Cercasi progetti per la Biennale Architettura 2018: Cucinella apre la call Arcipelago Italia

cucinella biennale architettura 2018

L’architetto Mario Cucinella, che come sappiamo è stato incaricato dal MiBACT della curatela del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, ha avviato un’indagine conoscitiva per selezionare opere realizzate, o in corso di realizzazione, sul tema Arcipelago Italia. Al centro della proposta presentata da Cucinella per il padiglione c’è un laboratorio dinamico che concentra le sue azioni lungo lo spazio urbano costituito dalle aree interne del Paese, esemplificazione dell’identità italiana per estensione e stratificazione storico-culturale.

L’obiettivo dell’indagine, e quindi della call lanciata dall’architetto, è quello di conoscere esempi concreti che sottolineino il ruolo che l’architettura contemporanea può svolgere all’interno di insediamenti distanti dai grandi centri urbani ed estranei alle dinamiche delle città metropolitane, spesso percepiti come luoghi marginali e di passaggio, ma che possono invece riacquistare centralità nel dialogo tra nuove esigenze e stratificazione storica del paesaggio.

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Il termine ultimo per partecipare è il 10 luglio 2017 (ore 12:00). In fase di candidatura è necessario indicare la tematica o le tematiche (due al massimo) che si ritengono più coerenti con le opere proposte (saranno privilegiate le opere costruite negli ultimi cinque anni e potranno essere presi in considerazione progetti in fase di realizzazione, i cui cantieri saranno presumibilmente ultimati entro il prossimo 31 dicembre), sulla base di quattro sezioni:

  • Abitare: opere di architettura in cui venga esaltata l’armonia tra la componente umana e naturale del paesaggio, condizione essenziale per la resilienza dei territori.
  • Connettere: infrastrutture e reti (materiali e immateriali) che connettono i centri abitati , finalizzate a migliorare l’accessibilità di luoghi potenzialmente isolati, garantendo la fornitura di servizi essenziali.
  • Condividere: realizzazioni che hanno un impatto sul tessuto sociale di un luogo, con l’intento di migliorare la qualità della vita e incrementare l’appetibilità per chi vorrebbe abitarvi.
  • Progredire: opere che innescano dinamiche virtuose con i settori produttivi locali, perseguendo il benessere e lo sviluppo delle comunità secondo un approccio in cui l’innovazione supporta e amplifica il valore della tradizione.

Call Arcipelago Italia, i requisiti

La Call è aperta a singoli o associati, progettisti o committenti, italiani e non, che intendano presentare opere coerenti con il tema e con gli obiettivi della ricerca, realizzate nei territori delle aree interne del Paese. Ad ogni proponente viene data l’opportunità di fare una sola candidatura, eventualmente accompagnata da una breve indicazione testuale di altre opere rientranti nei requisiti, all’interno dello specifico spazio riservato nel template qui allegato, che in ogni caso non dovrà eccedere le pagine previste (nel bando è presente anche un esempio di compilazione).

>> Scarica il bando della call Arcipelago Italia e il template necessario per la candidatura

La call indetta da Mario Cucinella ha come unico scopo la ricerca e l’indagine sul territorio. Il curatore si riserva di valutare a propria discrezione le proposte ricevute. Tra i criteri di valutazione ci saranno i seguenti:

  • Empatia con i luoghi: la capacità di integrarsi e interpretare l’identità dei siti, con i quali si stabiliscono legami virtuosi e imprescindibili
  • Misura: un rapporto di proporzioni tra l’opera e il contesto che risulti in equilibrio a prescindere dalla scala d’intervento
  • Impatto sociale: la capacità di implementare le opportunità di relazione sociale all’interno delle comunità.

Per ulteriori informazioni
www.mcarchitects.it
mariocucinella@arcipelagoitalia.it

Nell’immagine, Mario Cucinella ritratto nella sua casa © Vedran Pateh, da lifegate.it

1 commento

  1. Personalmente pur stimando ed apprezzando quanto si svolge per la storica biennale rimango un po controcorrente sul discorso poiché ho una idea diversa che annoverare in uno spazio chiuso anche se di effetto la dinamicità la ragione e anche il pensiero di architetti attraverso opere compiute. Lo spazio di un opera è il suo territorio e di chi la vive con i suoi cittadini e le sue realtà e quindi mi piacerebbe realizzare un percorso itinerante e toccare con mano ciascuna realtà ed opera..

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