Marmomacc incontra il design: “Hybrid and flexible” a cura di Evelina Bazzo

Marmomacc Incontra il Design (dal 30 settembre al 3 ottobre a Verona) giunge quest’anno alla sua III edizione. Un numero sempre crescente di aziende leader collaborano con altrettanti designer, progettano oggetti, ambienti, e nuove modalità applicative del marmo. “Hybrid and Flexible” è il ideale da sviluppare alle molteplici interpretazioni progettuali, ma anche, e forse soprattutto, un suggerimento nato dall’analisi del movimento generato dall’incedere della crisi. Cosa troveremo allora in questo evento, se non un’officina di tredici idee e un’occasione in più per ripensare al futuro? Andiamo a esplorarle brevemente, in un percorso ideale, i padiglioni 6, 8 e 10.

Il padiglione 6 segue, anche quest’anno, l’evolversi della collezione degli oggetti multifunzionali di arredo disegnati da James Irvine per Marsotto “Edizioni”.
Poco oltre per Testi Fratelli, Tobia Scarpa recupera la sensazione intima dell’antico focolare traducendola in “Idrido”: una gigantesca stufa rivestita da marmo di Carrara. Mentre Marta Laudani e Marco Romanelli trattano il nobile blocco di marmo. Qui, per Mele Design di Fratelli Mele gli architetti presentano una seduta-scultura, un ibrido tra arte e natura. Assolutamente da non perdere, l’allestimento di Patricia Urquiola per Budri. A caduta libera, una cascata di fiori oversize di marmi coloratissimi invadono lo spazio bianco, fagocitando il visitatore. Risultato? Ancora una volta Patricia Urquiola ha saputo generare un magico eden. Seguendo, incontriamo la proposta di Francesco Steccanella per Il Casone, dove, come note su di uno spartito musicale, alterna lamine di marmo a intarsi di legno, metallo e vetro, creando così un contrappunto ritmico sensoriale. Rarefatto, invece, è l’ambiente lunare creato da Marco Piva per Cava Romana. Questo primo padiglione si chiude con lo “stand-museo” realizzato da Alberto Campo Baeza, che presenta, in un lirico allestimento parietale, tutta la collezione degli oggetti prodotti da Pibamarmi.
Si prosegue al padiglione 8, in cui si incontrano i tavoli flessibili di Craig Copeland e Turan Duda realizzati per Henraux. Nello stand di Grassi Pietre, Luca Scacchetti omaggia la tradizione palladiana, creando una fusione tra la classicità dello spazio scenico e la contemporaneità degli oggetti. Michele De Lucchi presenta, per MGM Furnari,  “Decoro geologico” e “La torre dei trampolini”. Entrambi in lava, il primo, nato da un geniale gioco geometrico, è un rivestimento parietale, mentre il secondo è un mobile, composto da una serie di trampolini sovrapposti.
Infine, al padiglione 10 si conclude il percorso di “Hybrid and Flexible”. Nello stand di Santa Margherita, troviamo il progetto “Pietra in fiore” di Aldo Cibic, ovvero, umanizzare l’architettura, ibridarla alla natura. La chiave interpretativa di Marco Fagioli e Emanuel Gargano è quella di flettere la pietra, come fosse un tessuto, portandoli a modulare il perimetro dello spazio espositivo di Vaselli Marmi, in uno sviluppo sinuoso del volume, reso tale dalla scansione ritmica dell’alternarsi irregolare di sottili lesene. Last but not the least, “Hybrid and Flexible” si congeda con la visione onirica di Francesco Lucchese nell’allestimento per Scalvini Marmi: una foresta di colonne e plexiglass sembra dissolversi nella riflessione data dalla lucentezza metallica del pavimento e del soffitto.

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