperta, sulle problematiche legate al mondo dell’edilizia.

 

“Serve ripartire dalla tutela e dalla valorizzazione delle bellezze dei paesaggi e dei territori, delle opere artistiche ed architettoniche, dalla rigenerazione delle nostre città per renderle ancora più vivibili e luoghi di coesione sociale. Serve, insomma, dire basta all’abbandono del nostro patrimonio storico, al consumo forsennato di suolo ad interventi invasivi dei nostri territori”.

 

Il passaggio contro l’abbandono del patrimonio storico non era scontato. Ma serve passare ai fatti, fare di più rispetto a quanto sta facendo Franceschini. Se non un nuovo Sceriffo, serve che il Presidente del CNAPPC contribuisca davvero a indicare la strada da percorrere per salvare i beni culturali e che contribuisca a concretizzare qualche azione, anche solo con consigli precisi, non solo con discorsi generici.

 

“Gli architetti italiani credono fermamente che la buona architettura sia lo strumento indispensabile per la vita civile e lo sviluppo di una nazione e, come sempre, sono pronti a collaborare, con le loro proposte e la loro capacità tecnica, per la tutela del patrimonio di bellezza, memoria e cultura che rappresenta la nostra identità”.

 

Chiosa bella, ma troppo frequente e abbastanza inutile. Il CNAPPC dà sempre la propria disponibilità. Senza considerare il fatto che gli architetti italiani tutti i giorni tentano di lavorare e tutti i giorni sono disponibili per fare buona architettura. Non tutti, ma molti. Poi, all’appello del CNAPPC “siamo disponibili” non fa mai seguito nulla non perché gli architetti non vogliano ma perché i politici spesso tengono poco in considerazione l’importanza di un giudizio tecnico. Allora qual è la via d’uscita? Non so, ma il messaggio del Presidente del CNAPPC per l’elezione di Mattarella mi è sembrato un po’ debole anche sui beni culturali, chiederei più forza, più significato, più coraggio. Toccare i problemi più in dettaglio sarebbe stato obbligatorio.

 

Come ha fatto Graziano dei geologi, che ha dichiarato: “Fermi, Sig. Presidente, quest’epoca di decadenza culturale  che sta impoverendo il nostro Paese. Si opponga alla lenta agonia delle geoscienze, che il nostro Paese, sismico, vulcanico e attanagliato dai noti problemi di dissesto idrogeologico, non può permettersi. Incentivi la riapertura dei troppi Dipartimenti di Scienze della Terra che sono stati costretti a chiudere. Sig. Presidente, nel corso di questi ultimi 70 anni abbiamo speso ben 242 MLD di euro per le emergenze e solo pochi spiccioli per la prevenzione”.

 

Mostrare lucidità, citando problemi precisi e qualche ipotesi di soluzione. Questo avrei voluto dal messaggio di Freyrie a Sergio Mattarella. Prima il messaggio di benvenuto, che non può mancare, siamo pur sempre in politica, ma poi avrei voluto anche un segnale di vita, di lucidità, che mi avrebbero fatto capire che il CNAPPC ha un minimo di capacità di analisi di una situazione difficilissima.

 

di Enrico Patti

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