MAXXI Roma, artisti e architetti raccontano Istanbul

Le trasformazioni sociali, la tensione politica, i conflitti e le nuove dinamiche comunitarie l’hanno resa il simbolo di un cambiamento globale: è Istanbul, cui il MAXXI Roma dedica Istanbul. Passione, Gioia, Furore, seconda tappa di un progetto dedicato alle realtà culturali del Mediterraneo e al rapporto tra Medio Oriente ed Europa, cominciato nel 2014 con la mostra dedicata all’arte contemporanea iraniana e che proseguirà nel 2017 con un progetto dedicato a Beirut.

Istanbul. Passione, Gioia, Furore presenta le opere di 45 tra artisti, architetti e intellettuali in un percorso che coinvolge grandi opere, nuove produzioni artistiche, testimonianze audio e video in una molteplicità di linguaggi ed espressioni.

La mostra, a partire dai cambiamenti della realtà culturale, sociale e urbana di Istanbul e dal loro impatto sulle pratiche creative, affronta una serie di domande esistenziali, a cui artisti, architetti, intellettuali hanno risposto con il loro lavoro, maturando un solido impegno critico, di cui la mostra restituisce uno spaccato, costruendo una mappatura di tutte le esperienze maturate nella città e grazie alla città: progetti artistici, architettonici, cinematografici, critici.

La mostra, risultato di una lunga ricerca ispirata dal confronto con la comunità creativa di Istanbul, esplora i cambiamenti urbani della città come condizione fondamentale delle pratiche creative. Pone particolare attenzione alle questioni della gentrificazione, alla crisi ecologica e alle iniziative di autorganizzazione, evidenzia i conflitti politici e la resistenza con opere che trattano temi legati alla giustizia, la violenza, le questioni di “genere”; ripercorre i modelli innovativi di produzione legati al consumismo e alle sfide della classe operaia, evidenzia urgenze geopolitiche come la questione delle minoranze e dei rifugiati, e infine propone nuove soluzioni, istanze gioiose e propositive, strategie di ricostruzione perché è necessario non perdere mai la speranza.

La mostra al MAXXI Roma è composta dalle seguenti sezioni:

A Rose Garden?, una sorta di introduzione a tutto il progetto. La rivolta di Gezi Park a Istanbul è diventata simbolo della resistenza della società civile contro la regressione della democrazia, in cui artisti e intellettuali hanno avuto un ruolo centrale. Le opere degli artisti e degli architetti di questa area raccontano le tracce e le riflessioni scaturite da quell’esperienza.

Ready for a change? Istanbul è stata al centro di una profonda trasformazione urbana secondo le logiche del profitto e nella esclusione dei poveri. La gentrificazione e la divisione sociale sono state alimentate nel nome dell’innovazione e dello sviluppo urbano. In questa sezione artisti e architetti diventano testimoni o tentano una critica.

Can we fight back? La città è stata negli anni non solo sede di accesi confronti tra visioni urbane, ma anche l’arena di conflitti sociali e confronti politici. Questioni come l’identità culturale, i diritti civili, la libertà di espressione, la fede religiosa sono il cuore della vita sociale, e le pratiche creative sono profondamente legate ad esse.

Should we work hard? Il tentativo della Turchia di essere integrata all’interno del sistema economico mondiale ha portato alla incontrollata espansione economica della città da sempre legata alla coesistenza di diversi sistemi economici. La nuova ideologia liberista ha incrinato vecchi equilibri, le classi lavoratrici hanno perso i loro diritti, e la necessità di una alternativa è diventata tema centrale della riflessione artistica e architettonica.

Home for all? Istanbul è storicamente una città cosmopolita, multietnica e multiculturale, nonostante sia stata anche teatro di oppressione delle minoranze. I rifugiati che negli ultimi tempi si stanno riversando nel territorio turco hanno un inevitabile impatto anche sulla città: sarà un ulteriore peso oppure una nuova opportunità?

Tomorrow, really? Istanbul e la Turchia come l’Europa e il Medio Oriente stanno affrontando una profonda crisi economica, democratica e le conseguenze della guerra. Il futuro sembra decisamente precario, ma le opere raccolte in questa sezione rivelano l’esistenza di un laboratorio di idee e progetti teso alla costruzione di alternative possibili.

Insieme alla mostra il MAXXI presenta La storia in movimento. Racconti del cinema turco dagli anni Sessanta ad oggi a cura di Italo Spinelli, due appuntamenti, il 30 e il 31 gennaio 2016, che attraverso film, cortometraggi e documentari ripercorrono la storia sociale, politica e culturale, e la continua trasformazione della Turchia contemporanea.

Artisti e architetti in mostra al MAXXI Roma
Hamra Abbas, Can Altay & Jeremiah Day, Halil Altındere, Emrah Altınok, Architecture For All (Herkes İçin Mimarlık), Volkan Aslan, Fikret Atay, Atelier Istanbul: Arnavutköy, Vahap Avşar, İmre Azem & Gaye Günay, Osman Bozkurt, Angelika Brudniak & Cynthia Madansky, Hera Büyüktaşçıyan, Antonio Cosentino, Burak Delier, Cem Dinlenmiş, Cevdet Erek, İnci Eviner, Extrastruggle, Nilbar Güreş, Ha Za Vu Zu, Emre Hüner, Ali Kazma, Sinan Logie & Yoann Morvan, Networks of Dispossession, Nejla Osseiran, Ceren Oykut, Pınar Öğrenci, Ahmet Öğüt, Didem Özbek, Şener Özmen, PATTU, Didem Pekün, Zeyno Pekünlü, Mario Rizzi, Sarkis, SO?, Superpool, ŞANALarc, Ali Taptık, Serkan Taycan, Cengiz Tekin, Güneş Terkol, Nasan Tur.

SCHEDA EVENTO
Istanbul. Passione, Gioia, Furore
a cura di Hou Hanru, Ceren Erdem, Elena Motisi e Donatella Saroli

Luogo
MAXXI | Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Via Guido Reni 4a
Roma

Periodo
fino al 30 aprile 2016

Orari
11.00-19.00
sabato | 11.00-22.00
chiuso il lunedì

Per ulteriori informazioni
www.fondazionemaxxi.it

Nell’immagine di apertura, Osman Bozkurt, Post Resistance

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