Meditazioni Mediterraneo. In viaggio attraverso sei paesaggi instabili

La mostra Meditazioni Mediterraneo. In viaggio attraverso sei paesaggi instabili, che si terrà a Palazzo Ducale. Genova, fino al 7 novembre 2010, racconta con una narrazione multimediale e interattiva, in dialogo con un percorso di approfondimento archeologico dedicato al Tirreno, un viaggio attraverso il Mediterraneo per assaporare sensorialmente atmosfere, suoni, arti e mestieri dei paesi e dei popoli che lo hanno nel tempo abitato e percorso. Un itinerario nei sensi e nei luoghi del Mediterraneo, area geografica la cui condensazione di segni trae origine dallo straordinario e tormentato fascino del suo territorio, ma anche dalla antica ricchezza delle sue culture e dalla mescolanza di razze, religioni, costumi rappresentate nei suoi popoli. Questa peculiarità riesce in modo sorprendente a far emergere sopra un temperamento vulcanico, fatto di conflitti e tragedie, diversità e antagonismi, la bellezza e il sorriso, la familiarità e la naturalezza. Un’arte del vivere che può essere messa a disposizione del mondo intero. Materie, suoni, colori, odori, gesti, processi e relazioni, accostati in insiemi, generano paesaggi, formano scenari che divengono attivi: sono videoinstallazioni, dispositivi interattivi che utilizzano la tecnologia come linguaggio per favorire la partecipazione dello spettatore e il suo coinvolgimento. Mappe, antiche carte e rare rappresentazioni del Mediterraneo, accostate a pezzi originali, reperti archeologici e preziosi documenti, che dialogano con le installazioni multimediali, ci fanno ancor più comprendere l’importanza di quell’area geografica e focalizzando l’attenzione sul Mar Tirreno, ne evidenziano la centralità come teatro di scambi, di merci e di saperi. Il tutto nell’ottica propositiva che “il Mediterraneo è un divenire, una speranza, non solo una radice” (Adonis).

 

La mostra è curata e realizzata da Studio Azzurro, uno dei più importanti gruppi internazionali di video arte. Il percorso espositivo si avvale della collaborazione del Museo di Archeologia Ligure e della Sezione di Conservazione della Biblioteca Berio; in particolare quello dedicato al Tirreno, si inserisce nel Progetto Transfrontaliero Marittimo Italia – Francia “Epistemetec” con il contributo della Provincia di Cagliari.

 

IL PERCORSO
La mostra, inizialmente realizzata con il contributo di Hermés Parigi poi ampliata con nuove esperienze, si sviluppa attraverso un percorso che comprende sei stanze, tre spazi e due ambienti. Nelle sei stanze si propongono altrettanti paesaggi con istallazioni multimediali e interattive e la presenza costante di un cavalletto fotografico è la metafora che indica l’elaborazione narrativa e visiva di Studio Azzurro. Pezzi originali, reperti archeologici e preziosi documenti, dialogano con le installazioni multimediali per focalizzare l’attenzione su quella culla di civiltà che, nel Mediterraneo, fu il Mar Tirreno. Nei tre spazi, fra cui la Cappella Dogale, antiche testimonianze raccontano elementi fondamentali dello spirito e dell’economia delle culture tirreniche, seguendone intrecci, corsi e ricorsi attraverso i millenni. Nei due ambienti finali si sviluppano delle narrazioni attraverso suoni e filmati.

 

LE STANZE
Il vento porta i profumi. Terre, rocce e risorse
Scenari naturali, campi coltivati, messi mature, distese di lavanda e altro ancora, sono i paesaggi del sud della Francia che ci appaiono su due grandi schermi. Nella sala la rappresentazione cartografica della Provenza dell’Atlas universel, un atlante francese del Settecento, dal tratto asciutto, ma ricco di particolari. Dietro, gli scenari le risorse naturali – terre, rocce, minerali, coloranti e materie prime – che da millenni segnano il paesaggio umano del Tirreno.

 

L’acqua si ferma nel sale. La flotta più antica
Il mare si trasforma e si ferma nel sale, visto come metafora di ciò che conserva e di ciò che corrode; paesaggi trasparenti e cristallini, ma anche relitti arrugginiti arenati sulla battigia. Il mare di paesaggi straordinari e inviolati e quello popolato da corpi che si agitano tra urla e risate, da rifiuti abbandonati.

 

La terra genera l’aria: gesti tra uomini e divinità
Tre grandi schermi verticali formano un’istallazione ascensionale che propone l’idea del vulcano, in particolare del Vesuvio. La materia lavica incandescente salendo svapora, diffondendo immagini e suoni del territorio campano. Il visitatore, percorrendo una passerella di legno che conduce all’istallazione, determina con la vibrazione dei propri passi il cambiamento e la sovrapposizione di queste immagini.

