Media facades. When buildings start to twitter

Negli ultimi anni si è assistito alla progressiva affermazione di modelli di media facade – applicazione di tecnologie multimediali alle facciate degli edifici – capaci di innescare nuove forme di comunicazione tra l’ambiente urbano e i cittadini attraverso la diffusione luminosa di messaggi interattivi, i cosiddetti tweet.

 

Il video qui presentato, versione ridotta della conferenza “The semiotics of media facades – When buildings start to twitter” presentata nel 2010 alla Parsons The New School for Design di New York, mostra in sequenza cronologica alcuni tra i più famosi progetti internazionali di “facciate multimediali”: dai primi esempi caratterizzati da messaggi luminosi artistici, sociali o pubblicitari, fino alle attuali forme più evolute di interfaccia, in grado di interagire con il pubblico attraverso sensori intelligenti oppure simili agli Apps per iPhone.

 

Tweet e retweet luminosi
Durante il giorno, le strutture delle facciate, con le loro finestre e le diverse combinazioni di materiali, offrono al pubblico un certo tipo di immagine che contribuisce alla definizione della scena urbana. Ma dopo il tramonto l’unico mezzo “rivelatore” dell’immagine architettonica degli edifici è la luce artificiale.
L’apparizione della luce trasmette ai cittadini un segnale “atmosferico” che li attrae di fronte alla struttura assopita degli edifici, per ammirare un’affascinante ma statica facciata o per godere dei brevi racconti condivisi da una sfavillante architettura.
Negli ultimi dieci anni, le facciate multimediali si sono progressivamente trasformate in strumenti di diffusione di tweet luminosi, messaggi interattivi che generano una rete di connessioni tra i proprietari degli edifici e i cittadini, a volte guidate da motivazioni di tipo estetico, altre volte da intenti commerciali, come alternativa alle tradizionali pubblicità luminose.
La ricerca della persuasione per mezzo di grandi schermi dà l’impressione che la dimensione sia ritenuta più importante del contenuto, aspetto paragonabile alla grande quantità di tweet banali o poco significativi presenti all’interno di Twitter.
Molte facciate multimediali appaiono come monumentali monologhi che ripetono quotidianamente e costantemente la stessa animazione. Alcune utilizzano segnali provenienti dall’ambiente circostante trasformandoli in giochi di luci e ombre, mentre altre instaurano veri e propri dialoghi urbani combinando differenti immagini in movimento. Altre ancora consentono addirittura agli utenti di inviare tweet all’edificio per ricevere in cambio retweet luminosi che trasformano la città in una community di utenti che, attraverso i propri apps, potranno eventualmente estendere il dialogo a reti di utenti sempre più ampie, in tutto il mondo.

 

La panoramica dei progetti presentati comprende diversi metodi e tecniche di illuminazione, concepite da lighting designer di fama internazionale come ag4, Arup Lighting, blinkenlights, Fusion, LAb[au], Licht Kunst Licht, L´Observatoire International, Mader Stublic Wiermann, Okayasu Izumi, magic monkey, Matthew Tanteri, Onur Sonmez , Qosmo, realities:united, Rogier van der Heide, StandardVision, Urbanscreens, Uwe Belzner, Yann Kersalé oppure da importanti studi di architettura, tra cui Asymptote Architecture, Frank Gehry, Jean Nouvel, O.M. Ungers, Peter Cook, Peter Marino, UN Studio, schneider + schuhmacher, Simone Giostra, WOHA architects1. La rassegna include inoltre gli artisti Doug Aitken, Jaume Plensa, Kurt Hentschläger and Zhong Song.

 

Per approfondimenti
Thomas Schielke
www.arclighting.de
http://de.linkedin.com/in/thomasschielke
Parsons The New School for Design, New York
www.newschool.edu/parsons

 

 

a cura di Mirco Vacchi


Nell’immagine, il progetto Blinkenlights può controllare le luci delle finestre della “Haus des Lehrers” di Berlino, invitando i cittadini a partecipare a giochi o a pubblicare contenuti sulla facciata dell’edificio. Progetto: ©Blinkenlights. Foto: ©Thomas Fiedler

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