Materiali per il restauro della storia

I materiali Keimfarben, appositamente studiati per il restauro, caratterizzano interventi di particolare pregio, come è avvenuto presso il Forte di Bard, in Valle d’Aosta.

 

Il Borgo di Bard, situato nella zona più stretta della Valle d’Aosta, nel punto in cui la nuda roccia scende ripida verso la Dora Baltea, è uno dei più suggestivi e meglio conservati siti medievali dell’intera valle, in cui spicca sulla sommità della roccia il celebre Forte di Bard, oggetto di un lungo, e di recente terminato, progetto di restauro che ha riportato al successo la roccaforte ottocentesca grazie alla scelta e all’utilizzo di materiali specializzati come i colori minerali Keim.
Realizzato dalla regione Autonoma Valle d’Aosta con il contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo di Rotazione Statale nell’ambito della riconversione delle aree in declino industriale, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Valle d’Aosta, il progetto di restauro è stato definito nel 1993, e, tre anni dopo, è stata costituita Finbard S.p.A. per la costituzione del piano di recupero.
I lavori sono partiti nel 1999 e l’Opera Carlo Alberto è stata aperta nel 2006 in contemporanea all’apertura dell’esclusivo Museo delle Alpi. Gli obiettivi progettuali si sono focalizzati sulla salvaguardia della struttura esistente tenendo ben presente i criteri costruttivi generali ma aprendosi al contempo all’utilizzo di tecnologie tra le più avanzate per rendere il Forte di Bard funzionale e fruibile anche per gli utenti diversamente abili.
Per coprire il dislivello esistente tra il fondovalle e l’Opera Carlo Alberto, di circa 102 metri, è stato studiato l’inserimento nei primi due tratti di ascensori ad andamento inclinato e che abbiano un percorso verticale per raggiungere il piano dei cortili dell’Opera Carlo Alberto e di Gola. Per realizzare questo progetto sono state aperte delle brecce nelle murature grazie a delle micro cariche controllate. Curate nei minimi dettagli ed accostate in modo armonico all’edificio del Forte così imponente e ricco di storia, le stazioni di arrivo degli ascensori sono delle moderne strutture trasparenti e la cabina degli ascensori è una costruzione in cristallo montata su un supporto in acciaio inox.

 

Per il restauro degli intonaci, dei paramenti murari e dei materiali lapidei presenti sulle facciate sono stati individuati trattamenti diversi a seconda del tipo di supporto su cui intervenire e dello stato di degrado dello stesso. Nelle zone in cui l’intonaco e le malte interstiziali tra le pietre si presentavano particolarmente erosi e in fase di distacco, è stato necessario attuare un preconsolidamento delle superfici. Le murature dei bastioni e di recinzione della strada sono state rinfrescate e liberate dagli agenti infestanti, ripristinando il paramento murario e sigillando i giunti. All’interno del cortile centrale gli intonaci sono stati anch’essi puliti e consolidati chiudendo crepe e fessurazioni ed infine tinteggiati con effetto velatura con KEIM Granital, la pittura ai silicati a norma DIN 18363 2.4.1, sinonimo di sicurezza nella protezione degli edifici civili e storici. Resistente, ecologico e con un resa elevata, KEIM Granital è costituito da un legante al silicato liquido di potassio che penetra profondamente nel sottofondo e, tramite una reazione chimica, crea un legame inscindibile tra supporto e pittura. Il perfetto equilibrio tra le materie prime di altissima qualità che costituiscono KEIM Granital, ovvero pigmenti inorganici, inerti minerali e silicato di potassio liquido, garantiscono la qualità del prodotto, una grande sicurezza applicativa e una longevità insuperabile.
Mentre gli intonaci nelle Opere Mortai, Vittorio e Ferdinando presentavano uno stato di conservazione tale da permetterne il consolidamento e il mantenimento, all’interno dell’Opera Carlo Alberto e di Gola, il pessimo stato degli intonaci esistenti ha comportato la loro totale ricostruzione e sostituzione con malta di calce con finitura a frattazzo fine e tinteggiato con latte di calce.
Sulle facciate murarie in pietra, che costituiscono anche da una lunga distanza il primo impatto visivo del Forte di Bard, gli interventi adottati hanno comportato la rinzaffatura leggera per la chiusura degli interstizi più grossolani tra le pietre.
Alcune nere conformazioni e i fenomeni di polverizzazione presenti sugli elementi in materiale lapideo come i portali di ingresso, le scalinate e le guide dei cannoni sono stati eliminati con processi di idropulitura o di rimozione meccanica. Una volta consolidati gli elementi lapidei esistenti sono state ricostruite le parti mancanti con materiale analogo trovato in loco. Un analogo processo di pulizia e consolidamento degli elementi lapidei è stato effettuato con il consolidante incolore a base di acido silicico esterificato KEIM Silex H, idrorepellente, che si presta in particolare per il consolidamento di pietre naturali di arenaria disgregate.
A conclusione di questo lungo intervento di restauro il Forte di Bard prospetta ai visitatori un’offerta particolarmente interessante e diversificata che propone il Museo delle Alpi, un percorso pluridisciplinare, multimediale e interattivo per scoprire le Alpi e capire la montagna e le Alpi dei ragazzi, lo spazio interattivo in cui i piccoli visitatori possono cimentarsi in un’ascensione virtuale al Monte Bianco, insieme a Mostre temporanee ed eventi. Di prossima apertura il Museo del Forte e il Museo delle Frontiere, il primo dedicato all’evoluzione dei sistemi di fortificazione, alle tecniche di attacco e di difesa, e il secondo giocato su un percorso che descriverà il concetto di frontiera e la sua evoluzione dal punto di vista politico, economico e culturale.

 

Un po’ di storia
Data la posizione strategica di eccezionale controllo, si hanno testimonianze dell’esistenza in quella zona di un presidio armato già all’inizio del VI secolo. Inizialmente di proprietà del visconte di Aosta, il castello passò intorno al XIII secolo alla famiglia Savoia che ne mantenne il controllo fino al 1800, quando Napoleone, indispettito dalla lunga resistenza all’assedio francese, decise di radere al suolo il “vilain castel de Bard”.
La ricostruzione del forte avvenne perciò solo nel 1827 con Carlo Felice che affidò il progetto al Capitano del Corpo Reale del Genio, Francesco Antonio Oliviero, che completò l’opera in soli otto anni e consegnò il forte a Carlo Alberto nel 1838, già suddiviso in tre corpi autonomi su diversi livelli che compongono la struttura del Forte di oggi.
L’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio nella zona mediana e l’Opera Carlo Alberto in alto sono i tre livelli progettati da Francesco Antonio Oliviero per la migliore difesa della zona: l’Opera Ferdinando ha una forma simile ad una tenaglia rivolta verso l’alto della valle ed è suddivisa in due parti; l’Opera Vittorio ha un fronte di bastioni a difesa degli accessi; inconfondibile per l’altezza e l’imponenza, l’Opera Carlo Alberto insieme all’Opera di Gola e il cortile rappresentano la struttura più d’impatto, formata da una cinta su cui poggiano tutti i fabbricati. All’interno trova posto una piazza d’Armi circondata da un ampio porticato dal quale si accede alla chiesa di San Maurizio, trasformata nell’Ottocento in deposito munizioni, viveri, alloggio e magazzino. Nei sotterranei del Forte di Bard sono conservate intatte 43 celle di isolamento
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Visualizza alcune immagini del Borgo di Bard
Dall’alto, 1, 2, 3.

 

All’interno del Borgo, 1, 2.

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