 

La luce scrive il vuoto. Paesaggi agrari e commerci scomparsi
La luce svela nel vuoto del deserto le sue infinite metamorfosi, e il deserto, come il mare, appare come una grande lavagna, su cui con un moto pacato ma inarrestabile, scrive il suo romanzo infinito e lo cancella. Superando delle soglie di luce, in questo nuova stanza, avanzando lentamente ci vengono incontro visioni del deserto libico, delle rovine romane di Leptis Magna, di Cirene, Sabra e infine di Ghadames.

 

Il colore si annoda al suono: Marocco
In questa stanza un tappeto virtuale, di 4 x 6 metri, se calpestato da uno o più visitatori fa emergere a poco a poco ciò che nasconde: le antiche vestigia di Volubilis, i conciatori di pelle di Fes, i Suq brulicanti di persone, le innumerevoli mercanzie esposte. Un’immensa tavolozza di forme e colori, di persone, di gesti e di suoni, che intrecciandosi tra loro, creano la trama di un tessuto fatto di relazioni, scambi e affetti che compongono famiglie, amicizie, tribù, etnie e popoli. Tracce di antiche civiltà e popoli si possono ritrovare percorrendo la carta del Marocco contenuta nella monumentale opera dei grandi cartografi olandesi, Willem e Joan Blaeu.

 

Lo sguardo insegue la memoria: Siria
L’istallazione è composta da due piccoli schermi contrapposti e tra questi altri due, trasparenti e di grandi dimensioni. Sequenze video di occhi dormienti, che appartengono a personaggi del luogo, bambini, giovani, donne e anziani scorrono sul primo piccolo schermo, all’unisono con immagini di occhi di antiche statue proiettate su quello uguale e retrostante. Scelto uno di questi personaggi, i suoi occhi si aprono e interagendo con il visitatore in una sorta di dialogo visivo, mettono in movimento gli scenari sui grandi schermi. Appariranno molte immagini, tra cui il sito archeologico di Palmira, antica città romana, le Città morte bizantine, Serjilla e poi Ugarit, Ebla, Apamea, Aleppo e le antiche norie di Hama, fino a toccare l’Eufrate a Dura Europos al confine con l’Iraq. In una Geografia di Tolomeo dell’inizio del Cinquecento una silografia della Siria fa scoprire al visitatore nei nomi stampati accuratamente in rosso e nero luoghi e città di antica memoria.

 

SPAZI ESPOSITIVI
La mostra si sviluppa ora attraverso un racconto non più virtuale, fatto di oggetti, di testimonianze materiali che arricchiscono con nuove suggestioni il percorso fatto, introducendo il visitatore in un’area mediterranea più circoscritta, quella del Tirreno con specifici riferimenti a Genova.

 

Rotte tra Tirreno e Mediterraneo
Merci e tesori sono raccolti e ordinati come fossero appena scaricati da una delle imbarcazioni che solcarono le rotte del Tirreno. Asce in giadeite, lame in ossidiana, lingotti, armi e gioielli, vasi preziosi e reliquie precedono i simboli della ricchezza di Genova e della sua potenza marittima: le monete.

 

Voci e immagini del sacro
La voce di un muezzin che prega accompagna le manifestazioni del sacro nel Mediterraneo e nel Tirreno illustrate attraverso i due elementi iconografici più antichi: le statuine femminili e i tori.

 

Madri Mediterranee e la Madonna Regina di Genova
La Cappella Dogale è il luogo emblematico scelto per restituirci il senso è il valore simbolico che la “Mater” ha avuto nella cultura mediterranea. La statua della Madonna Regina di Genova posta sull’altare della Cappella, la Mater Matuta e le Madri di Capua ripropongono le contaminazioni e mescolanze tra antichità classica e mondo cristiano che caratterizzano la sfera del sacro nel Mediterraneo e nel Tirreno.

 

AMBIENTI
Questi ultimi ambienti sono dedicati al saper fare e alla grande sapienza contenuta negli antichi gesti e al racconto in immagini video dell’attualità sociale e politica del Mediterraneo.

 

Gli artigiani
Filmati montati su piccoli schermi mostrano particolari di fasi di lavorazioni manuali, accompagnate sempre dai suoni che vengono emessi. Cinquantaquattro artigiani, di tutti i paesi visitati, che con il movimento delle mani modellano la materia trasformandola in sogno e in ritmo della storia.

 

Il Mediterraneo oggi
Per chiudere la mostra vengono proposti molteplici sguardi che riportano all’attualità politica e sociale del Mediterraneo. Immagini di conflitti, divisioni, disastri ecologici, differenze e distanze sono raccontate con filmati di repertorio, proiettati sul pavimento.

 

Scarica il flyer completo dell’evento

 

SCHEDA EVENTO

Meditazioni Mediterraneo. In viaggio attraverso sei paesaggi instabili

 

Luogo
Palazzo Ducale
Appartamento del Doge
Piazza Matteotti 9, Genova

Periodo
Fino al 7 novembre 2010

Orari
da martedì a domenica 9.00-19.00
lunedì chiuso

 

Informazioni
Tel. 010.5574065
E-mail: biglietteria@palazzoducale.genova.it

 

Nell’immagine, il tappeto virtuale allestito nella stanza tematica Il colore si annoda al suono: Marocco

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